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Attualità mercoledì 15 dicembre 2021 ore 10:45

"Non ci sono motivi per accorpare le superiori"

In un documento a firma dei docenti dell'Itcg Cerboni di Portoferraio viene spiegata la loro contrarietà e chiesto un incontro urgente



PORTOFERRAIO — "Pochi giorni fa, in maniera tardiva e non ufficiale il personale docente e ATA del nostro istituto èvenuto a conoscenza del progetto di accorpamento tra l’ITCG Cerboni e l’ISIS Foresi previsto peril prossimo anno scolastico 2022-2023. Da alcuni documenti e dagli atti ufficiali del Consiglio Provinciale si evince che, senza alcuna concertazione con la comunità scolastica, siano state fatte una serie di riunioni, sia a livello zonale che provinciale, nelle quali, gli organi preposti, hanno deciso di unire i due istituti rimettendo radicalmente in discussione l’assetto dell’offerta formativa secondaria di secondo grado sull’Isolad’Elba". 

Si apre così un documento a firma dei docenti delle scuole superiori dell'Itcg Cerboni di Portoferraio per esprimere contrarietà verso la scelta di un accorpamento dei due istituti superiori elbani.

"Dai contatti presi con le varie sigle sindacali, poi, abbiamo appreso che tali decisioni sono state assunte senza il minimo coinvolgimento delle RSU della scuola, e dei rappresentanti provinciali,  - si legge nel documento  - scelta che mette fortemente in discussione gli accordi previsti dall’ultimo CCNL2016/2018 del comparto scuolaIn data 12 novembre 2021 il Consigliere delegato alle questioni afferenti l’Isola d’Elba dellaProvincia di Livorno, Andrea Solforetti, comunica alla Presidente della Conferenza Zonale perl’istruzione, dott.ssa Chiara Marotti, il parere favorevole della Provincia all’accorpamento della dirigenza delle due scuole. La Conferenza Zonale, dal canto suo, in data 15 novembre 2021 avalla, all’unanimità, l’ipotesi di accorpamento. Negli allegati del Piano Territoriale della Rete Scolastica della Regione Toscana- Secondo Ciclo- Dimensionamento- per l’anno scolastico 2022-2023, del 18 novembre 2021, compare già taleaccorpamento che, evidentemente, è stato celermente recepito". 

"Le motivazioni della decisione dell’accorpamento sono così sintetizzate nel verbale della Conferenza Zonale sopra citata: “- Calo demografico degli studenti dellITCG Cerboni e proiezione nei prossimi anni di iscrizioni sottoil numero di 400. - scrivono i docenti  - Tale fatto farebbe perdere la sede della dirigenza, con conseguente imposizionedi fusione negli anni a venire. L’unione delle due scuole comporterebbe una migliore organizzazione amministrativa e didattica, in quanto l’attuale DSGA del Cerboni a settembre andrà in pensione e le segreterie subirebbero unulteriore reggenza per la parte amministrativa.” Negli allegati del Piano Territoriale della Rete Scolastica della Regione Toscana- Secondo Ciclo- Dimensionamento- per l’anno scolastico 2022-2023 si legge, inoltre della “Previsione da parte della provincia di Livorno della costruzione di un unico polo scolastico.” Il contratto per l’affidamento della progettazione definitiva è stato sottoscritto dalla Presidente della Provincia Marida Bessi e la conclusione di questa fase progettuale è prevista entro il mese digennaio 2022". 

"Perché non si è interpellata la comunità scolastica? - chiedono i docenti - Le RSU dell’ITCG Cerboni, in data 1 dicembre 2021, una volta appresa la notizia, hanno indetto un’assemblea sindacale interna per chiarire e chiarirsi le idee in proposito, dalla quale è emerso che nessuna delle componenti della comunità scolastica ( docenti, ATA, studenti e genitori) sapeva niente di tale intenzione. La decisione, che coinvolge l’intera comunità elbana (si tratta dica 1200 famiglie e di più di 200 lavoratori tra personale ATA e Docenti considerando i due Istituti) non è stata, infatti, mai dibattuta né dal Collegio dei Docenti, né dal Consiglio di Istituto, né, comegià detto, a livello sindacale. Prima di tutto vorremmo capire perché non si è sentita l’esigenza di condividere con “la base” una decisione così importante. Le motivazioni riportate nei documenti ufficiali, poi, ci sembrano molto aleatorie, pretestuose eprofondamente discutibili 1) il pensionamento previsto del DSGA non ci sembra un motivo plausibile per accorpare dueistituti che ad oggi, a norma di legge, possono mantenere autonomia scolastica eamministrativa. Nell’ottica del turnover, infatti, un pensionamento può portare ad un nuovoposto di lavoro per chi ha vinto il concorso DSGA. Allo stesso modo il mantenimento dei due istituti può permettere la presa di servizio di un nuovo Dirigente Scolastico, anch’esso in attesa di essere chiamato da graduatoria".

