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Attualità giovedì 01 giugno 2017 ore 17:30

L'aggressione dei detenuti stranieri agli agenti

I comunicati dei sindacati SAPPE e UIL PA dopo la rissa nel carcere di Porto Azzurro e la risposta del direttore del penitenziario Francesco D’Anselmo



PORTO AZZURRO — Il comunicato del Dott. Donato Capece – segretario generale SAPPE - Segreteria Generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

“Colpa e conseguenza dell’aggressione sconsiderata e incomprensibile di un gruppo di detenuti di nazionalità araba, ristretti per i reati vari e spaccio”, spiega Pasquale Salemme, segretario Nazionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo della Categoria. “I detenuti, ristretti presso il III Reparto detentivo, erano stati chiamati verso le 15 di ieri per la somministrazione della terapia medica. Non volevano, però, assumerli in quel momento, come è invece previsto, per poterli evidentemente prendere insieme alla successiva distribuzione serale, cosa questa assolutamente vietata e pericolosa alla salute stessa. Questo è stato detto loro dall’Agente di Polizia Penitenziaria di servizio, ed ha scatenato in loro una folle reazione. L’Agente veniva immediatamente aggredito e, nonostante le urla di aiuto, è rimasto diversi minuti in balia degli aggressori prima dell’arrivo degli altri Agenti, anche loro vittime delle violente aggressione di questi detenuti. Solidarietà ai poliziotti penitenziari feriti, ma vanno stigmatizzate con fermezza le gravi e pericolose intemperanze che accadono sistematicamente nelle carceri Toscana, solamente ieri al centro delle cronache per diverse aggressioni nei penitenziari di Porto Azzurro e Pisa. Eppure, nonostante tutto questo, l’Amministrazione Penitenziaria regionale della Toscana continua a non fare nulla per sanare e porre rimedio a queste gravi criticità”.

Il SAPPE, attraverso il Segretario Generale Donato Capece, mette sotto accusa la situazione peniteniziaria toscana: “Le carceri sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando e potenziando i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. Al superamento del concetto dello spazio di perimetrazione della cella e alla maggiore apertura per i detenuti deve associarsi la necessità che questi svolgano attività lavorativa e che il personale di Polizia Penitenziaria sia esentato da responsabilità derivanti da un servizio svolto in modo dinamico, che vuol dire porre in capo a un solo poliziotto quello che oggi fanno quattro o più agenti, a tutto discapito della sicurezza. Le idee e i progetti dell’Amministrazione Penitenziaria, in questa direzione, si confermano ogni giorno di più fallimentari e sbagliati. La tensione resta alta nelle carceri: altro che dichiarazioni tranquillizzanti, altro che situazione tornata alla normalità. E’ sotto gli occhi di tutti che servono urgenti provvedimenti per frenare la spirale di tensione e violenza che ogni giorno coinvolge, loro malgrado, appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria nelle carceri italiane, per adulti e minori”.

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Il comunicato del Coordinatore Territoriale della UIL PA Polizia penitenziaria di Livorno

E’ di oggi la notizia dell’ennesimo evento critico, questa volta in danno del
personale di Polizia penitenziaria, verificatosi nella Casa di Reclusione Elbana. Si
annovera – è quanto dichiara il Coordinatore Territoriale della UIL PA Polizia
penitenziaria di Livorno - l’agenda nera degli episodi negativi che caratterizzano la
realtà del carcere di Porto Azzurro, anche se continuamente su di essa si tenta di
tenere opportunamente il riserbo.
Dieci agenti di Polizia penitenziaria – informa Mauro Barile - sono rimasti
coinvolti in un’aggressione avvenuta nel pomeriggio di oggi da parte di alcuni
detenuti extra comunitari, i più facinorosi. Tre dei dieci agenti hanno riportato serie
ferite e necessiteranno di diversi giorni di prognosi, ferite più lievi per gli altri ma
bisognosi di cure e giorni di riposo sanitari.
A distanza di circa due mesi – aggiunge Barile - dall’ultima denuncia del 5 marzo di
un tentativo di suicidio non concretizzatosi grazie all’eccezionale lavoro di un
nostro collega, non è mancata l’occasione di dover dichiarare nuovamente la
circostanza di abbandono in cui verte un carcere così importante, strategico, come
quello Elbano e lo stato di avvilimento negli operatori penitenziari.
Il Direttore della struttura non esitò a replicare, ovviamente con il tentativo di
smentire ciò che sostenemmo, ma, a quanto pare tutto quell’impegno profuso fino
ad oggi, atto a sminuire la denuncia pertinente di un’Organizzazione Sindacale che
conosce bene l’ambiente carcere, si è concluso in una bolla di sapone!
Piuttosto che rimpinzare – replica il Dirigente Sindacale - le pagine dei quotidiani
locali con propagande di progetti di studio con l’espediente di convogliare
l’attenzione della pubblica opinione verso una visone “futuristica” di un carcere,
che dovrebbe solo essere dismesso e che è il tipico risultato fallimentare dell’azione
amministrativa di una Pubblica Amministrazione, farebbe bene a preoccuparsi
della salute e della sicurezza degli operatori penitenziari. Il carcere di Porto
Azzurro – conclude Barile - necessità di una gestione più oculata, ponderata,
valutata in tutti i suoi aspetti!

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La precisazione del direttore del carcere Francesco D’Anselmo

In relazione al contenuto dell’’intervento del Coordinatore UILPA Sig. Mauro Barile, lo scrivente direttore dott. Francesco D’Anselmo fa presente che lo stesso opera in un altro Carcere e molto probabilmente non è a conoscenza della realtà della Casa di reclusione di Porto Azzurro “P.De Santis”. Si tratta di un attacco in verità più personale rivolto al sottoscritto che oggettivo. Spiace che il Sig. Barile abbia opinioni completamente diverse dal convincimento del territorio Elbano con cui il Carcere collabora e rende un servizio molto apprezzato (lavori di pubblica utilità a Porto Azzurro, Rio Elba e Portoferraio; apertura del panificio per vendita di pane ai celiaci ecc. ) e dove il principio della rieducazione previsto dall’articolo 27 della Costituzione ha un pieno diritto di cittadinanza . Tale orientamento è condiviso dalla Magistratura di Sorveglianza di Firenze e dai Garanti dei diritti dei detenuti regionale e locale. Forse, il Sig. Barile , auspica la chiusura del Carcere di Porto Azzurro o la sua trasformazione in un carcere senza speranza . Ma troverà nel sottoscritto uno strenuo baluardo ! Per inciso e fortunatamente i Poliziotti penitenziari intervenuti con la consueta professionalità , sono stati refertatati con una prognosi di pochi giorni . Pertanto, il Sig. Barile , prima di scrivere cose inesatte e incomplete, farebbe meglio ad informarsi meglio. 

Il Direttore Dott. Francesco D’Anselmo



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