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Politica Venerdì 22 Maggio 2026 ore 17:00

Giusti sfiduciata, l'amministrazione replica

Palazzo municipale di Portoferraio

Dopo il Consiglio comunale in cui la presidente Lara Giusti, consigliera di maggioranza, è stata sfiduciata dal suo stesso gruppo. Ecco le motivazioni



PORTOFERRAIO — "La narrazione della minoranza consiliare portoferraiese anche in questo ultimo Consiglio comunale, come sempre del resto, vuole far vedere alla cittadinanza dei fantasmi che non esistono. Il comune di Portoferraio non è né il primo né l’ultimo comune italiano ad approvare una mozione di sfiducia nei confronti di un membro della propria maggioranza, in questo caso nei confronti del presidente del consiglio comunale. Inutile gridare allo scandalo". 

Lo scrive l'amministrazione comunale di Portoferraio in una nota, dopo le dichiarazioni dei consiglieri di minoranza sulla mozione e sulla sua presunta illegittimità, affermata dalla stessa Giusti.

"E passi il consueto show dove si recitano i soliti copioni presi in prestito dai giornali nazionali e riadattati alla realtà locale. Però a tutto c’è un limite. - prosegue l'amministrazione - L’attacco avvenuto giovedì 21 maggio al Nocentini politico, a dire della minoranza diverso dal Nocentini che tutti conoscono e dipinto come un despota anche all’interno della propria maggioranza, non può essere accettato. Intanto, la mozione di sfiducia approvata dal Consiglio comunale - va detto affinché i cittadini comprendano - non è che la punta dell’iceberg di una serie di situazioni anomale che hanno messo in difficoltà a più riprese l’amministrazione comunale. Nonostante questo, il sindaco ha cercato personalmente e a più riprese di ricomporre i rapporti, che non sono soltanto interpersonali, ma di tutto il gruppo, come dimostra il voto compatto della maggioranza". 

"Nel caso specifico che ha provocato la mozione, - spiega l'amministrazione - tutte le decisioni contestate al sindaco erano state preventivamente annunciate ai consiglieri, che le avevano condivise. La stessa presidente del  Consiglio comunale, pur assente in quella circostanza, era stata messa al corrente delle decisioni prese. In ogni caso, nella mozione si contestava il comportamento della presidente del consiglio comunale che doveva essere super partes, non certo quello della consigliere comunale né il suo diritto di libera espressione".

"Tornando poi al dibattito consiliare, - aggiunge l'amministrazione - è palese che la minoranza cercasse ogni appiglio per mettere in difficoltà l’amministrazione comunale, ma non per questo si può sentir parlare di “sindaco despota”, di “mostro” o - quel che è peggio - “antidemocratico”. Specie quando questo sindaco si chiama Tiziano Nocentini. La sinistra che non vuole né assistere alle argomentazioni del parere di legittimità espresso dalla segretaria comunale sulla mozione di sfiducia né partecipare al successivo voto, con la speranza di potersi appigliare a numeri e regolamenti interpretati a proprio piacimento, quella sì, è la più importante azione antidemocratica di questa giornata da dimenticare". 

"Da parte nostra possiamo soltanto garantire ai cittadini che questa amministrazione, che oggi esce ancor più compatta di prima da questo consiglio comunale, continuerà con energie sempre maggiori, grazie alle indiscusse qualità del nostro sindaco e al lavoro quotidiano della nostra squadra, nell’opera di ricostruzione del Comune di Portoferraio, con l’obiettivo di riportarlo alla sua piena operatività e di soddisfare per quanto possibile le esigenze dei propri cittadini. A testimoniarlo ci sono le azioni quotidiane che solo dalla parte sinistra dei banchi consiliari fanno finta di non vedere", conclude l'amministrazione comunale.

Successivamente l'amministrazione comunale ha inviato un'altra nota per ricostruire i passaggi che hanno portato alla mozione di sfiducia verso la presidente del Consiglio comunale.

"Dispiace dover tornare sulla mozione di sfiducia approvata nel consiglio comunale di giovedì 21 maggio nei confronti della presidente del consiglio comunale Lara Giusti, ma ce lo chiedono i cittadini, confusi dalle tendenziose interpretazioni della minoranza consiliare e di certi schieramenti, politici e non. - si legge nella nota - Siamo costretti quindi a rifare la cronistoria dell'accaduto, per chiarire in maniera oggettiva ed incontestabile come stanno le cose. Le nuove nomine decise del sindaco ed annunciate nel Consiglio comunale del 29 Aprile scorso erano state preannunciate dal sindaco ai consiglieri comunali in una riunione di pre-consiglio, alla quale la presidente del consiglio comunale era assente per motivi personali. Prima del  Consiglio, comunque, il sindaco aveva provveduto ad informarla di tutto, e la stessa Giusti non aveva effettuato alcuna osservazione riguardo alle decisioni prese".

