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Attualità venerdì 29 maggio 2015 ore 15:33

Val di Denari, alle origini dello scandalo

Edilizia popolare, terreni e molti soldi: cosa c'è al centro delle indagini della magistratura e come ha origine il caso che ha scosso il Comune



PORTFERRAIO — Sull'esistenza del passaggio di denaro e sulle motivazioni e circostanze che lo hanno decretato ha indagato la magistratura e se una verità verrà fuori sarà in un'aula di tribunale. Ma per capire dove tutto ha origine è necessario andare nella Conservatoria del Comune di Portoferraio, dove tutti gli atti immobiliari sono tenuti e registrati.

Là si trova lo storico degli atti che riguardano il complesso immobiliare in val di denari (mai nome fu più profetico) che sta al centro dello scandalo che ha investito la Biscotteria.

E' necessario fare un salto indietro di dodici anni per trovare la prima traccia di un documento che fa riferimento al progetto di edificazione nella periferia di Portoferraio: il 20 giugno 2003 viene infatti trascritta una compravendita effettuata di fronte al notaio Morelli a favore della Val di Denari srl dei terreni in questione. 

Poi più niente per dieci anni quando, l'11 novembre del 2013, ancora di fronte allo stesso notaio, si formalizza un atto unilaterale d'obbligo edilizio e si arriva all'8 gennaio 2014 quando entra in scena Michele Pinzuti che, in qualità di segretario generale del Comune, firma una cessione volontaria d'area esproprianda fra la società e il Comune.

Nel mezzo però succedono altre cose. Innanzitutto viene individuata l'area d'interesse per il Comune che vuole edificare un complesso di edilizia popolare: l'area 28 "Sghinghetta - Val di Denari", di cui è proprietaria appunto la società e che il Comune vuole inserire nell'area Peep. Vengono avviati i contatti fra ente e privato fino a quando, in una determina dirigenziale, la 98 del 9 maggio 2012, la Val di Denari srl si obbliga a cedere gli alloggi che sull'area verranno costruiti secondo le graduatorie comunali di assegnazione.

L'area, 7.230 metri quadri di terreno, deve essere espropriata per entrare nella disponibilità del Comune che individua anche la cifra da versare: 1.234.884 euro (140 euro/mq). Si perfeziona quindi un meccanismo di doppia cessione: la società cede al Comune tutta l'area e il Comune ne restituirà una parte secondo una convenzione da stipulare. Nell'area che ritorna nella disponibilità della società, questa dovrà edificare il complesso immobiliare: due edifici per un totale di 12 appartamenti e rimesse auto connesse. In più effettuerà i lavori di urbanizzazione che vengono affidati senza bando ma attraverso una convenzione privata fra i due.

Il 6 agosto 2013 viene infatti presentato il progetto preliminare delle opere di urbanizzazione e il 18 novembre dello stesso anno viene rilasciato dal Comune il permesso a costruire sull'area restituita e si individua in 20 anni la durata della convenzione.

Il Comune paga l'area in due tranches: 582.940 euro il 30 ottobre 2013 e 620.199 euro il 9 dicembre 2013. Contestualmente il Comune cede una parte del terreno alla Val di Denari, 3.413 metri quadri per l'edificazione del complesso. La Val di Denari srl paga al Comune 859.913 euro, viene mantenuta la stessa valutazione al metro quadro. Secondo gli atti i lavori devono cominciare entro tre mesi e non devono durare più di tre anni.

Si arriva al 18 dicembre 2014 quando vengono firmati due atti nello stesso giorno: la prima è una delibera di Giunta in cui si formalizza il doppio passaggio e si individua, oltre alla Val di Denari srl, anche la Soc. Cooper. Isola d'Elba, come destinatari degli obblighi di urbanizzazione dell'area e una delibera d'area, a firma dello stesso Pinzuti in quanto dirigente d'area 3, in cui si evidenziano due aspetti.

"In relazione ai vincoli di spesa - si legge nella delibera d'area - a cui è sottoposta l'amministrazione comunale in relazione al patto di stabilità interno non si è potuto procedere all'acquisizione di tutti i terreni di ambito 28 (quelli in val di denari, appunto, ndr), tenuto conto che in relazione alla particolare crisi economica che ha investito l'Europa e l'Italia si è determinata una caduta nella domanda di alloggi popolari".

Insomma ci sono meno soldi, ma Pinzuti scrive: "E' intenzione di questa amministrazione rispondere all'emergenza abitativa di Portoferraio (per cui) si rende necessario procedere ad individuare la possibilità di attuazione delle previsioni in ambito 28 tramite definizione di stralci funzionali seppure in più fasi".

Alla firma dell'atto, che poi verrà registrato e trascritto l'8 gennaio, secondo le carte, erano presenti Carla Ferrini in qualità di amministratore della Val di Denari srl, Pinzuti in qualità di segretario generale dell'ente e Paolo Pagnini come funzionario dell'ufficio tecnico.

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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