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Attualità venerdì 18 dicembre 2015 ore 21:58

Nisporto e Bagnaia, ammanco da 600mila euro

Tutto da rifare per le opere di Nisporto e Bagnaia: tra ammanchi contabili e progettazioni sbagliate il Comune rischia il fallimento



RIO ELBA — Nisporto e Bagnaia, le due opere infrastrutturali di Rio Elba tornano al centro della cronaca. Molto ne avevamo scritto e tutto ha trovato conferma nelle parole del sindaco Claudio De Santi che questa sera mette agli atti del consiglio comunale due situazione che, fra progettazioni sbagliate e ammanchi di denaro, rischiano di far saltare il delicato equilibrio finanziario su cui si regge il Comune.

Le due opere sono accomunate dalla lettera del 2013 con cui l'Avcp, autorità di valutazione contratti pubblici oggi confluita nell'Anac, autorità anti corruzione, muoveva pesanti e critiche in merito all'assegnazione (in somma urgenza e per affidamento diretto) e alla progettazione dei lavori. De Santi parte da quella: "Abbiamo condotto su Bagnaia un'approfondita indagine che è ancora in corso dato che è difficile trovare alcuni documenti. La stessa lettera dell'Avcp era nascosta in un faldone, ma già ora gli esiti sono sconfortanti, sconvolgenti e molto gravi".

"Nel 2005 arriva dal ministero dell'ambiente un contributo per la regimentazione idraulica del fosso di Bagnaia e per realizzare la passerella - spiega De Santi - contributo che è stato interamente preso dal Comune ma solo la passerella è stata fatta e pure male e una nota del nostro revisore contabile evidenzia un ammanco di 600mila euro che ora il Comune dovrà coprire".

Si è tornati recentemente a parlare della passerella di Bagnaia quando, il 26 agosto, l'amministrazione comunale scoprì che mancava il collaudo e chiuse il passaggio in piena stagione turistica: "La passerella è stata realizzata in maniera difforme dal progetto - continua il sindaco - e per questo il genio civile denuncerà il progettista ma intanto noi dobbiamo presentare un nuovo progetto attingendo alle casse comunali". Bagnaia tuttavia non è solo la passerella ma il progetto riguarda la messa in sicurezza del bacino: "Quell'opera non è mai stata realizzata e ora sappiamo perchè - denuncia il primo cittadino - il progetto è sbagliato, parte dell'opera include terreni privati e in quegli anni un condominio va a occupare un'area demaniale. Nel 2012 la giunta modifica il progetto che avalla l'occupazione illegittima".

La lettera dell'Avcp e il difetto di progettazione hanno, secondo il sindaco, dato adito al ministero di richiedere indietro il finanziamento di circa un milione di euro concesso a suo tempo: "Sono riuscito a convincerli che l'opera l'avremmo fatta anche perchè un esborso del genere ci avrebbe messo in ginocchio". Nel frattempo l'opera è finita nel mirino della procura della Corte dei Conti: "E con loro dovremo trovare insieme una soluzione. Mi chiedo solo perchè per ben otto anni tutto sia rimasto fermo".

Non va meglio per quanto riguarda Nisporto. In questo caso il finanziamento arrivato è di 2,3 milioni di euro e le opere sono realizzate nel periodo 2002 - 2009. Anche in questo caso, nel 2013, l'Avcp muove le stesse pesanti accuse circa l'affidamento dei lavori. 

"L'opera di messa in sicurezza del bacino di Nisporto - spiega De Santi - è in parte su superficie tombata e in parte a cielo aperto. Nel tempo sono state aumentate le parti tombate rilasciando permessi per costruire fino a quando, nel 2012, l'Autorità di bacino ordina di stombare i fossi chiusi in maniera difforme dal progetto ma l'indicazione non viene seguita e anzi si procede al collaudo dell'opera anche se manca del tutto la vasca di decantazione".

"Adesso ci troviamo - sintetizza il sindaco - con i finanziamenti spesi e un'opera non collaudata regolarmente e non collaudabile allo stato delle cose".Il Comune ha quindi realizzato un altro progetto ma il ripristino delle opere costerebbe qualcosa come altri 400mila euro. In più l'autorità di Bacino avrebbe chiesto di riesaminare tutte le concessioni edilizie rilasciate nella zona per sospetta illegittimità minacciando di richiedere indietro il finanziamento. 

Luca Lunedì
© Riproduzione riservata

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