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venerdì 18 ottobre 2019

Politica venerdì 28 aprile 2017 ore 17:10

Coluccia lascia il PD e aderisce a MDP

In una lettera indirizzata al segretario di federazione Valerio Fabiani e al segretario di circolo Matteo Simoni, Pino Coluccia lascia i democratici



RIO NELL'ELBA — "Non andrò a votare alle primarie per elettori, avendolo già fatto come iscritto. 

Come elettore non ritengo di doverlo fare per due ragioni: primo perché, dal momento che Renzi ha dichiarato che questo voto vale anche come candidatura alla Presidenza del Consiglio, ritengo che questa sia una forzatura e la riproposizione di una logica plebiscitaria e presidenzialista delle istituzioni, che non ho mai condiviso, fin dal referendum anticostituzionale.

La seconda perché come elettore PD dovrei conoscere il programma di governo ed il tipo di maggioranza, cioè con quali forze allearsi e dal momento che Renzi ha prospettato l'alleanza con Berlusconi è tanto più da escludersi un avvallo. 

Non voterò inoltre, anche perché, non ritengo ne Orlando ne tanto meno Emiliano, alternative valide e credibili a Renzi, primo perché Renzi ha già vinto il congresso tra gli iscritti, non meno di due settimane fa, raccogliendo intorno al suo progetto centrista ben oltre il 60% degli iscritti, per cui ipotecando fortemente la fedeltà del corpo del partito al suo proposito non vedo come, sia Orlando sia Emiliano, se fossero eletti segretari, smentendo gli iscritti, potrebbero essere sostenuti nei loro progetti completamente differenti, uno proponendo alleanza CS, l'altro addirittura con Grillo. 

Tutto ciò denota la contraddizione insolubile per incomunicabilità dei rispettivi progetti, dentro l'attuale PD dei due candidati cosidetti alternativi a Renzi e l'ormai avvenuto posizionamento al centro del PD che Renzi ha perseguito tenacemente con la sua rottamazione della sinistra e filosofia del "ne di destra, ne di sinistra". 

Questo congresso dimostra e sanziona anche che il PD a gestione renziana, la scissione dal popolo di sinistra, dal mondo del lavoro, quello moderno senza diritti, instabile, precario, malretribuito e dalle nuove povertà, emarginazioni ed ingiustizie sociali, l'ha già fatta da tempo e rinunciando a rappresentarne interessi ed aspirazioni di cambiamento radicale della società. 

Queste ragioni mi inducono a dismettere le mie responsabilità dagli organi dirigenti vigenti della federazione e della mia stessa iscrizione al partito, ritenendo l'attuale PD un progetto lontano dalle sue originarie premesse e ormai orientato idealmente e politicamente verso posizioni centriste. 

Non credo che questa scelta e le premesse politiche siano in grado di costruire un nuovo centrosinistra, ne tanto meno un valido argine alle destre nazionaliste, xenofobe, ai movimenti populisti, al liberismo selvaggio. 

Ritengo significativi ed importanti per l'Italia e l'Europa, per le profonde contraddizioni del mondo contemporaneo, gli sforzi e le manifestazioni recenti dell'affacciarsi di nuove esperienze e movimenti, di nuove forze della sinistra in Europa ed in Italia.

Per questo aderirò al movimento Art.1 MDP, proprio per il progetto e l'obbiettivo di ridare fiducia, voce e rappresentanza a quella, ormai gran parte della società che sta subendo le ristrettezze, le ingiustizie, le esclusioni ed emarginazioni, l'assenza di riconoscimenti e di diritti". 



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