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Attualità sabato 29 ottobre 2016 ore 19:44

Alle Fortezze si cucina per la libertà

L'Elba è capofila per l'Italia di un progetto europeo che vede coinvolti detenuti e studenti uniti nella formazione alla cucina



PORTOFERRAIO — Si chiama Cooking for Freedom il nuovo progetto europeo di cui l'Elba è capofila per l'italia e che mira alla realizzazione di nuovi percorsi formativi e di reinserimento sociale basati sulla pratica della cucina e della buona alimentazione.

Presentato questa mattina nei locali dell'Enoteca della Fortezza, Cooking for Freedom, mette insieme la condotta Slow Food, gli istituti superiori Brignetti e Foresi, il carcere di Porto Azzurro e due associazioni: la cooperativa Beniamino e Antigone.

Nel prossimo anno e mezzo 16 studenti e 16 detenuti, divisi in due gruppi misti, svolgeranno lezioni di cucina e seminari sull'alimentazione nelle tre strutture (istituto superiore, carcere, enoteca) creando un percorso di reinserimento sociale e di professionalizzazione per tutti i partecipanti.

A livello europeo sono coinvolti anche Lituania, Portogallo e Turchia e l'obiettivo è stabilire una connessione fra carcere e territorio coinvolgendo anche la rete imprenditoriale locale. Le linee guida del progetto verranno stabilite nel prossimo incontro di Lisbona mentre sarà l'Elba a ospitare, a marzo 2017, il meeting internazionale e la giornata di chiusura nel giugno 2018.

"Il progetto nasce sull'onda di una precedente esperienza di educazione alimentare in carcere - spiega Guido Ricci, uno dei promotori - questo ci ha spinto a una riflessione più ampia sulla formazione professionale e abbiamo trovato negli altri soggetti dei partner attenti".

"Lavoriamo per l'inserimento al lavoro dei detenuti - spiega Veronica Cornaggia, presidente della cooperativa Beniamino - facendo anche formazione in carcere. Abbiamo creduto in questo progetto e con il finanziamento europeo è ora possibile attuarlo".

Appoggio anche da Carlo Eugeni della condotta Slow Food: "E' una bellissima esperienza e penso che saremo meravigliati da quello che questi ragazzi sapranno fare - commenta - la presenza dell'alberghiero è uno sprone in più e sono sicuro che saranno tanti quelli che vorranno mettersi in gioco".

L'istituto superiore era rappresentato dal preside Enzo Giorgio Fazio: "Vogliamo dare al territorio un'offerta in sinergia - ha spiegato - che sia in linea con le indicazioni europee e con le esigenze formative dei ragazzi che devono essere responsabilizzati. Ho subito accettato la proposta che rientra nella filosofia dei nostri istituti, una scuola dell'inclusione".

Presente anche il direttore del carcere elbano D'Anselmo: "E' un progetto molto interessante - ha concluso - il nostro compito è la risocializzazione del detenuto infatti ora abbiamo 83 detenuti in regime di articolo 21 (permesso di lavoro all'esterno della struttura). C'è una grande collaborazione con il preside Fazio: istruzione e lavoro sono i capisaldi della socializzazione".


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