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Attualità venerdì 12 marzo 2021 ore 14:25

Praline made in Elba per celebrare Dante

Paola Francesca Bertani

Si chiama "Infernum" ed è una insolita Lectura Dantis realizzata da Paola Francesca Bertani, pluripremiata nel campo della cioccolata



PORTOFERRAIO — Un percorso di degustazione in 9 praline alla scoperta dei cerchi dell'Inferno, un viaggio emozionale attraverso il cioccolato artigianale dell'isola d'Elba. Un anno di lavoro per unire due grandi passioni, il cioccolato e Dante, ha dato vita alla collezione di praline “Infernvm”: una edizione limitata irripetibile (700 scatole numerate) che propone una personale interpretazione dell’inferno di Dante attraverso il gusto.

“Mia madre era fiorentina e mi ha trasmesso la passione per Dante. Le sue tematiche hanno attraversato i secoli rimanendo sempre attuali, per questo ho deciso di raccontare la discesa agli inferi attraverso 9 praline, una dedicata a ciascun cerchio” - racconta Paola Francesca Bertanichocolatier” dell'isola d'Elbacon alle spalle 25 premi, fra cui 2 ori mondiali, e una tecnica sopraffina nel realizzare sottilissimi gusci di cioccolato.

Una “lectura Dantis” inedita all'insegno del gusto, un viaggio emozionale tra note esotiche come il mango e la noce moscata e sapori del territorio come il ginepro dell'Elba o l'aceto balsamico di Aleatico dell'azienda Arrighi. Un sapiente mix di note alcoliche e amaricanti, aromi balsamici e profumi fruttati che ci trasporta alla scoperta dell'“immensa voragine”.

Il primo cioccolatino, dedicato al Limbo, racchiude una ganache al latte di mandorla, si parte con toni “soft”, per una colpa lieve. È una pralina “sospesa”: una nuvola di mandorla pralinata e latte di mandorla, molto armonica e senza contrasti.

Per i Lussuriosi una ganache al mango e rum, un ripieno che richiama la passione e il piacere sensuale, avvolgente e inebriante, da condividere con la persona che si ama.

Per rappresentare i Golosi è stato scelto un caramello salato alla cannella per un cioccolatino voluttuoso, a cui non si può resistere, tentazione continua che risucchia in un vortice di dolcezza.

Per gli Avari, che si sono persi nell’accumulo di beni, un ripieno di ganache al cioccolato bianco e noce moscata, un connubio particolare per una pralina “gastronomica” che richiama piatti salati. Qui la spezia rappresenta la ricchezza, a simboleggiare l'esclusività.

Gli Iracondi, che non contengono la rabbia, racchiudono una ganache di peperoncino: un cioccolatino, infuocato e disturbante, ma bilanciato dalle note agrumate del pepe di Timut.

Da qui ci si addentra nella “Città di Dite”, la zona più profonda dell’Inferno, dove troviamo gli Eretici: interpretati da una ganache al lampone e bacche di ginepro, dove il lampone rappresenta l'“ortodossia” e il ginepro la rottura. Un connubio dirompente che ben incarna chi non vuole uniformarsi.

Dal settimo cerchio ci si inoltra nei gironi dove sono punite le anime dei Violenti: ganache alcolica alla grappa torbata, una pralina potente con una notevole spinta alcolica: qui la rabbia viene trasformata in azione. E' la pralina in assoluto più forte: la grappa torbata con le sue note di fumo ci porta davvero vicino al centro dell'Inferno.

Con l'ottavo cerchio ci si addentra nelle “bolge” e qui troviamo i Fraudolenti: riduzione di aceto balsamico di Aleatico e ganache alla ciliegia, colui che ti imbroglia, ti confonde, prima addolcendoti con una golosa ciliegia e, una volta conquistata la fiducia, arriva la nota balsamica dell'aceto...

Dopo le dieci bolge si apre il tetro “pozzo dei giganti” e poi giungiamo nell'ultima e più tragica zona dell’Inferno: il nono cerchio, dove sono puniti i Traditori: ganache 100% massa cacao e liquore alla mandorla, siamo nel più profondo nero dell'animo umano, nel nero del peccato, qui domina la nota amaricante, un sapore persistente e potente, ma che predispone il palato ad accogliere come più “dolce” tutto quello che si può assaggiare dopo.

Un viaggio che è un omaggio al Sommo Poeta, nell'anniversario dei settecento anni della sua morte, all'immortalità dei suoi versi, che parte proprio dalla sua terra d'origine la Toscana.

E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Inferno XXXIV, 139)


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