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Attualità lunedì 20 marzo 2017 ore 19:35

Il credito di Onorato ai fondi privati

L'amministrazione straordinaria di Tirrenia avrebbe messo sul mercato il credito di 180 milioni che ha nei confronti del Gruppo Onorato



PORTOFERRAIO — La vicenda dell'acquisizione di Tirrenia da parte di Cin, controllata interamente dal Gruppo Onorato Armatori, si arricchisce di un nuovo capitolo dopo la questione sorta per il pagamento della prima rata che venne congelato solo pochi mesi or sono.

A quanto riporta IlFattoQuotidiano.it, infatti, l’amministrazione straordinaria dell’ex compagnia di bandiera avrebbe messo sul mercato il credito di 180 milioni che vanta nei confronti del Gruppo Onorato per l'operazione conclusa nel 2015.

In seguito alla privatizzazione di Tirrenia, la Cin avrebbe pagato all’amministrazione straordinaria 200 milioni di euro subito e poi 180 milioni di euro divisi in tre rate a scadenza triennale più un saldo di 62 milioni di euro dopo il 2020. Nel dicembre 2015, però, Cin comunica di voler anticipare il pagamento del saldo comprensivo di interessi per un totale di 65 milioni ottenendo in cambio la cancellazione delle ipoteche sulle navi.

Un accordo che l’amministrazione straordinaria accetta ma dopo il pagamento si verifica un intoppo al momento di saldare la prima delle tre rate: Onorato Armatori sospende il pagamento perché è ancora pendente davanti alla Commissione Europea il procedimento avviato nel 2011 sugli aiuti di Stato.

A questo punto si inseriscono le indiscrezioni raccolte dal Fatto Quotidiano secondo cui l’amministrazione straordinaria avrebbe sottoposto ad alcuni fondi d’investimento l’acquisizione del credito residuo nei confronti di Cin-Onorato e sarebbe in attesa di risposta per rientrare in tempi veloci del credito di 180 milioni.

Il quotidiano diretto da Marco Travaglio punta poi l'attenzione su uno degli attori coinvolti: l’avvocato Beniamino Caravita di Toritto che, su indicazione del Ministero dello Sviluppo Economico, fu commissario straordinario di Tirrenia dal marzo 2014 ma che annovera fra i suoi clienti anche la stessa Moby e che per la stessa compagnia della Balena Blu curò l'acquisizione di Toremar.

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