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martedì 19 novembre 2019

Attualità giovedì 03 ottobre 2019 ore 16:00

Scoprire le diversità,Mediterranea incontra l'Elba

Mediterranea a Porto Azzurro

Verso la fine del lungo viaggio in barca a vela Simone Perotti e Francesca Piro fanno un primo resoconto della loro avventura e incontrano il Parco



PORTO AZZURRO — Un equipaggio di 52 persone, i “Mediterranei”, che a rotazione, anche per lunghi periodi, hanno navigato sulle rotte previste dal progetto Mediterranea per circa 20mila miglia, a cui si aggiungono gli “Amici dei Mediterranei”, che hanno partecipato al viaggio per periodi più brevi. Un'avventura, quella di navigare su una barca a vela a impatto zero, alimentata da energia solare ed eolica, attraverso, i tre continenti europeo, asiatico e africano seguendo il periplo del Mar Mediterraneo, Mar Nero e Mar Rosso settentrionale, nata dal sogno dello scrittore Simone Perotti che, grazie all'incontro con Francesca Piro, ha preso forma nel 2014 e sta per concludersi (leggi qui l'articolo). Durante la risalita dal Mar Mediterraneo verso la tappa finale del viaggio, prevista a Genova, però i Mediterranei hanno fatto tappa anche nell'Arcipelago toscano, prima all'isola del Giglio e poi all'isola d'Elba dove sono approdati nel porto di Porto Azzurro.

Proprio durante la tappa elbana abbiamo incontrato le due anime del progetto e abbiamo chiesto loro le prime impressioni di questo lungo viaggio che sta per concludersi.

“Siamo emozionati perché sei anni sono tanti, all'inizio sembrava una montagna da scalare- ha detto Simone Perotti (vedi l'intervista completa allegata all'articolo) – il viaggio aveva tre obiettivi anche complessi, il primo quello nautico da realizzare in barca a vela con tante persone che si davano il cambio. Girare il Mediterraneo è spesso molto complesso perché è un mare a volte anche ruvido, in paesi e continenti diversi. Dal nostro punto di vista di piccoli marinai abbiamo fatto un buon lavoro. Uno degli obiettivi era anche parlare del mare, rievocare le storie dei marinai, del Mediterraneo, che ha tanto da raccontare e ha tanta cultura”.

“Ciascuno di noi aveva un obiettivo predominante, il mio obiettivo principale – ha spiegato Perotti - era quello culturale: incontrare scrittori, artisti, musicisti, professori, giornalisti etc. ascoltare le idee dei Turchi, dei Libanesi, degli Israeliani, dei Francesi, dei Marocchini, dei Rumeni, degli Italiani etc. ascoltare le buone idee del Mediterraneo, che in un'epoca complessa e confusa come questa ci possono servire per immaginare nuovi modelli di vita. Alla fine questo viaggio è stato lo strumento per poter immaginare un modo di vivere diverso anche insieme, questa idea dello sharing e dividere il peso e anche le gioie per sostenere una spedizione come questa in 52 persone senza essere ricchi o avere capitali e sponsor. Sono venuti a bordo personaggi straordinari che ci hanno arricchito moltissimo”.

C'era poi l'obiettivo scientifico e sono state attivate collaborazioni a bordo per la ricerca delle microplastiche in mare, per la mappatura del plancton del Mediterraneo per testare la salute del mare, per una mappatura delle meduse, a bordo sono stati ospitati ricercatori e giovani anche per dei seminari oltre alle attività di citizen science. Oltre a questo però nel corso di questi sei anni Simone Perotti ha anche pubblicato tre libri che sono stati ispirati da questa lunga navigazione e che in larga parte sono stati scritti proprio a bordo.

“Il mio lavoro si basa sulla ricerca – ha detto Francesca Piro che è medico anatomo-patologo ed è cofondatrice del progetto Meditarranea - ma in un certo senso si può traslare nella ricerca dell'umano che ho trovato a bordo di Mediterranea, l'incontro con tante persone, la necessità di condividere, spazi, tempo e parole, il ritrovarsi a dover interagire anche quando magari si è stanchi, sono tutti processi che hanno favorito quella ricerca di benessere nei momenti in cui sono stata qui su Mediterranea” (vedi l'intervista completa del video collegato in fondo all'articolo).

