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sabato 16 novembre 2019

Cronaca mercoledì 07 agosto 2019 ore 09:38

Maxi evasione tra Elba, Roma e i paradisi fiscali

Un ex bancario 65enne speculava su investimenti finanziari e non li dichiarava. Sequestrati 6,4 milioni grazie alla cooperazione internazionale



PORTO AZZURRO — 6,4 milioni di euro è la cifra dovuta al fisco italiano da un grande evasore scoperto dalla Guardia di finanza di Livorno. Si tratta di un ex funzionario che per anni ha fornito consulenze a cittadini e investitori non istituzionali a margine del suo lavoro presso la filiale romana di un istituto europeo di “private banking”, accumulando capitali, prima collocati all’estero, dal Principato di Andorra alla Svizzera e poi nascosti al fisco.

Dalle migliori dimore nazionali tra Porto Azzurro e Roma, come hanno ricostruito dalla Guarda di finanza di Livorno, l’ex funzionario bancario ha tentato di regolarizzare i suoi guadagni con i benefici e l’anonimato garantiti dallo “scudo fiscale” ma le fiamme gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Livorno hanno rilevato che l’entità delle somme nascoste oltre confine era ben più consistente di quella dichiarata.

Per evitare le conseguenze della grave forma di evasione fiscale realizzata, nata da transazioni speculative tracciate dall’esponente dell’alta finanza internazionale, operando in vari Paesi, tra Olanda, Inghilterra, Francia e Lussemburgo, l'uomo ha provato a “spogliarsi” del patrimonio italiano a lui riconducibile, trasferendo risorse in Svizzera. 

Tutte circostanze ricostruite dalla Guardia di finanza di Livorno e riportate all’Autorità giudiziaria di Roma che ha formulato l’incriminazione per “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”, delitto tributario punito con l'aggravante della sottrazione di importanti somme all'erario, con la reclusione fino a 6 anni.

La procura della Repubblica di Roma ha chiesto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per l'equivalente dei 6,4 milioni di euro di imposte evase. Per cui il GIP capitolino ha emesso l’apposito decreto.

La stessa Autorità giudiziaria romana ha poi attivato le procedure della rogatoria per estendere l’esecuzione del sequestro nel territorio della Svizzera.

Nei giorni scorsi i finanzieri di Livorno hanno sequestrato 3 unità immobiliari ubicate a Roma, del valore di 600 mila euro, e di disponibilità finanziarie per un controvalore di 200mila euro, e hanno bloccato, in Svizzera, grazie all’assistenza dell’Autorità giudiziaria del Canton Ticino, i conti lì presenti, requisendo saldi attivi per 6,4 milioni di euro.

Le attività di polizia economica e finanziaria hanno consentito di bloccare il patrimonio e le disponibilità di un cosiddetto “grande evasore”, un facoltoso 65enne originario di Bolzano, che ha occultato i propri capitali in Paesi a fiscalità privilegiata. 

Ciò è stato reso possibile, come si legge in una nota della Guardia di Finanza di Livorno, anche grazie alla collaborazione internazionale, sempre più intensificata dal Comando Generale e dai Reparti della Guardia di Finanza, impegnati in prima linea, nella prevenzione e nel contrasto alle frodi fiscali e finanziarie, cooperando con omologhe amministrazioni di Stati esteri e disponendo il Corpo di una rete di Esperti e Ufficiali di collegamento attiva in tutti i continenti e presso le sedi delle principali Ambasciate italiane.



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