"La scintilla è scattata all'inizio del consiglio Comunale del 29 Aprile, quando è stato dato all'assemblea l'annuncio dell' avvicendamento in Giunta fra Luca Eller Vainicher e Roberto Marini, con la stretta di mano fra l'assessore uscente e quello in pectore di fronte al sindaco, gesto che ha reso l'idea del normale, sereno e motivato avvicendamento in corso.  - prosegue la nota -Poche ore dopo la seduta consiliare, il 30 Aprile, Lara Giusti, firmandosi come presidente del Consiglio comunale, ha mandato a tutte le testate giornalistiche del territorio un comunicato con cui contestava quanto avvenuto parlando di "nomine fatte con scelte non condivise" e di "squadra che non c'è più" riferendosi alla nostra amministrazione comunale".

"Il sindaco - continua la nota -ha contattato subito dopo la Giusti chiedendole spiegazioni su questa uscita pubblica, che avrebbe potuto essere evitata esponendo personalmente e non pubblicamente le questioni rilevate, ed invitandola ad un ulteriore colloquio che è puntualmente avvenuto nei giorni successivi. Nonostante le spiegazioni e i tentativi di riconciliazione, la Giusti è rimasta sulle sue posizioni, iniziando a sua volta una campagna social che ha avuto ripercussioni anche su tutti gli altri consiglieri comunali della maggioranza". 

"Per questo motivo, e per altri episodi avvenuti in passato dove la presidente del Consiglio comunale aveva prevaricato le proprie funzioni "super partes", - prosegue la nota - l'amministrazione comunale ha deciso di presentare la mozione di sfiducia, che è stata sottoscritta dal sindaco e da tutti gli altri dieci consiglieri comunali di maggioranza. Dalla data della convocazione del successivo Consiglio comunale in poi, firmata dalla stessa presidente del Consiglio, si sono succeduti da parte della Giusti ulteriori messaggi social a tutti i consiglieri con toni intimidatori ed inopportuni, con parole non appartenenti al suo lessico abituale, che fanno pensare che la stessa possa essere stata ispirata da terzi, interessati per diversi motivi a mettere in difficoltà l'amministrazione comunale. Nonostante tutto questo, fino al giorno del Consiglio comunale, si sono succeduti ulteriori tentativi di riconciliazione, tutti senza esito".

"Tutto quanto sopra elencato, se fosse necessario, è ampiamente documentabile da parte del sindaco e dei consiglieri comunali di maggioranza. Dispiace quindi, come detto, dover riportare tutto alla realtà dei fatti, ma leggere all'indomani del consiglio comunale di "sentenza", di "violenza", di “posto promesso a qualcun altro” e di "privazione della libertà di parola", oltre a quello che si è dovuto sentire in consiglio comunale, con il sindaco appellato come "mostro", "dittatore" ed altro che non stiamo qui a riportare, è davvero inaccettabile. Nessuno ha mai impedito al consigliere comunale Lara Giusti di espletare le sue funzioni, anche quando non avrebbe potuto occuparsene in quanto presidente del consiglio comunale. È proprio la sua soggettiva interpretazione di quel ruolo istituzionale che non è stata legittimamente condivisa, sia dal sindaco che dagli altri dieci consiglieri comunali di maggioranza. La mozione di sfiducia ne è la logica conseguenza , ed è stata approvata in maniera assolutamente legittima come ha attestato la segretaria comunale nell' ultimo consiglio. - si conclude la nota - La richiesta di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio comunale - è bene che sia chiaro - non nasce quindi da una “paura del dissenso”, ma dall’esigenza di tutelare il corretto funzionamento delle istituzioni. Il presidente del Consiglio comunale deve garantire equilibrio, imparzialità e rispetto del ruolo super partes. Quando chi ricopre quella carica entra apertamente nello scontro politico contro la stessa maggioranza che governa il Comune, è inevitabile che si apra una valutazione politica e istituzionale. Parlare di “crisi irreversibile” o di “maggioranza spaccata” appare una lettura forzata dell’opposizione, che cerca di trasformare un confronto interno in un caso politico più grande della realtà. In ogni amministrazione possono esserci discussioni, sensibilità diverse e confronti anche duri: questo non significa automaticamente paralisi amministrativa o caduta della maggioranza.
La maggioranza continua infatti a governare, ad assumersi responsabilità amministrative e a prendere decisioni nell’interesse della città. Le nomine e i rimpasti contestati rientrano nelle prerogative politiche del sindaco e della coalizione eletta dai cittadini. Va anche ricordato che il Consiglio comunale è il luogo del confronto democratico: presentare una mozione di sfiducia è uno strumento previsto dalle regole, non un atto eversivo o antidemocratico. Sono i consiglieri, in aula – come è stato legittimamente fatto - a valutare serenamente se esistano ancora le condizioni di fiducia istituzionale nei confronti del presidente del Consiglio. Infine, è utile evitare toni esasperati e personalizzazioni. Portoferraio ha bisogno di stabilità amministrativa, confronto serio e attenzione ai problemi concreti dei cittadini, non di polemiche permanenti costruite per ottenere visibilità politica".


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