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Attualità martedì 17 ottobre 2017 ore 15:08

​Abusivismo commerciale, alzare livello di guardia

Dura presa di posizione di Anva Confesercenti dopo la stagione estiva. Nel mirino non solo ambulanti, ma anche mercatini agricoli e hobbistici



PORTOFERRAIO — Il fenomeno dell'abusivismo commerciale è una realtà impietosa che a livello nazionale raggiunge, in termini di fatturato, cifre misurabili in miliardi di euro l’anno. Se ne è discusso animatamente nel corso dell’ultimo Consiglio dell’Anva Isola d’Elba, associazione che riunisce gli operatori del mercato ambulante aderenti a Confesercenti . "Come associazione - spiega Alessandro Lucchesi, Presidente ANVA della sede locale - non possiamo non sottolineare come purtroppo non vi sia una reale presa di coscienza del problema da parte dello Stato e dei Comuni che purtroppo non attivano controlli tempestivi e sistematici. L’abusivismo è un fenomeno sotto gli occhi di tutti, ma lo Stato sembra ancora un po ‘disattento’ e le forze dell’ordine locali possono fare in autonomia molto poco. Il risultato è che l’abusivismo commerciale continua a generare importanti volumi d’affari e rappresenta una delle maggiori cause del degrado delle nostre città e del nostro territorio in generale".

"I nostri operatori – continua il locale Presidente Anva - parlano di un fenomeno molto radicato anche nella nostra isola dove si manifesta con particolare evidenza e virulenza sulle spiagge, nella stagione estiva. Gli arenili più frequentati sono setacciati in modo sistematico da venditori di tutti i tipi e provenienze, talvolta presenti in loco con strutture espositive. E' arrivato il momento di fare qualcosa per contenere un danno alle imprese sempre piu' macroscopico. C’è poi da considerare che molti consumatori acquistano consapevolmente merce di dubbia prevenienza, a volte contraffatta, giustificando la scelta con il prezzo piu' basso, ovvero accontentandosi di prodotti scadenti o similveri ed ignorando di fatto possibili danni alla propria salute ed economici alle imprese regolari. Ecco perché anche come ANVA vorremmo mettere a punto una campagna di sensibilizzazione e di educazione all’acquisto, rivolta soprattutto ai clienti. In questo scenario però, resta fondamentale e dunque auspicabile, un intervento fermo e deciso dei Comuni, dello Stato centrale e delle forze dell'ordine. In caso contrario non potremmo che assistere ad una progressiva crescita del disagio delle imprese, in impoverimento complessivo della qualità di prodotti immessi sul mercato, un disaggregarsi sempre maggiore del tessuto economico, con tensioni sempre maggiori che purtroppo non possono che portare a conflitti e disastri anche in ambito sociale- . – In definitiva, chiediamo che Comuni e forze dell’ordine pianifichino un programma di intervento volto a monitorare le situazioni piu’ gravi e che conduca ad iniziative che possano limitarne l’azione e la diffusione". 

"Un altro problema che come categoria - prosegue Lucchesi - vogliamo evidenziare è quello legato al proliferare dei cosiddetti farmer markets (mercatini degli agricoltori) e dei mercatini hobbistici . Vogliamo che i Comuni tutelino le attività che sostengono molte spese per poter operare nel commercio anziché favorire attività che, non dovendo seguire le regole delle altre imprese, finiscono per rappresentare proprio nei loro confronti una ulteriore concorrenza sleale ".

"I nuovi regolamenti del commercio su aree pubbliche devono tener conto di questa situazione e non favorire delle forme di commercio agevolate già per altri versi che mettono in seria difficoltà le altre imprese, soprattutto in un momento di crisi come questo. Le attività agevolate devono sopportare meno oneri burocratici e fiscali degli altri ed hanno quindi meno costi di avvio dell’attività e di esercizio".


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