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Attualità venerdì 08 luglio 2016 ore 09:41

Affrontare insieme il problema posidonia

​Spiagge e posidonia, Legambiente: promuovere gli stati Generali della costa e delle spiagge dell’Elba: "Problema che va affrontato"



PORTOFERRAIO — Mentre i volontari di Legambiente e Diversamente Marinai puliscono Mola e le calette dell’Arcipelago, in tutta l’Elba la gestione della posidonia è ancora un problema che sembra insormontabile e irrisolvibile, anche se ormai questa pianta marina spiaggiata non è più un rifiuto speciale e può essere avviata a compostaggio. 

"Eppure - scrive Legambiente - le soluzioni ci sono, alcuni esperimenti riusciti sono stati realizzati, come l’interramento della posidonia che può avere anche un effetto anti-erosivo, ma si stenta ad applicare buone pratiche che pure all’estero sono ormai comuni, come lo spostamento della posidonia spiaggiata in punti di stoccaggio nell’entroterra per poi riportarla sulla spiaggia in autunno, dove servirà da cuscinetto anti-erosine e dove le onde del mare e le correnti provvederanno a disperderla".

"Da questo eterno quadro emergenziale - continua il cigno verde - è chiaro che all’Elba manca una politica delle coste e delle spiagge, che ognuno, come sempre, va per conto suo e che i Piani spiagge comprensoriali, redatti e mai approvati, ormai si stanno disfacendo tra polvere e ragnatele nei cassetti degli enti che li avevano pensati e che spesso si sono estinti come dinosauri politico/amministrativi. 

E’ evidente che le amministrazioni elbane così trascurano e sviliscono la più grande ricchezza economica e paesaggistica della nostra isola e che di fronte a spiagge e coste sempre più pubblicamente non gestite se ne incrementa la privatizzazione, come l’ultimo episodio segnalatoci a Marciana Marina , dove la spiaggia in fortissima erosione è stata temporaneamente occupata da sdraio e ombrelloni.

Ha ragione il PD marcianese a ricordare che la legge prevede che la quota principale del contributo di sbarco dovrebbe essere utilizzata per fini ambientali e per la gestione dei rifiuti, invece si trascura la base della ricchezza turistica dell’Elba pensando che per il turista sia più gradito assistere a qualche costosa serata musicale nazional-popolare che avere a disposizione tratti di spiaggia liberi, gestiti in maniera sostenibile e un ciclo della posidonia che la trasformi da problema in risorsa, adeguando, rafforzando, ampliando impianti di riciclo e attuando finalmente una gestione ambientale della costa".

"E’ una situazione che si ripresenta ogni estate - concludono gli ambientalisti - e che ogni estate vede operatori turistici, forze politiche, turisti e cittadini lamentarsi. Noi crediamo che questo circolo vizioso di problemi irrisolti e di mala-gestione del bene più prezioso del nostro turismo vada affrontato, condiviso e risolto una volta per tutte. 

Per questo chiediamo alla forze politiche, a partire dal PD che ha nuovamente e giustamente sollevato il problema della gestione e smaltimento della posidonia, ai Comuni, al Parco Nazionale, alla Regione, al Governo e alle categorie economiche di promuovere alla fine della stagione turistica gli stati generali della costa e delle spiagge dell’Elba per discutere e alla fine decidere tutti insieme un Piano spiagge/coste che, utilizzando le risorse esistenti (anche regionali) per quel che è previsto, faccia diventare l’Elba un esempio di gestione della posidonia spiaggiata, che applichi moderne e resilienti strategie di lotta all’erosione e che metta fine alla privatizzazione palese e strisciante delle coste elbane.

Non ci potrebbe essere miglior pubblicità per le nostre spiagge e miglior sostegno alla nostra economia turistica".


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