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Attualità sabato 28 gennaio 2017 ore 15:18

Rio Marina e Rio Elba, prove tecniche di fusione

I sindaci Renzo Galli e Claudio De Santi

I sindaci Galli e De Santi hanno avviato un confronto per capire i margini di una futura fusione fra le due amministrazioni comunali



RIO NELL'ELBA — Una sola Rio, un progetto di cui a più riprese si vocifera per poi cadere nel vuoto me che, questa volta, pare avviato ad una discussione seria sul merito e sul metodo.

A togliere dal cassetto il progetto di fusione amministrativa fra i due comuni della costa orientale dell'Elba sono stati gli stessi due sindaci, Claudio De Santi e Renzo Galli che in questi giorni stanno discutendo sulla fattibilità di un'unione che, in linea di massima, li trova entrambi concordi.

Un passo sicuramente importante al quale dovrà necessariamente seguire un confronto con i propri cittadini ma l'intesa sull'idea dei due sindaci dona un peso specifico importante alla questione.

"Abbiamo avviato una riflessione in merito - spiega Galli - penso che un'eventuale unione darebbe maggiore forza ad entrambe le realtà e per questo mi trova d'accordo ma al momento è presto per parlare di un progetto definito da sottoporre ai cittadini".

Galli fissa poi l'orizzonte temporale dentro il quale si muoverebbe l'eventuale fusione: "Se si dovesse fare dovrà essere fatto entro un anno e mezzo, cioè la fine della mia legislatura".

Un punto questo che trova concorde anche il collega De Santi: "Se ne parlò anche quando Galli era da poco entrato in carica ma non era giusto chiedere ad un sindaco neo eletto di rinunciare al mandato che aveva ricevuto dai cittadini. Questa volta invece sarei io a finire dopo ma rinuncerei a un anno di legislatura per il bene dei due paesi".

Anche De Santi traccia il perimetro della discussione attuale: "C'è un confronto su un'idea che mi trova da sempre d'accordo, ne parliamo e ne riparleremo nei prossimi giorni prima di concordare qualcosa di strutturato da presentare pubblicamente".

De Santi rivela anche uno dei motivi per i quali la fusione ha preso nuova linfa: "Finora - spiega - il mio comune era gravato da un debito importante che non sarebbe stato giusto conferire nel nuovo comune. Ora invece siamo sulla via del risanamento e conto che entro la fine dell'anno, se non prima, potremmo avere i conti in ordine così da rendere più semplice l'unione. Penso poi - conclude - che possa portare benefici ad entrambi e consentire un notevole risparmio amministrativo".

I due primi cittadini non hanno ancora fissato una data per un incontro ufficiale ma le comunicazioni viaggiano spesso lungo la via del Piano fra i due municipi ed è probabile che nei prossimi mesi possa esser convocato un incontro pubblico per spiegare il progetto ai riesi.

La normativa in caso di fusione prevede due o più comuni contermini, facenti parte della medesima provincia, possono esprimere la volontà di procedere alla loro fusione. In tal caso è prevista la consultazione della popolazione interessata tramite referendum e il recepimento dell’esito (se positivo) con legge regionale. 

L’iniziativa per la proposta è riconosciuta a: un numero di elettori pari almeno al 10% degli iscritti nelle liste elettorali di ciascun Comune interessato e, comunque, pari ad almeno il 15% complessivo degli iscritti nelle liste elettorali di tutti i Comuni interessati, ai Consigli Comunali interessati, ai Consiglieri regionali, alla Giunta Regionale. 

In tutti i casi, la fusione è preceduta dal referendum consultivo (non vincolante) delle popolazioni interessate. Il Consiglio Regionale procede ad approvazione della legge di fusione se: la maggioranza di ciascun Comune interessato si è espressa a favore oppure se oltre i 2/3 dell’intera collettività interessata si è espresso a favore.

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata


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