Politica Giovedì 28 Maggio 2026 ore 17:44
Topi a scuola, "false accuse da Bene Comune"

L'assessora all'Istruzione Burelli replica sui social alle accuse del gruppo di minoranza verso l'amministrazione comunale. La capogruppo Merlini replica
PORTOFERRAIO — Sulla questione dei topi alla scuola media "Pascoli" interviene con un video (si veda in fondo all'articolo) e con un post sui social Lorenza Burelli, assessora all'Istruzione del Comume di Portoferraio.
"Ho sempre avuto grande stima e rispetto nei confronti del gruppo consiliare “Bene Comune”, e credo che questo sia emerso chiaramente in ogni mio intervento, sia in Consiglio Comunale che in tutte le sedi legate al mio mandato amministrativo. Oggi però non posso nascondere la mia più sincera amarezza di fronte a un articolo pubblicato senza aver prima verificato attentamente fatti e contenuti riportati da chi ha diffuso informazioni gravemente false. A rendere ancora più grave la situazione sono state le accuse rivolte all’amministrazione, definita in “totale immobilismo” e priva di fondi per intervenire. Parole che respingo con fermezza".
Lo scrive su Facebook in un post Lorenza Burelli, assessora all'Istruzione del Comune di Portoferraio in risposta ad una nota inviata dal gruppo di minoranza "Bene Comune".
"Provo rammarico e sconcerto non solo come amministratrice comunale, ma soprattutto come docente e come madre. - prosegue Burelli - Ritengo infatti inaccettabile giocare sulla salute dei bambini, creando per la seconda volta paure e allarmi infondati. Al gruppo consiliare “Bene Comune” voglio dire con chiarezza che settimanalmente effettuo sopralluoghi nelle scuole del Comune, monitorando personalmente ogni minima criticità. Come opposizione dovreste essere soddisfatti del fatto che all’interno dell’amministrazione vi sia una persona che ogni giorno si impegna concretamente per garantire il benessere dei bambini, nonostante la situazione estremamente difficile ereditata e che molti possono testimoniare".
"Le scuole vengono costantemente seguite e manutenute. - aggiunge l'assessora - È vero, c’è ancora molto da fare, ma parlare di immobilismo significa ignorare il lavoro quotidiano che viene portato avanti con responsabilità e dedizione. Non solo screditate me, cosa che può anche rientrare nella vostra narrazione politica, ma finite soprattutto per screditare la Preside che, prima di chiunque altro, tiene a quei ragazzi e ogni giorno si impegna con sacrificio affinché tutto possa funzionare nel migliore dei modi. Ho la forte sensazione che questi siano tentativi politici mirati a fermare una persona che si spende quotidianamente per la comunità senza guardare ai colori politici, ma con l’unico obiettivo di lavorare per il bene del nostro paese e dei nostri cittadini".

"Nonostante questo, voi continuate imperterriti sulla vostra strada, alimentando polemiche e allarmismi invece di riconoscere il lavoro concreto che viene svolto ogni giorno. - aggiunge Burelli - Vi faccio un appello: spiegatemi, per cortesia, chi sarebbero le persone che hanno effettuato queste segnalazioni. Si tratta di genitori, docenti o personale di segreteria? Perché agli atti della scuola, così come nelle sedi opportune — Consiglio d’Istituto, Collegio Docenti, mail di segreteria — non risulta alcuna menzione del problema, né tantomeno che esso sia stato sollevato o discusso. Questo non significa voler negare che possa esserci stato l’episodio, ma semplicemente evidenziare che, essendo stato affrontato e risolto nel minor tempo possibile, non ne è rimasta traccia formale".
"Sono sempre stata a disposizione per qualsiasi chiarimento ma, in questo caso, forse per convenienza politica, non solo non sono stata contattata per chiedere un riscontro — come un gruppo politico dovrebbe fare — ma non è stato nemmeno verificato quanto riportato né validate le fonti. Ebbene, continuate pure su questa strada. Le persone che mi conoscono sanno bene quanto impegno e dedizione io abbia messo nel mio lavoro, e la città vede concretamente ciò che è stato fatto nelle scuole negli ultimi due anni", conclude Burelli.
Ma, nonostante i chiarimenti dell'assessora, Marcella Merlini, capogruppo di "Bene Comune", interviene di nuovo.
"Prendo atto delle dichiarazioni della dirigente scolastica e dell’Assessor all’Istruzione. - scrive Merlini - Colpisce che entrambe le istituzioni si limitino a fare scudo dietro alla determina del 5 maggio 2026 di incarico alla Ditta Igiene Service arroccandosi sulla posizione secondo cui la semplice sostituzione delle esche sia sufficiente a risolvere l’emergenza. Si tratta di una difesa debole che dimostra una grave sottovalutazione del problema. Dall’analisi della determina pubblicata all’albo, emerge chiaramente che l’affidamento riguarda solo la semplice sostituzione dei dispositivi di monitoraggio. Non c’è alcuna traccia di una vera disinfestazione e sanificazione dei locali".
"Come l’Assessore dovrebbe ben sapere, - aggiunge Merlini - quando le esche vengono interamente consumate e gli avvistamenti continuano, significa che l’infestazione è radicata. In questi casi, la sostituzione delle esche non basta. È indispensabile una derattizzazione d’urto e una sanificazione profonda di tutti i locali scolastici. La salute e la sicurezza degli studenti, insegnanti e personale ATA non si tutelano con interventi tampone o scaricando le responsabilità".
"L’Assessore all’istruzione ha il dovere di pretendere un ambiente salubre, non di accontentarsi di risposte superficiali. Per questa ragione depositerò una formale richiesta di accesso agli atti indirizzata sia alla scuola che al Comune per visionare ed esaminare:
- tutta la corrispondenza intercorsa tra la Dirigente Scolastica, l’Assessore all’Istruzione e gli uffici del Comune in merito a questa emergenza;
- tutte le segnalazioni interne trasmesse dal personale ATA alla dirigenza scolastica;
- il registro dei monitoraggi per capire l’entità dei consumi delle esche;
- le certificazioni di igienizzazione dei locali per garantire la salubrità dell’aria e delle superfici;
- la programmazione dei trattamenti obbligatori e dei piani di disinfestazione successivi che l’Amministrazione e la scuola hanno l’obbligo di avviare".
"Continueremo a vigilare con fermezza finché l’edificio non sarà realmente sicuro per chi ci studia e ci lavora", conclude Merlini.
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