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Cronaca giovedì 17 settembre 2020 ore 17:00

Addio al maestro Italo Bolano

Italo Bolano
Italo Bolano

L'artista elbano fondatore dell'Open Air Museum e di un nuovo modo di vivere l'arte si è spento a Prato all'età di 84 anni dopo una lunga malattia



PORTOFERRAIO — Italo Bolano, artista elbano nato a Portoferraio nel 1936 è morto dopo una lunga malattia nella sua casa a Prato. Come si legge nella sua biografia, ha compiuto gli studi artistici a Firenze e quelli di composizione architettonica a Padova, insegnando successivamente disegno e storia dell'arte in scuole statali di Prato e Firenze. Ha viaggiato in vari paesi del mondo, rimanendo affascinato dall'oriente e studiando, in particolare, il rapporto arte-città a Gerusalemme, Parigi e Bruxelles. Fin dall'età di quattordici anni ha partecipato a mostre nazionali e internazionali collettive e personali.

Napoleone, opera di Italo Bolano

La sua pittura è passata dall'espressionismo figurativo giovanile all'espressionismo astratto attuale. Particolarmente importanti sono i cicli di pittura dedicati alle poesie dell'amico Mario Luzi, a Napoleone e a Gesù Cristo. Quest'ultimo ciclo costituisce il Museo di Arte Sacra, istituito dalla diocesi di Massa Marittima – Piombino – nella Chiesa di San Gaetano a Marina di Campo nell'Isola d'Elba. Nella sua città natale, in località San Martino, Italo Bolano ha anche creato un Museo all'aria aperta, l' Open-Air Museum, in un'area di 10.000 metri quadrati, stabilendo un rapporto organico fra le molteplici piante che lo ornano e venticinque suoi monumenti, in perfetta armonia di natura e arte. Ha realizzato interventi d'arte in varie città italiane, con grandi ceramiche, strutture d'acciaio e vetro Dallas.

Darsena medicea, opera di Italo Bolano

Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private ad Amsterdam, Basilea, Londra, New York, Bruxelles, Amburgo, Losanna, Bologna, Karlsruhe, Ancona, Monaco di Baviera, Zurigo, Roma, Sion, Prato, Varese ecc.

"Ci siamo conosciuti tanti anni fa -  dichiara Jacopo Bononi, presidente del Premio letterario La Tore -  forse nei primi dei novanta del secolo scorso e poi ci siamo rivisti più assiduamente dai duemila: ricordo il suo sorriso appena mostrato in tutte le occasioni e quella apparente seriosità che invece celava una sensibilità ed una attenzione alle cose intorno a sé estrema. Trasmettitore e amplificatore di tanto ardore e ardire era la moglie Alessandra che nell’organizzare la vita con lui ne ha sempre seguito i palpiti e le energie. Non occorre che sia io a dire chi è stato Italo Bolano per la Cultura e l’Arte contemporanea elbana e italiana e quanto la sua unicità sia stata proiezione europea e mondiale di una sensibilità artistica unica. Tuttavia lo voglio ricordare presente in tutti gli eventi più importanti degli ultimi anni, dedicandoci entrambi, ciascuno in modo diverso ma uguale, alla promozione della Cultura. Fu autore di un quadro per un vincitore del Premio La Tore anni or sono e più recentemente omaggiò la vincitrice del premio Strega 2018 proprio sul palco della Marina. Ospitiamo nel nostro hotel dedicato all’Arte elbana le sue ultime opere e a me toccò, come mi disse Alessandra mesi or sono, di rendere pubblica la sua malattia: ora devo piangere la sua scomparsa. Ma che sia chiaro Italo non meriterà solo strade o piazze che presto gli saranno dedicate perché occorrerà che nelle scuole si dica chi sia stato Bolano per l’Elba e le sue splendide opere disseminate ovunque nella nostra isola dovranno essere un percorso a puntini da unire nel nome della rivalutazione di quella Cultura e di quella dedizione alla stessa che lo hanno reso il solo ad avere la forza e la perseveranza nel suo Museo vivente, all’Art Center, di insistere per decenni affinché la diffusione della cultura e la sua fruizione non siano elitarie, bensì aperte al pubblico, laddove una vera democrazia possa sentirsi compiuta solo attraverso la presa di coscienza che il ‘demòs’ debba coniugarsi con l’’aristòs’ e quindi il meglio sia per tutti, come ebbe a dire un grande Poeta contemporaneo. Noi proseguiremo a ricordarlo così come stavamo già facendo da mesi, data l’irreversibilità del male e lo faremo convinti che il suo messaggio culturale e umano vada oltre i limiti della temporanea esistenza di ciascuno di noi: non basta infatti ricordare la grandezza di chi scompare con strade e monumenti bensì vanno costruite le coscienze fin dai più piccoli e che poi si arrivi ai più grandi dando il giusto peso a chi ha segnato la storia e la cultura di un’Epoca e vivaddio Italo fu questo. [...] Si abbracciano alla consorte Alessandra, oltre a me alla mia famiglia, Franco e Lucia Semeraro della Libreria Rigola, tutto il Comitato Promotore e il Comitato Scientifico del nostro premio di cui egli faceva parte: una parte importante degli eventi 2021 saranno doverosamente a lui dedicati".

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