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Attualità Mercoledì 11 Marzo 2026 ore 11:52

Giorgio Retali diventa diacono

Giorgio Retali

Sarà il primo diacono sposato dell'Elba ad essere ordinato dopo il ripristino del diaconato permanente da parte del concilio Vaticano II



PORTOFERRAIO — Sabato 14 Marzo alle 11, nella Chiesa Cattedrale di Massa Marittima, si svolgerà la celebrazione dell'ordinazione diaconale di Giorgio Retali.

Un fatto storico, come spiegano dalla Comunità pastorale di Portoferraio, essendo il primo diacono sposato dell'Elba ad essere ordinato dopo il ripristino del diaconato permanente da parte del concilio Vaticano II. 

La consacrazione avverrà alla presenza di molti elbani e delle autorità ecclesiastiche, e quindi sarà consacrato dal Vescovo Carlo Ciattini, al servizio di Dio e della Chiesa.

Il Presule compirà l'atto dell'imposizione delle mani a Retali e dirà la preghiera consacratoria. Il diacono è chiamato a essere un esempio di umiltà, carità e obbedienza, riflettendo Cristo che non è venuto per essere servito ma per servire. 

Per l'elbano, sposato, padre di tre figli, avvocato da molti anni, si tratta di un punto di arrivo di un percorso di studi accademici presso l'Università Pontificia Regina Apostolorun e di un corrispondente accompagnamento e formazione spirituale.

"Questa ordinazione a diacono rappresenta – afferma Don Kevin, parroco della Comunità pastorale Madre della Speranza di Portoferraio - un momento storico per la chiesa elbana, non solo perché Giorgio Retali è il primo diacono sposato che sia mai stato ordinato all'isola d'Elba dopo il concilio Vaticano II, ma anche perché in questo evento c'è tutta la sfida di rinnovamento della Chiesa. L'idea infatti di ordinare diacono una persona che sia ministro della Chiesa, ma al tempo stesso anche uomo tra gli uomini, vuole colmare la frattura spesso esistente tra liturgia e impegno sociale, tra preghiera e giustizia, tra fede e vita".

Il diacono può proclamare il Vangelo, predicare, assistere all'altare (Eucaristia), battezzare, celebrare i funerali e presiedere benedizioni e matrimoni.

"Tutto è cominciato sei anni fa con una telefonata che mi lasciò senza parole e pieno di emozione. - dice Retali - Mi parve che il tempo si fosse fermato. Era il Vescovo e mi disse che voleva incontrarmi per parlare della mia vita e se ero disposto a fare degli studi. Capii cosa accendendo. Così è iniziato un percorso fatto di ricerca, di attesa, di formazione, di crescita. Questa ordinazione non è un traguardo, ma un punto di partenza di una grande sfida di fare unità tra una vocazione per il popolo di Dio da una parte, il lavoro e la famiglia dall’altro lato. Un diacono sposato torna a casa la sera stanco dal lavoro, trova una moglie o anche dei figli che lo ascoltano e il giorno dopo deve andare ancora a lavorare. Essere un buon diacono significa vivere impegni nel lavoro come via per la realizzazione dell’umiltà, della serietà, del sacrificio". 


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