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Cronaca giovedì 30 giugno 2016 ore 15:13

Il Parco vince la battaglia legale sulle guide

​Il Tar di Firenze respinge il ricorso contro il Bando Guide del Parco e condanna la parte soccombente al pagamento delle spese legali



PORTOFERRAIO — La prima sezione del Tar toscano accoglie le ragioni del Parco e, tramite ordinanza, respinge la richiesta di annullamento, previa sospensiva, del bando riguardante la formazione delle Guide del Parco.

Il ricorso contro l'esito e contro il bando stesso fu presentato da Curzio Casoli e Enrico Catellacci, rappresentati e difesi dagli avvocati Roberto Righi e Annalisa Giglio: i due sostenevano nelle loro pretese davanti alla corte che la procedura selettiva contestata avrebbe consentito ai soggetti selezionati di esercitare le attività di escursionismo guidato e di educazione ambientale, tipiche della professione di Guida ambientale, in concorrenza con i professionisti a ciò abilitati, non vantando però al contempo gli stessi requisiti e il medesimo percorso formativo, posto che ai fini del rilascio del titolo ufficiale ed esclusivo di "Guide del Parco dell’Arcipelago Toscano" l’Ente Parco non avrebbe richiesto il possesso dei requisiti minimi previsti.

L'altra contestazione riguardava la parità di trattamento poichè il bando avrebbe consentito ai soggetti selezionati il titolo ufficiale ed esclusivo di Guide del Parco dell’Arcipelago Toscano, così da far loro esercitare in modo esclusivo all’interno del territorio del parco le attività tipiche svolte dalle guide ambientali, lasciando quindi fuori gli altri professionisti a ciò abilitati.

Rivendicazioni che tuttavia non sono state accolte dal giudice fiorentino che ha motivato la sua decisione: "rilevato, infatti - recita testualmente l’ordinanza TAR - che le disposizioni del bando impugnato non paiono attribuire alle Guide Parco, abilitate a seguito della procedura de qua, l’esercizio in esclusiva dell’attività di guida o accompagnatore all’interno del perimetro del Parco nazionale; e che quindi non appaiono fondate le censure relative alla violazione dei principi comunitari di tutela della concorrenza e libertà di stabilimento".

Il Tar ha anche decido la condanna per le parti ricorrenti alla rifusione delle spese di giudizio da liquidare in mille euro oltre accessori di legge

"Eravamo tranquilli - afferma il presidente del Parco Giampiero Sammuri - abbiamo seguito la procedura in modo regolare, con modalità peraltro già adottate da altri parchi italiani".



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