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giovedì 19 settembre 2019

Attualità venerdì 01 febbraio 2019 ore 09:40

Arresto cardiaco, "Serve l'Unità coronarica"

Ospedale di Portoferraio

"Servono almeno cinque cardiologi", il dottor Mellini spiega come sarebbe possibile intervenire per salvare le persone colpite da patologie cardiache



PORTOFERRAIO — Da molti anni ormai continua la battaglia di Mario Mellini, cardiologo in pensione di Cavo, che è stato primario dell'Unità coronarica di un ospedale della Liguria.

Mellini sottolinea che all'isola d'Elba c'è la necessità di avere un reparto con almeno cinque cardiologi, - mentre attualmente ce ne sono soltanto due - sia per poter intervenire tempestivamente sulle varie patologie cardiache sia per poter impiantare pacemaker direttamente sull'isola.

Il medico sottolinea i disagi dovuti all'insularità e ricorda che nel periodo estivo l'Elba arriva ad ospitare circa 300mila persone.

Mellini spiega come la cardiopatia ischemica sia la prima causa di morte in Italia.

“Qua nel nostro nosocomio - afferma Mellini - il trattamento adeguato e precoce per arresti cardiaci deve fare i conti con ricovero e il trasferimento nella Unità coronarica di Livorno o altrove, e si deve aspettare l'elicottero che arriva addirittura da Grosseto e nel caso di aritmia ipocinetica qui non si è mai applicato un elettro stimolatore esterno se non quello in dotazione all'ospedale, che pone due placche sulla parte posteriore e anteriore del torace”.

Un intervento che il medico definisce solo temporaneo ma che non risulterebbe efficace per un trasporto lungo e che di solito non è tollerata per lungo tempo dal paziente.

Mellini esprime la sua preoccupazione per chi vive sull'isola perché, secondo il medico, in caso di problemi cardiaci gravi non ci sarebbe la necessità di avere un pronto intervento a 360 gradi.

Per quanto riguarda le terapie ipercinetiche (battito cardiaco troppo veloce, ndr), secondo Mellini, non ci sono problemi ad intervenire e anche l'ospedale è adeguato ma per quanto riguarda invece altre patologie cardiache come le aritmie ipocinetiche (battito rallentato, ndr), come il blocco atrio-ventricolare e l'arresto cardiaco invece, secondo Mellini, non esiste sull'Elba una unità coronarica con medici preparati ad affrontare questa situazione.

Mellini, in base alla sua esperienza sul campo, inoltre spiega che ci sono casi in cui, se ci fosse l'Unità coronarica si potrebbe intervenire tempestivamente con uno stimolatore temporaneo che si installa in vena in 15 minuti e che potrebbe salvare molte vite.

Una battaglia che il medico porta avanti da anni e che, come da lui stesso sottolineato, all'Elba non è mai stata presa in considerazione da nessuno ma solo recentemente ha ricevuto l'attenzione dallo Spi-Cgil e la Cgil stessa ha inserito questo argomento fra le varie battaglie che sta conducendo per sostenere i diritti dei cittadini elbani.



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