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Cultura giovedì 01 ottobre 2015 ore 10:53

​Teatro in carcere a Porto Azzurro

Licia Baldi, dell'associazione di volontariato Dialogo, ci tiene a ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l'esperienza di teatro in carcere



PORTO AZZURRO — "Il teatro è entrato in carcere a Porto Azzurro già nella seconda metà degli anni Ottanta, con sporadiche interessanti esperienze teatrali, portate avanti con la simpatica intraprendenza di un giovanile gruppo studentesco che collaborava con gli ospiti della Casa di Reclusione. Ma è dal 1992 che l'attività di teatro diviene stabile, sotto la guida seria e appassionata di Manola Scali, animatrice e regista di un laboratorio teatrale, che nel tempo viene a denominarsi "Il Carro di Tespi". 

E dell'antico Tespi (che per primo, con l' "invenzione" di un attore dialogante con il coro, dette origine nel VI sec. a.C. allo spettacolo teatrale) il laboratorio di Porto Azzurro ha qualcosa in comune. E' il primato della parola sulla scenografia, è il teatro povero, che appunto alla parola e alla musica si affida, privo di effetti scenici e di preziosi giochi di luce. L'altro aspetto del teatro di Tespi, quello di teatro ambulante (si dice che con il suo carro Tespi offrisse spettacoli in giro per i villaggi dell'Attica), è per adesso un miraggio. Infatti, molto di rado gli attori detenuti hanno potuto recitare fuori dal carcere e rappresentare le loro esperienze e le loro emozioni a un variegato pubblico esterno, in un vero teatro. Formuliamo un auspicio per il prossimo futuro.

Ma se questo particolare "Carro di Tespi" non può uscire all'esterno, è anche vero ed emozionante che da fuori vengano in carcere numerosi spettatori. Sabato scorso, ad esempio, alcuni gruppi di studenti con i loro insegnanti (del Liceo Foresi di Portoferraio, dell'Istituto Carducci Volta Pacinotti di Piombino e della scuola media Galilei di Cecina) hanno assistito in carcere alla messa in scena della commedia di Molière "Il malato immaginario". E' stata replicata così la rappresentazione che il sabato precedente aveva avuto fra gli spettatori anche ospiti della Casa famiglia e frequentatori del Centro diurno di Salute mentale dell'Asl, accompagnati da assistenti sociali. 

Così il carcere si apre al terriotrio ed è il teatro, efficace comunicatore, a fare da ponte fra questi due mondi apparentemente così distanti, che vengono a unirsi in una comune riflessione, in una risata, in un applauso.

Il laboratorio teatrale di Porto Azzurro si inserisce nel progetto "Teatro in carcere", promosso e finanziato dalla Regione Toscana che, unitamente al Provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, crede decisamente nel valore culturale e sociale di questa iniziativa. Porto Azzurro risponde ogni anno con impegno, con fantasia e non senza difficoltà. Nel repertorio di opere rappresentate dal Laboratorio si trovano esperienze diverse, dal teatro classico greco di Euripide (l'Ifigenia, le Troiane) al Don Chisciotte, a Pinocchio, a Sister Act e fino a Guareschi e a molti altri lavori teatrali, fra i quali anche un testo originale costruito sulle esperienze vissute in stato di detenzione.

Il laboratorio teatrale è affiancato da un corso biblico, condotto da Bruno Pistocchi, e da un laboratorio musicale, nato da poco tempo, ma che ha già ottenuto pregevoli risultati ed è condotto da Daniele Pistocchi. Dalla lettura della Bibbia e di testi di altre grandi esperienze religiose viene tratta una riflessione comune, che annualmente, è messa in scena in forma di dialogo e di canti, in occasione della rappresentazione teatrale. Ad esempio quest'anno, prima dell'inizio della commedia di Molière, sono stati espressi concetti derivati dalla lettura del libro di Giobbe, il grande malato della Bibbia, e anche riflessioni personali degli attori. 

Ne è scaturito un messaggio che invita alla fiducia in Dio, oltre ogni tentativo razionale di comprendere il senso del dolore nella vita umana. Il Carro di Tespi si arricchisce anche, da qualche anno, delll'apporto di alcune attrici del Gruppo archeologico livornese, bravissime e quanto mai simpatiche. Meritano un applauso e un grazie particolarmente sentito.

Un grazie va anche, naturalmente, alla Direzione del carcere, agli educatori, agli operatori della polizia penitenziaria e a quanti danno una mano a portare avanti questo progetto, compresi i fotografi e la stampa. Da parte dell'Associazione di volontariato "Dialogo", che nel progetto teatrale ha una delle principali voci del suo programma, ancora un caloroso grazie e un ben augurante arrivederci al prossimo spettacolo".

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