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Attualità giovedì 10 settembre 2015 ore 15:51

Rally storico, occhi puntati sulla sicurezza

Un dispositivo permetterà di monitorare continuamente le auto anche durante i trasferimenti, la ferita di Riccardo Paoletti è ancora aperta



PORTOFERRAIO — La 47esima edizione del rally storico sarà la più sicura. E' l'obiettivo che si sono posti gli organizzatori di quella che è una delle manifestazioni popolari più longeve e seguite all'Elba. Perchè le immagini del terribile incidente che costò la vita a Riccardo Paoletti sono ancora vivide e si vuole fare tutto il possibile per non ripetere un'esperienza del genere.

E proprio al fornaio portoferraiese rimasto schiacciato sotto una macchina uscita di strada pochi mesi fa è dedicato il primo pensiero del vice prefetto Daveti e di Elio Niccolai che questa mattina hanno presentato la manifestazione alla stampa.

E le forze messe in campo sembrano andare in questa direzione: a vigilare sui 400 km di tracciato, nei tre giorni della manifestazione, divisi in 10 prove per un totale di 135 km di prove speciali sono stati infatti precettate circa 130 persone divise fra ufficiali di gara (60 il primo giorno, poi 70 e infine 76), 48 cronometristi, 6 ambulanze con medici attrezzate per la rianimazione, 5 carri attrezzi e 3 mezzi di carcerazione, cioè macchinari capaci di aprire le auto in caso di personale incastrato.

Ma la novità più importante è quella di un dispositivo, montato sulle auto, che ne permetterà il monitoraggio costante a distanza: "E' un'attrezzatura presente nelle manifestazioni a livello mondiale - spiega Niccolai - l'auto viene seguita tramite un gps che ne indica posizione e velocità anche nei trasferimenti così che sarà possibile rilevare le infrazioni al codice della strada quando non si è in prova speciale e i piloti stessi ci potranno segnalare in tempo reale guasti o malfunzionamenti attraverso dei pulsanti montati sul cruscotto".

"Il Rally storico è ormai una manifestazione collaudata - spiega Daveti - che ha raggiunto livelli internazionali. Saranno 120 gli equipaggi e stimiamo un afflusso di oltre 3mila persone fra personale e spettatori in una situazione che vede ancora una forte presenza di turisti. Per questo chiedo la massima collaborazione agli spettatori stessi: seguite le indicazioni dei responsabili di gara, non aspettate che sia un uomo in divisa a intervenire. Le zone di sicurezza vanno rispettate perchè nessuno vuole un'altra tragedia".

Nelle passate edizioni qualche lamentela era giunta per la chiusura delle strade nei pressi dei centri abitati, soprattutto da parte degli albergatori: "Abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze di tutti - continua il vice prefetto - in più quest'anno abbiamo stampato un migliaio di volantini informativi che verranno distribuiti ai cittadini e agli operatori delle zone interessate. Accontentare tutti non è possibile ma c'è da valutare anche l'indotto economico che una tale manifestazione porta all'Elba".

Dando un'occhiata ai tracciati dei tre giorni (17, 18 e 19 settembre), i centri abitati attraversati da prove speciali, quindi con strade chiuse, sono Capoliveri che ospita la manifestazione, S.Ilario, Poggio (due giorni), le vicinanze di Rio Elba e La Pila. 

"Un grazie va alle amministrazioni, in primis Capoliveri come comune ospitante . conclude Niccolai, che precisa - e alle forze dell'ordine che danno una grossa mano. Le date non le scegliamo noi ma la Fia (Federazione internazionale dell'automobile) in base a un calendario internazionale". 



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