Francesca anche quanto non era a bordo ha sempre mantenuto un legame con Mediterranea, lavorando molto anche nella parte organizzativa.

A bordo le donne sono una quota prevalente, - ha raccontato Francesca Piro - questo secondo me nasce dal nostro desiderio del tutto femminile di essere curiose da ciò che viene dall'esterno e di quello che non conosciamo, siamo disposte ad affrontare qualcosa che non appartiene al nostro mondo, forse per questo c'è stata una maggiore adesione femminile”.

“Vedere la terra dal mare – ha detto Francesca - è sempre una bellissima sensazione, tutto ciò che è terrestre, che fa parte della mia vita quando lavoro o sto in famiglia, rimane sul molo, perché qui è come se si entrasse in una dimensione nuova, lontana dalla terra ma cambiano un po' anche i parametri di riferimento, si riprendono un po' anche le misure. All'inizio si tratta di un prendere le misure dello spazio ma è poi anche un prendere le misure di una dimensione più umana”.

Dato che fra gli obiettivi del viaggio c'era quello di conoscere persone e territori visitati, questa mattina l'equipaggio di Mediterranea ha incontrato Maurizio Burlando, direttore del Parco nazionale Arcipelago toscano, che ha apprezzato il modello e le finalità del progetto Mediterranea. Durante l'incontro il direttore del Parco ha ascoltato il racconto dell'esperienza dei naviganti che ha commentato come un vero “laboratorio e come un viaggio antropologico”.

Burlando ha poi parlato delle specificità delle isole toscane e dell'Elba, informando su alcuni progetti che il Parco sta portando avanti non solo per la tutela ma anche per la valorizzazione di un turismo sostenibile soprattutto in primavera ed in autunno, sottolineando le enormi potenzialità che l'Elba ha da offrire connesse a natura, storia e cultura ma anche riguardo ai prodotti enogastronomici locali.

“Bisognerebbe fare uno sforzo maggiore – ha detto Maurizio Burlando – perché in primavera ed in autunno, in due stagioni in cui l'isola e l'Arcipelago sono straordinari, per natura, per paesaggio etc. bisogna cercare di incentivare quel turismo lavorando insieme. Se noi presentiamo dei progetti ma alcune strutture ricettive non sono pronte ad accettare questo tipo di sfida, questo diventa molto più difficile. C'è bisogno dello sforzo di tutti, bisogna lavorare in rete, ciascuno deve portare un contributo per conoscenza, per competenza e per tipo di apporto culturale”.

Durante l'incontro con Mediterranea, Burlando ha anche parlato di un progetto per “creare all'Elba un punto di riferimento, un centro di divulgazione, che possa diventare anche un centro studi in cui diversi ricercatori si possano incontrare per approfondire alcuni argomenti, raccontando quello che è il Santuario dei cetacei. Il Comune di Portoferraio lo ha condiviso, stiamo lavorando al progetto di fattibilità per poi verificare le risorse necessarie per poterlo realizzare”.

Burlando ha inoltre anticipato la partecipazione del Parco come riserva Mab-Unesco che si terrà a Novembre a Venezia per condividere una serie riflessioni e individuare alcune azioni sul tema della resilienza ai cambiamenti climatici e su questo ha sottolineato l'importanza delle piccole azioni quotidiane che ciascuno può attuare (vedi il video in fondo all'articolo).

Nel frattempo l'equipaggio di Mediterranea continua la sua avventura con altri incontri sul territorio elbano e venerdì sarà a Portoferraio da dove poi salperà per proseguire il suo viaggio verso la meta finale, anche se, come anticipato da Simone Perotti, nella prossima primavera il progetto, che fa del mare un ponte per conoscere le diversità, ripartirà e durerà altri tre anni.

Valentina Caffieri
© Riproduzione riservata

Intervista a Simone Perotti e Francesca Piro
Maurizio Burlando, direttore Parco Arcipelago toscano, incontra Mediterranea


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