"Il saldo occupazionale, in caso di accorpamento, - proseguono i docenti - sarebbe invece già negativo in partenza, con due figure professionali alle quali verrebbe impedita una regolare assunzione. Inoltre, la varietà dell'offerta formativa delle due scuole (istituto tecnico, istituto professionale, liceo) implica esigenze didattiche, amministrative, tecniche ed economichecosì diverse e complesse da rendere auspicabili figure professionali distinte. Non sarebbe certo l’accorpamento delle due segreterie, inesorabile con il ridimensionamento che stanno auspicando, che potrebbe rendere più agevole la gestionescolastica. Già adesso notiamo spesso un sovraccarico di lavoro della segreteria per il numero considerevole di corsi che abbiamo solo al Cerboni, corsi che, ricordiamo, hanno esigenze e modalità di gestione anche molto diverse. Nella ristrutturazione, inoltre, innessun modo potrebbero essere garantiti gli stessi posti di lavoro attualmente ricoperti dalpersonale amministrativo e ATA. 2) Nei documenti ufficiali si parla di previsioni che attestano una riduzione del numero di studenti del Cerboni nei prossimi anni ma non si cita nessuno studio ufficiale accreditato (in caso contrario saremmo molto contenti di poterlo analizzare!) quindi ci chiediamo in base a quale criterio siano state fatte certe valutazioni".

"L’unica realtà tangibile ad oggi - spiegano i docenti - sono i numeri ufficiali del nostro istituto che raccontano di quasi 500 studenti complessivi. Un dato che è ben oltre il limite minimo di 300 unità, previsto dalla legge di bilancio 2021 permantenere autonoma un’istituzione scolastica. Teniamo presente, inoltre, che il Parlamento, il 27 dicembre, discuterà una nuova legge per la valorizzazione e lo sviluppo sostenibile delle piccole isole che potrebbe cambiare ulteriormente le carte in tavola. 3) L’ultima motivazione è relativa al progetto della costruzione di un unico polo scolastico che dovrebbe in parte accogliere entrambi gli istituti. Sicuramente i progetti per il miglioramento della logistica scolastica sono fondamentali e nessuno di noi è contrario a questa prospettiva, ma visti i tempi di realizzazione di tali opere (abbiamo a tal proposito l’esempio della ristrutturazione del prefabbricato nella nostra scuola che, dopo molti anni, è ancora da completare) che ad oggi non ci risulta siano ancora entrate in una fase esecutiva, riteniamo che, al momento, la questione del nuovo plesso non possa costituire una motivazione valida per l’accorpamento degli Istituti già dal biennio 2022/2023. Da sottolineare poi che l’accorpamento delle due graduatorie interne dei docenti porterebbe a conseguenze che adesso sono difficili da prevedere nello specifico ma che, molto probabilmente, visti i tanti casi similari in giro per l’Italia, non potrebbe garantire la stabilità didattica per gli stessi studenti, con conseguenti tagli di cattedre e revisione delle assegnazioni". 

"In un documento dell’Ufficio Regionale per la Toscana del 3 novembre 2021, sottoscritto dal Direttore Generale Ernesto Pellecchia che riguarda, in generale, il Ridimensionamento della Rete Scolastica della Provincia di Livorno a.s. 2022-2023, soprattutto in relazione alla costituzione degli Istituti Comprensivi si legge: “Con riferimento al piano di riorganizzazione della rete scolastica…e alle correlate implicazioni in ordine alla dotazione organica del personale Ata, si comunica l’impegno, da parte di questo Ufficio, ad assicurare, per quanto possibile, la compensazione del decremento di organico, compatibilmente con le risorse complessive assegnate a livello regionale e delle altrepriorità di intervento” E questo certo non ci tranquillizza! - aggiungono i docenti- In definitiva non capiamo perché dovremmo, nel caso poi ce ne fosse la necessità, accelerare i tempi per un eventuale accorpamento, anticipando, così, anche la perdita immediata di posti dilavoro. Riteniamo infine che che l’accorpamento dei due istituti, frutto di una decisione politica, di fatto non abbia considerato non solo i diritti di tutto il personale scolastico, ma dell’intera comunità scolastica, comprensiva degli studenti". 

" Chiediamo la sospensione delle procedure di accorpamento. In considerazione di quanto esposto riteniamo che certe decisioni debbano essere la conseguenzadi una più attenta riflessione da parte di tutta la comunità elbana e debbano essere supportate da considerazioni più approfondite anche con dati riscontrabili. Chiediamo, quindi un incontro urgente con i rappresentanti della Provincia di Livorno, del Comune di Portoferraio e della conferenza zonale al fine di riaprire la discussione nel merito di un accorpamento che, per quanto sia stato deliberato seguendo uno specifico iter amministrativo, tocca da vicino le nostre vite quotidiane e lede i diritti di un’intera comunità scolastica che merita maggiore rispetto per il lavoro svolto in questi anni di servizio", concludono i docenti.


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