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Cultura venerdì 10 gennaio 2020 ore 18:00

Villa romana di Cavo, un incarico per i rilievi

Veduta di Capo Castello e Capo Mattea

Il Comune di Rio ha affidato un incarico ad un archeologo per un rilievo sui resti della villa romana di Capo Castello e Capo di Mattea



RIO — Si torna ad indagare sui resti della villa romana di Capo Castello e di Capo Mattea a Cavo, nel Comune di Rio, ed il riordino dei relativi reperti rinvenuti. Infatti con determina del 30 Dicembre 2019 la responsabile dell'Area Assetto del territorio del Comune di Rio, su richiesta della Soprintendenza, ha affidato un incarico per "interventi di predisposizione di documentazione per la valorizzazione del sito archeologico di Cavo consistenti nella individuazione dei ruderi della villa romana di Capo Castello".

Come si legge nella determina di incarico "la villa risale all’età augustea ed i reperti rinvenuti, (oltre a Capo Castello, la villa delle Grotte e quella della Linguella) evidenziano decori sfarzosi, rivestite di marmi e adorne di statue. La villa di Capo Castello sorge sulla punta nord-orientale dell’isola, protesa verso il mare. Sebbene nominata e descritta nella letteratura antiquaria tra Sette e Ottocento, solo gli sterri effettuati alla fine del secolo XIX, permisero di mettere in pianta e descrivere più strutture di quante ne siano adesso visibili; purtroppo la pianta andò distrutta durante la guerra e molte informazioni, anche se dettagliate, rimangono prive di una ubicazione certa; - Occorre predisporre un accurato rilievo, da eseguirsi anche con tecnologie avanzate, del tipo laser scanner per georeferenziare tali strutture e rilevarle, in modo da preservarle da interventi inconsulti".

L'incarico comprensivo di Iva per un importo totale di 12.200,00 euro è stato affidato all'archeologo Marco Firmati e la previsione è che le attività dell'incarico richiedano 90 giorni di tempo. Firmati in passato fra i vari incarichi ricoperti è stato anche direttore del Museo civico archeologico del Distretto minerario di Rio nell'Elba e come si legge nell'atto di affidamento dell'incarico "il cui curriculum professionale è particolarmente adatto, dato l’alto contenuto specialistico del servizio da svolgere, che vanta numerose esperienze nel settore storico ed archeologico".


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