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Attualità domenica 23 settembre 2018 ore 07:55

La commemorazione dello Sgarallino, 75 anni dopo

la posa in acqua della corona di fiori

La cerimonia al Molo Elba alla presenza di autorità militari, associazioni d'Arma e tanti studenti. Il sindaco: "Mai dimenticare la nostra storia"



PORTOFERRAIO — Un colpo a salve di cannone, il silenzio fuori ordinanza suonato da una tromba solista e poi l'Inno nazionale, cantato all'unisono da tanti grandi e piccoli italiani, per non dimenticare cosa avvenne proprio 75 anni fa.

L'affondamento del piroscafo Sgarallino, silurato il 22 settembre 1943 con oltre 300 persone a bordo, è una delle pagine più tristi della storia dell'isola d'Elba. A raccontarlo ai presenti - autorità militari, associazioni d'Arma e tanti studenti - è stato il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, appassionato conoscitore e divulgatore delle storie dell'isola, capace  di attirare l'attenzione e di coinvolgere  anche i moltissimi studenti dell'Istituto Foresi che hanno assitito alla celebrazione. Due di loro, un ragazzo e una ragazza, hanno accompagnato il primo cittadino di Portoferraio su una pilotina degli ormeggiatori per lanciare in mare  al centro della Darsena Medicea un mazzo dei fiori.

"Ringrazio davvero tutti, autorità, associazioni e semplici cittadini - ha detto fra l'altro Mario Ferrari -  per aver risposto all'invito ed aver ricordato insieme a noi questa triste pagina. Lasciatemi però ringraziare soprattutti gli studenti e i loro insegnanti per la loro presenza qui oggi: è a loro soprattutto che sono dedicate cerimonie come questa, perchè senza il ricordo del passato non c'è futuro. Prossimamente- ha aggiunto il sindaco - inviterò le scuole e tutti i cittadini che lo vorranno a delle visite guidate all'interno della città di Portoferraio, che merita di essere conosciuta ed apprezzata in tutti i suoi particolari storici ed architettonici. Solo così si può sviluppare - ha concluso Ferrari - il senso di appartenenza e l'orgoglio di essere elbani, attraverso la conoscenza della nostra storia e dei luoghi in cui viviamo".

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