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martedì 12 novembre 2019

Attualità mercoledì 23 ottobre 2019 ore 21:33

​Rotoballe in mare, il punto sulle operazioni

Isola di Cerboli

Il contrammiraglio Aurelio Caligiore spiega come stanno procedendo le operazioni per individuare le rotoballe disperse al largo di Cerboli



ROMA — Questa mattina il mare ha restituito sulla costa piombinese un'altra delle rotoballe disperse in mare (leggi qui l'articolo)  fra l'isola di Cerboli, il golfo di Follonica, Piombino e l'isola d'Elba dalla nave Ivy nel 2015 (vedi gli articoli correlati). E proprio oggi pomeriggio, per fare il punto della situazione, abbiamo contattato il contrammiraglio Aurelio Caligiore, capo del reparto ambientale marino delle Capitanerie di porto, commissario nominato dal governo per le operazioni di individuazione, recupero e smaltimento delle balle di Css, combustibile solido secondario.

Ammiraglio, avete fatto una stima delle rotoballe da recuperare?

"Inizialmente il carico era di 65 tonnellate, considerando che ogni balla pesa circa 1,2/1,3 tonnellate. Inizialmente dovevano essere 56, alcune sono state restituite dal mare perciò dal calcolo che abbiamo fatto si stima che debbano essere recuperate da un minino di 45 ad un massimo di 48 balle".

Come sono organizzate le operazioni di recupero?

"Ci sono tre fasi. Prima è necessario individuare e geolocalizzare le balle sul fondale marino, poi ci sono la fase del recupero e quella dello smaltimento".

A che punto sono le operazioni per l'individuazione delle rotoballe, vi siete dati dei tempi?

"In questa fase si sta provvedendo alle operazioni per individuare e geolocalizzare le balle. Questo viene attuato attraverso uno scandaglio sonar che restituisce appunto un suono, degli “echi”, quando individua qualcosa. Poi però c'è la fase di verifica che viene condotta attraverso una telecamera a led per avere conferma che quanto è stato segnalato sia effettivamente una delle balle. I tempi sono minimi, il problema sono le condizioni meteo-marine perché se il mare non è in buone condizioni non si possono condurre le operazioni. Fino ad oggi sono state condotte indagini per tre giorni con alcuni riscontri da verificare".

Ma c'è attualmente il rischio che le balle possano sfaldarsi e rilasciare in mare i rifiuti?

"Attualmente siamo ottimisti anche perché il tipo di imballaggio con cui sono state confezionate è molto resistente e per fortuna sono rimaste ancora compresse".

Poi come proseguirà il recupero?

"Una volta geolocalizzate le balle che hanno una forma simile ad un parallelepipedo, dovranno essere recuperate e smaltite da ditte specializzate nel settore. In ogni caso le procedure prevedono che verrà probabilmente fatto un bando di gara europeo, questo secondo quanto stabiliscono le norme della Comunità europea quando si superano determinate soglie di importo".

Valentina Caffieri
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