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Attualità giovedì 19 novembre 2015 ore 18:08

Terme di Rio Marina, passi avanti con la Regione

Il sindaco Galli ha incontrato gli assessori ai trasporti e ambiente: si aprono spiragli per il complesso termale ma c'è l'ostacolo Parco da superare



RIO MARINA — Regione, Demanio, Mibact e Parco. Sono molti i piatti che deve tenere in equilibrio il sindaco Renzo Galli per arrivare a veder realizzato il parco termale di Rio Marina, un progetto che garantirebbe al paese del versante orientale una nuova spinta economica e turistica.

Il progetto, chiamato Terme della Costa che brilla, si intreccia in maniera stretta con il recupero delle aree demaniali ex minerarie. Nel 2009 infatti fu trovata una falda termale in località Ombria a Cavo e fu incaricata una Ati di eseguire una ricerca interessando un'area di 123 ettari. Ricerca che si è conclusa lo scorso 24 giugno e dei cui risultati il sindaco Galli ha dato notizia questa mattina durante una conferenza stampa in Comune.

Risultati incoraggianti: è stata individuata la presenza di acqua a 48° alla profondità di 70 metri, temperatura che potrebbe aumentare più in profondità, acqua che potrebbe essere estratta attraverso un insieme di pozzi di esercizio con una portata di 12/15 litri al secondo e la cui concentrazione di arsenico, problema diffuso in tutta l'area, potrebbe essere abbattuto attraverso una lavorazione in vasca.

Una grande risorsa che il Comune vuole sfruttare ma si pone il problema del luogo dove far nascere il futuro parco termale con annesse strutture di accoglienza. Di questo ha discusso il sindaco con gli assessori regionali ai trasporti e infrastrutture (Ceccarelli) e ambiente (Fratoni) nell'incontro di lunedì scorso.

La scelta dei possibili luoghi che accoglierebbero le strutture è infatti ridotta al minimo dall'azione combinata del Pit regionale e del regolamento del Parco. Una tenaglia che da una parte impedisce le nuove costruzioni fino a 300 metri dalla spiaggia e dall'altra consente il riuso degli immobili con il limite di non aumentare l'offerta ricettiva nell'area Parco. Limitazioni che, se anche permettessero una scelta, scoraggerebbero gli investitori privati che dovranno mettere sul piatto almeno 10 milioni di euro (questo il costo stimato del complesso) più il rimborso all'Ati per l'attività di ricerca (altri 500mila euro circa).

Lo scopo di Galli è quello quindi cercare di forzare il cappio legislativo e regolamentare quanto basta per poter avviare il bando di gara europeo per la coltivazione del giacimento e la realizzazione degli impianti termali in virtù di un interesse pubblico più grande di sviluppo della costa orientale elbana.

Più facile a dirsi che a farsi: "Abbiamo cercato una deroga al Pit regionale - spiega Galli - ma la Regione, anche per il fatto che lo ha appena approvato, è poco incline e avendolo condiviso con il Mibact una deroga dovrebbe passare anche dal Ministero. Ha tuttavia proposto di utilizzare le aree demaniali ex minerarie, sono molti i volumi che potrebbero essere adatti. Come Comune ci siamo resi pre-assegnatari di buona parte delle aree minerarie e in tempi brevi dovremo comunicare se accettiamo l'assegnazione con l'impegno di una loro valorizzazione nei prossimi tre anni. Il problema è che ricadono tutte nell'area del Parco e anche la Regione ha convenuto che senza un cambio di destinazione d'uso sarebbe quasi impossibile recuperare quegli immobili".

"Una leva normativa però l'abbiamo trovata - spiega Galli - la legge 410/2001 dice che qualora sia necessario riconfigurare gli strumenti territoriali per attuare i piani di recupero (come quelli del parco minerario) il presidente della giunta regionale può promuovere un accordo di programma fra le parti interessate per modificare gli strumenti di legge che fanno da ostacolo".

La Regione dovrebbe quindi riunire intorno a un tavolo tutti gli enti interessati e studiare una regime speciale, allentando qualche legaccio, per permettere l'indizione del bando e dare una concreta mano per il rilancio della costa elbana. 

"Gli assessori regionali si sono dimostrati aperti a questa soluzione - conclude Galli - e presto avvieremo le trattative per poter finalmente sbloccare un progetto che per noi è fondamentale".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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