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Attualità lunedì 19 giugno 2017 ore 12:18

Moby a rallentatore,brutto inizio per la compagnia

Nonostante la nuova offerta, nei primi tre mesi del 2017 i traghetti della compagnia hanno trasportato meno passeggeri. Si spera nel secondo trimestre



PORTOFERRAIO — Dal punto di vista finanziario il 2017 non può dirsi positivo per il gruppo Moby (Moby, Tirrenia Cin e Toremar) dal momento che nei primi tre mesi dell'anon i ricavi sono stabili, da 95,6 a 94,6 milioni, con un Ebitda negativo per 5,7 milioni, considerato che negli stessi mesi del 2016 era positivo per 14,1 milioni, e una perdita in decisa crescita.

Numeri questi riportati dal magazine online di economia del mare e trasporti Ship2Shore.it

"Durante la conference call con gli obbligazionisti (il bond di Moby in scadenza nel 2023 è quotato alla Borsa del Lussemburgo) questo deterioramento dei risultati è stato giustificato soprattutto con l’apertura delle nuove linee verso la Corsica (Nizza – Bastia), nel Mar Baltico, in Sicilia e a Malta, oltre che con un aumento del prezzo del bunker. - si legge in un articolo del magazine - Nessun riferimento esplicito invece alla pressione sui margini di guadagno imposta dalla concorrenza di Grimaldi Lines e di Corsica Ferries sulla Sardegna, un mercato dove Moby e Tirrenia detengono un market share del 70% nel business passeggeri e del 71% nel trasporto merci. Significativo inoltre che, sul totale di 95,6 milioni di ricavi generati nei primi tre mesi del 2016, 36,6 milioni erano contributi pubblici (per la convenzione Tirrenia in scadenza nel 2020 e Toremar in scadenza nel 2022) e altri 34,4 milioni facevano riferimento al mercato della Sardegna (proprio i due obiettivi messi nel mirino dal rivale Gruppo Grimaldi)".

Intanto, stando a quanto riferito dal magazine di settore, "l’indebitamento del gruppo a fine marzo era salito a 556,3 milioni (dai 538 milioni di fine 2016) e i vertici di Moby e Tirrenia hanno esplicitamente ammesso di stare valutando diverse opzioni per rimettere in equlibrio la leva finanziaria del gruppo". Tra le possibilità la rinegoziazione dei termini dell'indebitamento. 

Dalle analisi del secondo trimestre, però, potrebbero emergere delle novità positive considerando che saranno contemplati anche i movimenti sotto il periodo pasquale. Resta il fatto, comunque, che da gennaio a marzo le compagnie del gruppo hanno trasportato il 9,3% in meno di passeggeri, offrendo però il 7,4% in più di viaggi complessivamente.

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