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Attualità sabato 03 luglio 2021 ore 12:00

In ricordo di Giovanni Muti

Veduta di Rio nell'Elba

L'imprenditore, già sindaco di Rio Elba ed ex assessore di Portoferraio, traccia in un ricordo la personalità di Giovanni Muti, scomparso ieri



RIO — Dopo la morte di Giovanni Muti, avvenuta ieri all'età di 85 anni, molti i messaggi di cordoglio rivolti alla famiglia anche sui social.

In particolare Claudio de Santi, imprenditore, ex sindaco di Rio nell'Elba ed ex assessore di Portoferraio, ha voluto ricordare Giovanni Muti con le seguenti parole:

"Quando certe persone se ne vanno così, all’improvviso, sembra che sia capitato qualcosa di impossibile. Specie quando queste persone fanno parte dei punti di riferimento di una comunità. Lui, Giovanni Muti, “il monello”, era uno di quelli. 

Per come ho vissuto l’Elba negli ultimi trenta anni, confrontarsi con Giovanni significava capire anche le più piccole sfumature degli uomini, dei luoghi, delle abitudini delle persone che vivono su questa isola.

Uomo di grande cultura e di altrettanto grande sensibilità, profondo conoscitore delle persone e delle cose elbane, Giovanni ha rappresentato per me un continuo stimolo per cercare di entrare in quella che molti chiamano l’elbanità. Sia dal punto di vista del campanile, del senso di appartenenza ed in particolare della riesità, sia dal punto di vista politico.

E questo, nonostante le nostre radici ideologiche fossero – almeno apparentemente – diametralmente opposte. In particolare, mi ha sempre affascinato il suo modo di scrivere, di raccontare le cose e le persone. 

Dopo aver letto “Affari e politica”, il suo libro che narrava i fatti del 2003 avvenuti intorno alla amministrazione comunale di Portoferraio, ho cercato lui quando è stato il momento di scrivere delle cose di Rio. 

Mi ha aiutato a raccontare come meglio non si poteva quanto accadde nei tre anni che mi hanno visto sindaco di Rio nell’Elba, tanto da rendere affascinante e piena di interesse la narrazione de “La Balena Bianca e la caduta dell’ultimo castello”.

Mi ha aiutato a sentirmi riese più dei riesi stessi, come è stato davvero nel corso di quei tre anni. E mi ha spesso rimproverato per non aver continuato ad esserlo anche in seguito. Ho conosciuto un uomo di grande cultura, capace di volare ben più alto dell’ovvietà di ogni singolo racconto. 

Un uomo che mancherà soprattutto a chi vorrà provare in futuro a capire cosa si può fare per aiutare l’Elba a salire qualche altro gradino nel suo percorso di crescita culturale e sociale". 

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