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Lavoro sabato 08 maggio 2021 ore 16:00

"Tolto personale al Pronto soccorso elbano"

Il sindacato Fials lancia l'allarme: "Tolti cinque infermieri in emergenza Covid e con l'inizio della stagione turistica sull'isola"



PORTOFERRAIO — "Il Fials ritiene che questa fase di graduale ripresa delle attività economiche, sociali e turistiche richieda l’attuazione attenta da parte della Usl di tutte procedure necessarie per contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19. La variante inglese che ha portato ad una recrudescenza dei contagi deve servire da insegnamento. Gli effetti della campagna vaccinale potrebbero essere ridotti o vanificati con il manifestarsi di nuove mutazioni del virus". 

Si apre così una nota di Fials Livorno che esprime forte preoccupazione per ciò che accade nella sanità elbana.

"In questo contesto così delicato e in prossimità della stagione estiva, già in parte iniziata in questi giorni, - spiegano dal sindacato - è inaccettabile la decisione assunta dal Dipartimento Infermieristico di depotenziare il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Portoferraio togliendo cinque infermieri utilizzati per riattivare l’Ospedale di Comunità chiuso agli inizi della pandemia". 

"La Usl - prosegue Fials - ha rimesso in campo la solita politica del risparmio: per fare fronte alla giusta esigenza di riapertura di un servizio si crea al contempo una situazione di criticità in un’altra Unità Operativa. Allora è spontaneo domandare alla Direzione Aziendale della USL nord ovest: ma le assunzioni finanziate da disposizioni governative per prevenire e contenere l’infezione da Covid-19 come sono state utilizzate?"

"A parere del Fials - prosegue la nota - non hanno neppure compensato le carenze croniche di personale denunciate nel tempo come la mancata sostituzione dei pensionamenti e l’attivazione di ulteriori servizi territoriali e ambulatoriali senza avere previsto l’incremento di risorse. Nell’attuale situazione, con l’emergenza Covid non ancora rientrata, negli ospedali e nei servizi sanitari si stanno fronteggiando forti carichi di lavoro per le richieste di cura delle patologie trascurate in fase di pandemia, per i traumi e gli incidenti che la mobilità dei cittadini e la ripresa delle attività produttive hanno riportato ai volumi di prestazioni pre-Covid". 

"Per queste ragioni - proseguono da Fials - ribadiamo come inaccettabile la riduzione del personale al Pronto soccorso anche considerato che gli infermieri del 118 non possono sopperire alle carenze di tale Unità Operativa in quanto impegnati nel trasferimento dei pazienti verso gli altri ospedali".

"Il Fials, pertanto, chiede alla Direzione Aziendale di reintegrare le unità infermieristiche tolte al Pronto soccorso per gestire in sicurezza tutti i setting operativi: triage, medicherie, shock room, posti letto breve osservazione e soprattutto per garantire la separazione di percorsi e ambienti per l’utenza con contagio Covid-19 sospetto o effettivo come previsto dal D.L. 34/2020". 

"Per dette ragioni il Fials - si legge ancora nella nota - ritiene indispensabile coinvolgere, in prima istanza, il sindaco di Portoferraio non solo per la responsabilità che riveste in termini di salute pubblica ma anche per la necessità di garantire il rilancio del turismo Elbano. Questa è una fase molto delicata dove è necessaria la massima attenzione per scongiurare ogni manifestazione di contagio che in un contesto piccolo come l’isola potrebbe comportare ripercussioni sulla ripresa economia".

"Nel frattempo il sindacato Fials si sta attivando con la comunicazione della proclamazione dello stato di agitazione al Direttore generale della Usl nord ovest e presso la Prefettura allo scopo di garantire la sicurezza lavorativa del personale e l’efficienza dei servizi di emergenza. Il Fials ripone al centro della questione la carenza di personale e vuole capire come sono stati utilizzati i finanziamenti per le assunzioni, come sono spese le risorse del bilancio aziendale per pagare l’orario aggiuntivo necessario affinché il personale possa gestire la campagna vaccinale, possa garantire il monitoraggio del contagio attraverso i tamponi e le attività assistenziali territoriali", si conclude la nota.

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