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Attualità mercoledì 23 novembre 2022 ore 16:30

L'Iran dalla Fallaci in poi, tra velo e libertà

Isabella Ferrari legge Oriana Fallaci
Isabella Ferrari legge Oriana Fallaci

Sguardo ad Oriente per "La Toscana delle donne" che prosegue nel suo percorso di approfondimento sulle sfaccettature dell'universo femminile



FIRENZE — Tra libertà e velo: è il crinale su cui si colloca l'Iran infiammato dalle proteste seguite all'arresto e al successivo decesso di Masha Amini a Tehran. La giovane, arrestata dalla polizia morale per avere indossato il velo in modo non corretto, sarebbe deceduta poco dopo. 

E proprio su quel bilico tra libertà e velo si è mosso l'incontro dal titolo "Iran, la libertà sotto il velo, riflessioni dalla Fallaci ad oggi" che questo pomeriggio ha animato la kermesse in cinque giorni "La Toscana delle donne" al Teatro della Pergola di Firenze.

"Da 75 giorni il popolo iraniano è in lotta e sta subendo una repressione sanguinosa. Oltre 500 persone sono morte e oltre 50 minori, la vittima più piccola aveva 7 anni. Tutti con una unica speranza nel cuore: libertà. Chi dona la vita per la libertà è la persona più innamorata della vita", hanno testimoniato due rappresentanti della comunità iraniana di Firenze,

L'occasione di riflessione e approfondimento è stata moderata da Cristina Manetti, la capo di gabinetto della Regione Toscana, ed ha visto confrontarsi tra gli altri il presidente Eugenio Giani, il direttore del quotidiano La Verità e del settimanale Panorama Maurizio Belpietro, la direttrice del settimanale Donna Moderna Maria Elena Viola e la giornalista Rai Tiziana Ferrario.

I relatori e al centro Cristina Manetti e il presidente Eugenio Giani

I relatori e al centro Cristina Manetti e il presidente Eugenio Giani

Il dibattito è stato impreziosito da camei d'arte, con l'attrice Isabella Ferrari che ha letto alcuni testi di Oriana Fallaci e la performance del gruppo Bowland.

"Si è sviluppato un movimento largo e forte in Iran dopo l’uccisione della giovane Mahsa Amini - ha sottolineato il presidente Giani - colpevole di non portare correttamente l'hijab, una mobilitazione che, con il simbolo della ciocca di capelli, sta coinvolgendo l'intera comunità iraniana". 

"Il messaggio di Oriana Fallaci - ha osservato Manetti - è sempre attuale e in una settimana interamente dedicata alle donne vogliamo dare voce anche alle donne iraniane, per quello che sta succedendo adesso, partendo dalla riflessione di una grande toscana autrice di quella straordinaria intervista fatta a Komeini nel '79. Sono passati più di 40 anni da quando le donne iraniane si riversarono nelle piazze, le stesse piazze nelle quali ancora oggi scendono a protestare. Il mondo è cambiato, anche le donne sono cambiate, eppure qualcosa non ha subito lo stesso processo se ancora le donne chiedono libertà". 

La mostra per Oriana

E proprio a Oriana Fallaci è intanto dedicata la mostra documentaria del Fondo omonimo allestita nella Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo in piazza dell'Unità italiana a Firenze, aperta fino al 25 Novembre (9-13 il lunedì e il venerdì e 9-17 martedì, mercoledì e giovedì) e curata dalla Biblioteca della Toscana e dell'Archivio del Consiglio regionale della Toscana. 


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