Cultura Lunedì 12 Ottobre 2026 ore 16:00
Foresi, nessuna cerimonia nei 150 anni dalla morte

Mente geniale che nei salotti fiorentini dell'800 promuoveva l'Elba e che portò reperti preistorici dell'isola all'Esposizione universale di Parigi
PORTOFERRAIO — Oggi, 12 Ottobre, ricorrono i 150 anni dalla morte di Raffaello Foresi, letterato, ricercatore, scienziato e uomo di cultura dal poliedrico ingegno, figlio dell'isola d'Elba, che partecipò anche ai moti risorgimentali per l'unità e l'indipendenza dell'Italia.
Mentre nel 2020, in occasione del bicentenario dalla sua nascita, Comune di Portoferraio, Parco Nazionale Arcipelago Toscano e Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze, organizzarono una serie di iniziative, ma nella ricorrenza di oggi non ci risulta sia stato organizzato nessun evento per ricordarlo.
Il nome di Raffaello Foresi è legato a doppio filo alla storia ed al territorio elbano e dell'Arcipelago: a lui è intitolato l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore di Portoferraio, a lui è attribuita la scoperta dell’età della pietra nell’Arcipelago toscano, a lui si deve la formazione di una raccolta di minerali (I Cinquemila Elbani) e reperti archeologici che confluirono nel primo museo aperto all'Elba, a Portoferraio, poi però chiuso. A lui, nel 2020, è stato dedicato il Centro di Educazione Ambientale, Cea, del Parco Nazionale Arcipelago Toscano di Lacona, con pannelli informativi.
Nel Giugno 2026, inoltre presso il Museo archeologico della Linguella fu presentato il libro "La ritrovata memoria. Un viaggio nella Collezione Foresiana tra storia e arte", libro curato dalla Cooperativa Alké Servizi Culturali che si è avvalsa della competenza delle dottoresse Gloria Peria e Marina Segnini, professioniste della Gestione Associata degli Archivi storici comunali elbani e della professoressa Maria Grazia Barboni, la maggior esperta della Collezione libraria dei Foresi, edito dalla casa editrice Tlon di Roma.
Il libro dedicato alla famiglia Foresi, ripercorre anche la vita di Raffaello e il lascito del figlio al Comune di Portoferraio che ha poi dato vita alla Biblioteca e alla Pinacoteca foresiana, che appunto, ancora oggi portano il nome della famiglia Foresi.

Per rendere onore a questo personaggio e per evidenziare l'importanza delle sue azioni e scoperte, in parte ancora da valorizzare, ripercorriamo alcune tappe significative della sua vita.
Raffaello Foresi nacque a Portoferraio il 6 Novembre 1820 e tascorse la sua giovinezza fra Portoferraio e Lacona con la famiglia. Sempre a Portoferraio, si spense il 12 Ottobre 1876 a soli 55 anni. Nel 1849, perseguitato come altri personaggi elbani dalle autorità granducali per le sue idee repubblicane e liberali, scappò a Civitavecchia e in seguito si trasferì a Firenze dove trovò un ambiente ideale per esprimere le sue poliedriche doti culturali.
Nel 1859 insieme al fratello Alessandro iniziò a collaborare con Pietro Fanfani e Antonio Fantacci alla rivista satirica "Il Pievano Arlotto", scrivendo critiche letterarie pungenti e collaborando con personaggi come Niccolò Tommaseo, Giovan Battista Niccolini, Francesco Domenico Guerrazzi e Giuseppe Montanelli, due tra i principali protagonisti del Risorgimento toscano.
Affascinato dal mondo dell'arte divenne consulente di giovani pittori emergenti e conobbe Antonio Ciseri che nel 1870 lo ritrasse in un dipinto, oggi conservato alla Pinacoteca Foresiana di Portoferraio. Musicista e critico musicale collaborò con la rivista Il Passatempo sotto lo pseudonimo di Marco. Fu amico di Gioacchino Rossini, di cui nei salotti fiorentini con la sua voce da baritono cantava le arie.
Sempre nei salotti fiorentini ebbe contatti con altri illustri personaggi del tempo e promosse sempre le bellezze della sua isola, tanto che in diversi fra letterati e scienziati decisero di visitarla. Un esempio è la frequentazione elbana, a Villa Ottone, della nobildonna e scenziata Vittoria Avila Altoviti Toscanelli, che nel 1875 decise di portare sull'Isola il figlio maggiore Battista, malato di tubercolosi, per fargli respirare aria buona di mare, su consiglio proprio del Foresi, come racconta Gloria Peria nel suo libro a lei dedicato. Battista, detto Bista, in seguito poi si riprese e divenne anche sindaco di Portoferraio.

