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Politica mercoledì 23 settembre 2020 ore 12:30

"Più politica, più sinistra e meno populismo"

Pino Coluccia
Pino (Giuseppe) Coluccia

Coluccia, ex sindaco di Rio nell'Elba, fa un'analisi e invita il Pd a raccogliere il messaggio uscito dal referendum e dalle elezioni regionali 2020



RIO — "Gli elettori, con i risultati delle ultime elezioni, il Referendum (con l'ottimo 30 per cento del No) e le Regionali, al di là delle implicazioni immediate, di stabilità per il governo e di buon governo per le Regioni interessate, a cominciare dalla Toscana, mandano un segnale importante, quasi a finire una stagione: chiudere con la politiche populiste e personalistiche, la cosiddetta politica 'antipolitica e antistituzionale', quella che ha fatto le fortune, dai 5 stelle alla Lega e qualche personaggetto nel "centro-sinistra", fondata sul mantra, non c'è più sinistra né destra, non c'è più antagonismo sociale e conflitto politico, ideologico, tra visioni, prospettive e referenti sociali diversi, ecc."

A fare alcune considerazioni dopo l'election day in Toscana è Giuseppe (Pino) Coluccia, ex sindaco di Rio nell'Elba ed ex consigliere provinciale, esponente di sinistra uscito dal Pd quando era a guida renziana.

"Lo stesso voto, nello schieramento della Destra, ha premiato più le capacità di governo amministrativo dei vari Zaia o Toti o la connotazione di destra che governa della Meloni, - aggiunge Coluccia - che non le campagne populiste e demagogiche di Salvini, alla ricerca sempre del capro espiatorio (da Roma ladrona, ai migranti, al Sud, ai politici) dei problemi che un politico dovrebbe invece saper risolvere. Lo stesso vale anche per i 5Stelle, nato con i propositi di una rivoluzione moralizzatrice e innovativa della politica e delle istituzioni, ma ridimensionato dal loro solipsismo, con la loro tuttora deleteria, presa di distanza dalle responsabilità condivise di governo di Regioni ed altri enti amministrativi e dal cavalcare ancora l'antistituzionalismo delle assemblee rappresentative, la ritrosia a costruire o consolidare coalizioni e programmi di governo, anche locali". 

"Possiamo dire - prosegue Coluccia - che da questa tornata elettorale esce, da una parte colpita l'antipolitica, che ha egemonizzato questi ultimi anni con sistemi politici populisti e demagogici, privi di progetti e prospettive alternative e dall'altra si intravede una spinta ad aprire una prospettiva di sinistra nel Paese, a restituire alla politica schemi e contenuti alternativi, sociali e valoriali, tra visioni diverse, competitive tra loro. In questo nuovo e potenziale contesto il Pd di Zingaretti ne esce rafforzato, per due motivi: come primo partito del Paese e della stabilità e prospettiva per la coalizione di governo e come soggetto 'politico', collettivo, organizzato affidandogli il compito di ricostruire e rappresentare una nuova sinistra ed uno schieramento alternativo ad una destra più estrema, più pragmatica (Meloni e FI), ma più vogliosa di governo (dimenticandosi le fughe papetiane da esso di Salvini). È un compito che, sia Zingaretti, sia gli attuali dirigenti del Pd, devono porsi e far suo per mettere a punto tutte le potenzialità, appunto, che questo voto consegna. È uno dei motivi per i quali si è votato ed ho votato Pd e superando quelle posizioni, pur rispettabili, ma minoritarie, che ritengono possa nascere a sinistra di questo Pd uscito da queste elezioni, un altro partito di sinistra, oltre quelli che ci sono ed i vari tentativi e progetti (ultimo quello di Art. 1 o SI), che si sono vanamente succeduti in questi anni, anche con giusti motivi, di critica e di opposizione a scelte liberiste, antipolitiche e personalistiche della precedente esperienza del Pd. Si può ripartire da qui".

"All'Elba, - conclude Coluccia - come mi sembra anche a Piombino e in Val di Cornia, questo compito del Pd si rende ancora più urgente, proprio per la forza della Destra, anche se il confronto si dovrà appunto spostare sempre più su alternative di governo e programmatiche dove la sinistra dovrà recuperare tutta una sua identità, capacità di rappresentanza sociale e valoriale ed esprimere classi dirigenti e personale, coerenti alle visioni ideali ed ai progetti condivisi. C'è nel voto elbano queste potenzialità che aspettano impegno unitario, solidarietà e responsabilità di tutti coloro che intendano promuovere una nuova prospettiva di sinistra all'Elba."



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