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Attualità lunedì 01 giugno 2015 ore 19:07

Squadra e Compasso, una tradizione elbana

L'Elba ha tre logge massoniche riconosciute e in crescita. Ne ha parlato il Gran Maestro Bisi al Rotary ma avverte: "Ci sono elementi indipendenti"



PORTOFERRAIO — Le Tre Api e la Squadra e Compasso. Simboli legati da un'antica tradizione che continua ancora oggi tanto da ospitare, nei giorni scorsi, un convegno dal titolo "La Massoneria nel terzo millennio" organizzato dal Rotary Club elbano.

Nella sala dell'hotel Airone di Portoferraio hanno preso posto volti noti del commercio e della politica locale, venuti ad ascoltare le parole del Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, una delle tre obbedienze presenti all'Elba e la più numerosa, Stefano Bisi. 

Una relazione, quella di Bisi, che illustra le attività e gli scopi dei Liberi Muratori e che fotografa una crescita mai così alta di persone, soprattutto giovani, che chiedono di entrare a far parte della Massoneria (in gergo si chiamano Bussanti): "Abbiamo 22.521 fratelli in Italia sparsi su 850 logge riconosciute. Dall'inizio dell'anno abbiamo avuto ben 701 domande di ammissione: questi aspiranti fratelli saranno valutati e avviati verso un percorso che li formerà nella concezione di sè e del mondo".

Un numero crescente che ha obbligato il GoI ad aprire una sito internet ufficiale al quale è possibile rivolgersi per avere informazioni e che Bisi spiega così: "C'è una grande crisi di associativismo nel nostro paese, le strutture classiche come associazioni e partiti non rispondono più alla domanda di comunione dei giovani che vedono nella Massoneria un luogo di condivisione e di lacità".

Una domanda che è presente anche all'Elba secondo il Venerabile della Loggia elbana e che rispecchia una tradizione radicata: "Prima c'erano molte logge all'Elba - ci spiega - adesso sono meno e appartengono a tre obbedienze diverse (Gran Loggia d'Italia legata al rito di Piazza del Gesù e Gran Loggia Regolare d'Italia, ndr) ma la nostra è la più numerosa".

Un'attività massonica fervida: "Facciamo molta beneficenza senza dirlo - continua - siamo anche molto attenti a quello che ci accade intorno, vediamo molte carenze nella gestione della cosa pubblica e facciamo da stimolo".

Una Massoneria che si fa partito politico all'Elba? Alla domanda risponde lo stesso Bisi: "No, questo lo escludo ma non si può impedire a degli uomini liberi di interagire con la società che li circonda. Il nostro pensiero è che i Liberi Muratori devono compiere una rivoluzione dentro di sè prima di occuparsi di politica".

Sempre sulla situazione elbana Bisi lancia un allarme che passa quasi inosservato ma sul quale noi chiediamo spiegazioni: "Temo che in questa isola operi un gruppo che non si riconosce nelle obbedienze regolari e questo non fa bene all'Elba. Non ho elementi da fornire, tantomeno nomi, ma chi opera al di fuori delle obbedienze fa male all'isola e al nome della Massoneria".

Un nome che è ancora difficile da spendere, troppo vicino ancora il ricordo di logge deviate come la Propaganda 2 di Licio Gelli, tanto che quando un fratello chiede se non sarebbe meglio rendere maggiormente trasparenti le attività delle logge, Bisi risponde: "il pregiudizio contro di noi si è allentato ma è ancora forte ma se ci fosse una maggiore diffusione degli ideali di fratellanza della massoneria nel mondo, ci sarebbero più rispetto e pacifica convivenza". 

Un riconoscimento pubblico arriva però dal vice sindaco Roberto Marini che: "Porto i saluti dell'amministrazione di Portoferraio. Il fatto che molti giovani si avvicinino alla Massoneria è indicativo di un bisogno di regole".

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata

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