Ma la passione e la curiosità di Foresi si espressero anche nella geologia, nella mineralogia e nell'archeologia e, in particolare, nella preistoria che lui definiva "anti-storia", ovvero l'età della pietra.
Proprio questo suo interesse per l'antichità lo porto a raccogliere migliaia di reperti archeologici e minerali. Nel 1867 dei 2000 reperti archeologici della sua Collezione ben 1265 (per l’esattezza 1256 dall’Elba, 7 da Pianosa e 2 dal Giglio) li fece arrivare all’Esposizione Universale di Parigi.
Di ciò si trova notizie nelle cronache francesi dell'epoca ma anche nello scritto di Foresi che era in comunicazione con studiosi di livello internazionale. Possiamo dire che Foresi fece conoscere e promosse a livello internazionale lo studio della preistoria dell'Elba e dell'Arcipelago Toscano.

Ovviamente la sua passione per il collezionismo fu estesa anche a documenti e minerali, tanto che aveva un grande progetto, di cui scrisse, e cioè di aprire un grande museo naturalistico e archeologico proprio nella Palazzina dei Mulini, dimora storica di Napoleone Bonaparte durante il suo soggiorno forzato all’Elba.
Sappiamo che effettivamente nel 1873 a Portoferraio venne inaugurato il “Museo Foresi”, che raccoglieva minerali, fossili e reperti archeologici ma nei pressi della zona del Ponticello. Il Museo però ebbe vita breve.
“Dopo la morte del Foresi nel 1876 - come si legge su sito web del Museo di Storia naturale dell’Università di Firenze, che conserva documenti e reperti naturalistici del Foresi “I 5000 Elbani”- gli eredi decisero di vendere la collezione e cominciarono col Museo di Firenze le trattative, in cui venne coinvolto anche G. Roster“.
Ma torniamo all’Esposizione universale di Parigi. Foresi aveva intessuto contatti con vari studiosi e scienziati dell’epoca e aveva posto alla loro attenzione i reperti della sua collezione per ulteriori studi. Grazie alla sua intraprendenza e all’interesse scientifico che questi reperti suscitarono, furono quindi citati in molte pubblicazioni dell’epoca e arrivarono così anche all’Esposizione universale di Parigi dove c’erano 52.000 espositori provenienti da oltre 30 paesi del mondo. Tutto il Campo di Marte era occupato dalla grande esposizione e, grazie a quei 1265 oggetti ci fu anche l’Isola d’Elba, rappresentata per la prima volta, non solo per le sue risorse minerarie o per le gesta napoleoniche ma in virtù di una storia molto più antica, in parte ancora da scoprire.

C'è poi da ricordare che alcuni reperti della Collezione Foresi, di proprietà Museo di Storia naturale dell’Università di Firenze, sono esposti, grazie ad un comodato gratuito, presso il Museo Civico Archeologico del Distretto minerario di Rio nell'Elba, altri, insieme alla Collezione di minerali, I Cinquemila Elbani, si trovano invece presso il Museo di Storia naturale dell’Università di Firenze.
Tuttavia, chi scrive, alcuni anni fa, effettuando alcune ricerche, scoprì che presso il prestigioso British Museum di Londra sono conservati alcuni reperti preistorici e archeologici appartenuti alla Collezione di Raffaello Foresi.
Infine da una pubblicazione degli studiosi Michelangelo Zecchini e Ilaria Monti si apprende che alcuni reperti della Collezione Foresi si trovano anche allo Staatliche Museum di Berlino.
Raffaello Foresi è stato un personaggio elbano fortemente legato alla sua isola e ha saputo connetterla, attraverso le sue attività ed i suoi interessi, ad un contesto internazionale e ha continuato a farlo anche dopo la sua morte. Perciò merita di essere valorizzato e riscoperto. Ne potrebbero nascere altre interessanti ed inattese connessioni culturali ma anche turistiche.
Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata
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