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Attualità martedì 03 novembre 2020 ore 08:56

Lavorare in smart working dall'Elba, la proposta

Donna al computer
Foto di repertorio

Le Pro Loco elbane fanno appello a Comuni, Gat, Parco e associazioni di categoria per garantire alcuni servizi e favorire un turismo diverso



PORTOFERRAIO — L’idea delle Pro Loco elbane, riunitesi per affinare il progetto Elba smart working, è quella di aprire l’Isola ad un turismo di qualità, utilizzando le stagioni intermedie per far scoprire l’Elba ed i suoi tesori, evitando lo spopolamento invernale che ha sottratto servizi e opportunità anche ai residenti. 

Come spiegano dal coordinamento delle Pro Loco, i paesi elbani potrebbero ospitare, per lunghi periodi o in modo stabile, persone di ogni età, diventando un buen retiro con un clima mite e a contatto con la natura. Lo smart working, secondo le Pro Locoha dimostrato che utilizzando strutture e infrastrutture informatiche, connessioni stabili ed efficienti, si può lavorare  studiare o comunicare da ogni luogo, evitando tempi morti per spostarsi, costi, affanni e stress e quindi migliorare la qualità della vita.

"Se la nuovo tendenza è quella del turismo lento, sostenibile, esperienziale, - sottolineano le Pro Loco - dove al primo posto c’è la ricerca di luoghi dove l’ambiente è pulito e sicuro, la trasformazione personale e il benessere psicofisico, i piccoli borghi o le piccole isole possono essere i luoghi della ripartenza".

In più l'Elba offrirebbe distanziamento assicurato, bassi livelli di contagio, spazi aperti e bellezza dovunque, produzioni locali e cibo con i sapori della tradizione, genuinità dei rapporti umani e qualità della vita.

Per permettere ai possibili “nuovi residenti” di fare questa scelta servono pero alcuni servizi garantiti che, come spiegano le Pro Loco, sono  trasporti marittimi, aerei e terrestri economici, funzionali e possibilmente green, un sistema sanitario efficace, accesso all’istruzione e alla formazione, condivisione di attività culturali e sociali, riscoperta delle tradizioni enogastronomiche, dei mestieri delle terra, dell’allevamento, della pesca o dell’artigianato.

Le Pro Loco elbane rivolgono quindi  un appello ai Comuni, alla Gat (Gestione associata del turismo) al Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, a tutte le categorie imprenditoriali e dei lavoratori, ai cittadini, perchè si trovi un accordo fra soggetti pubblici e privati per rendere realizzabile il progetto.

A Campo nell’Elba è iniziata la raccolta dei dati dei soggetti interessati e a breve partirà anche in altri comuni dell’isola. Dal coordinamento delle Pro Loco fanno inoltre sapere che inizismo anche ad arrivare numerose adesioni fra le quali quelle di Visit Elba, Confesercenti, di alcuni operatori della comunicazione turistica come Infoelba e Enjoy Elba & The Tuscan Archipelago Magazine, di alcuni esperti come Daniele Mazzei che già la scorsa primavera aveva lanciato il progetto Smart Elba per la digitalizzazione dei servizi turistici dell’Isola.

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