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Attualità mercoledì 02 dicembre 2015 ore 17:56

Piano urbanistico unico, altrove si può

La Regione premia, finanziando, i Comuni vicini che stilano un piano strutturale unitario, Per gli otto Comuni dell'Elba sarebbe un'utopia?



PORTOFERRAIO — Che la direzione amministrativa impressa dalla giunta regionale per quanto riguarda i piccoli comuni sia quella dell'accorpamento (nelle sue varie declinazioni, dalla fusione all'Unione) è cosa nota, tanto che nei vari circoli Pd sparsi sul territorio la questione è tornata prepotentemente all'ordine del giorno.

Ma da oggi un passo concreto (leggi finanziario) ulteriore è stato fatto: la Regione ha infatti dato il via a un progetto sperimentale che punta ad accorpare entro i prossimi 5 anni i piani strutturali di 49 comuni. Non tutti in uno, sia chiaro, ma da 49 si passerà a sei. Tante infatti sono le Unioni dei comuni che hanno aderito al progetto, da quella del casentino al mugello, dall'area pisana ai colli marittimi, dall'amiata grossetana alla valdera. 

In sostanza i comuni di ogni unione dovranno redigere un piano strutturale comune, così come prevede la nuova legge urbanistica licenziata alla fine della scorsa legislatura e per favorire questo tipo di processo la regione metterà a disposizione 1 milione e 300mila euro che serviranno per semplificare i procedimenti di valutazione ambientale strategica e per effettuare indagini sismiche geologiche e idrauliche sui territori intercomunali. 

"Con questa operazione in ogni caso il risparmio è garantito, visto che ogni piano strategico comunale costa in media 800 mila euro" ha commentato l'assessore regionale ai trasporti e alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli.

E nei giorni in cui si impegna oltre un milione di euro per la gestione associata del turismo, è utopia immaginare una gestione associata del territorio? I piani strutturali d'area riguardano trasporti, urbanistica pubblica e privata e in generale tutte questioni che sono strettamente connesse alla vita quotidiana dei cittadini.

Dal lato di chi gli strumenti urbanistici li usa una recente unificazione c'è già stata con la legge 64/2014 che stabilisce degli standard per la misurazione di volumi e distanze ma un regolamento unitario che vada nella direzione di uno sviluppo organico del territorio all'Elba non esiste e avrebbe un impatto notevole sugli utenti. Che in democrazia sono i cittadini.

Esisteva il piano territoriale di coordinamento ma lo strumento è caduto in disuso. Ora che la Regione ha deciso di finanziare, o meglio incentivare, quei Comuni che, pur mantenendo una loro autonomia, decidono di darsi regole comuni su come curare e mantenere l'ambiente che amministrano, una discussione in tal senso sarebbe opportuno quantomeno cominciare a pensarla.

Sono sotto gli occhi di tutti i casi di strade asfaltate fino al limite di competenza del Comune e non un metro oltre (oltre il cartello ci penserà l'altro Comune) così come i diversi tempi di risposta nella cura del verde pubblico con Comuni più attenti e altri deforestati e gli esempi potrebbero continuare.

Per adesso è un'utopia ma, con dei soldi in ballo, potrebbe diventare una suggestione?

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata

VINCENZO CECCARELLI SU PIANIFICAZIONE INTERCOMUNALE CON SEI UNIONI DEI COMUNI - dichiarazione
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