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Politica venerdì 15 marzo 2019 ore 18:55

Per il Movimento Elba 2000 serve "un uomo nuovo"

Portoferraio

Il Movimento interviene pubblicamente in vista delle prossime elezioni amministrative di Portoferraio e indica le sue linee guida per la città



PORTOFERRAIO — Nel dibattito, che anticipa la vera e propria campagna elettorale per le elezioni amministrative del Comune di Portoferraio, interviene il Movimento Elba 2000 con alcune riflessioni e proposte.

Qui di seguito pubblichiamo l'intervento completo, che ci è pervenuto con il titolo "Per Portoferraio un uomo nuovo".

"Non vi è dubbio che le elezioni amministrative del maggio prossimo rivestono una grande importanza per il futuro di Portoferraio. Più di quanto sia avvenuto in passato. Questo per una serie di incredibili vicende che hanno coinvolto l’amministrazione attuale portandola , a qualche mese dalla fine del mandato, ad una crisi importante. Sarà quindi un momento di riflessione a cui sono chiamati tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questa città.

Il Movimento Elba 2000, come sempre fatto in passato, intende partecipare al dibattito e dare un contributo.

Nei giorni scorsi c’è stato un incontro con persone che hanno avuto, in passato, un ruolo nel movimento.

Dall’incontro è nato un comitato che ha il compito di stabilire il ruolo che il movimento dovrà avere nella prossima competizione elettorale. Non si tratta di assumere atteggiamenti antipartitici, o di imbastire processi contro l’attuale amministrazione che avrà comunque l’obbligo di chiarire cosa esattamente è successo nella Casa Rosada, ma per il momento si tratta di far nascere le proposte per dare risposte dalle concrete esigenze dei cittadini.

Si pensi alla manutenzione del Centro Storico, alla gestioni delle Fortezze Medicee, le revisione degli strumenti urbanistici per aiutare coloro che intendono farsi la prima casa e che permetta alla strutture alberghiere di adeguarsi alle esigenze del nuovo mercato turistico internazionale, e poi il problema del Water Front e dei problemi ad esso connessi anche in relazione al degrado ambientale, favorendo comunque l’indotto della nautica da diporto e alle società che operano in quel settore.

Secondo noi il nuovo sindaco dovrà inserire la soluzione dei problemi di Portoferraio nel quadro più complesso dei problemi comprensoriali, agendo in una funzione di leader della comunità elbana.

I problemi sono sempre gli stessi ma, negli ultimi anni si sono aggravati.

Solo per citare i più importanti:

- Bisogna battersi per una sanità che funzioni in modo tale che, in caso di emergenza, la nostra vita non sia legata alle condizioni del tempo (elicottero che non vola);

- che ci venga mandata nelle case un' acqua potabile, e non un’acqua pericolosa per la nostra salute (che però ci viene fatta pagare come un’acqua di sorgente di alta montagna); impedire che ci siano delle imprese che, come è avvenuto in passato , realizzino opere inutili costose e pericolose per la salute , come è stato con il bruciatore del Buraccio, e come sarà il dissalatore di Mola;

- il problema dei trasporti marittimi che rende costoso ai turisti raggiungerci e che rende costoso a noi il diritto di muoverci sul territorio nazionale, al pari degli altri cittadini;

- la difesa della nostra industria turistica, che significa la difesa dei posti di lavoro, e quindi la tutela del nostro ambiente e delle bellezze naturali, che sono alla base della nostra offerta turistica.

Ma questi problemi non potranno essere risolti con l’aiuto di chi ha contribuito a crearli, cioè dai compagni del Partito Democratico che hanno responsabilità dirette e pesanti riguardo allo scippo dei diritti operato dalla Regione all’Isola d’Elba negli ultimi 20 anni con lo spostamento di tutti i centri direzionali in continente. 

Queste persone non possono andare a dirigere Portoferraio, il comune più importante dell’Elba, perché è con il loro aiuto o grazie alla loro indifferenza che, da oltre canale sono riusciti in una quindicina d’anni, a trasformare quest’isola in una periferia degradata, dove si accede attraverso un passaggio con sbarra come in una specie di riserva.

Le stesse colpe non possono essere attribuite al centrodestra, né ai personaggi che sono all’interno dell’attuale Giunta Ferrari. 

A loro va la grande responsabilità di avere abbandonato la barca sulla quale erano saliti grazie alla fiducia dei cittadini, lasciando solo il timoniere, che, da mesi, fa una vita d’inferno per non finire sugli scogli. 

Sono fuggiti, per correre dietro alle loro ambizioni, di fronte agli enormi problemi anche nati dal funzionamento della macchina amministrativa, spesso rimasta addirittura senza dirigenti.

Come potrà essere formata una nuova coalizione che prenda in mano la situazione, sembra una cosa difficile da prevedere. Se questo, come sembra, non sarà impossibile bisognerà pensare a qualcosa di nuovo che dia una scossa alla situazione e costringa i cittadini a trovare la forza di dare ancora la loro fiducia a chi si candida per andare a mettere ordine in Biscotteria.

Nel corso della discussione è emersa questa proposta che potrebbe portare alla soluzione del problema :

- tutti coloro, che nel centrodestra, si stanno organizzando per candidarsi dovrebbero fare un passo indietro facendo spazio ad un’altra persona finora estranea ai giochi, in modo che sia:

- qualcuno che non sia coinvolto con le beghe ed i risentimenti, che le recenti vicende hanno anche acuito;

- una persona che abbia alte esperienze amministrative, anche con riferimento alla macchina amministrativa di un comune; che conosca bene l’isola, i principali stakeholders locali e i meccanismi dell’industria turistica;

- che sia introdotto in ambito politico a livello regionale o nazionale;

- una persona che possa dimostrare di essere capace di gestire situazioni complicate anche sul piano umano, capace di impostare buoni rapporti di collaborazione con gli altri sindaci con i quali dovrà affrontare importanti problemi comprensoriali per un miglior sviluppo dell’Elba;

- una persona che abbia dato prova di trasparenza, coraggio e legalità nell’amministrazione della cosa pubblica;

- una persona in grado di crearsi una squadra di governo affiatata, capace, fattiva e motivata sugli obiettivi del programma su cui si chiede il voto ai cittadini.


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