Attualità Venerdì 04 Settembre 2026 ore 17:00
Carceri cardiosicure, l’Elba fa scuola

Al carcere di Porto Azzurro al via il progetto: agenti e detenuti formati su rianimazione e defibrillatore. Modello verso altre carceri italiane.
PORTO AZZURRO — Parte dall’Isola d’Elba un progetto senza precedenti nel sistema penitenziario italiano: nel carcere di Porto Azzurro prende il via “Carceri Cardiosicure”, iniziativa che forma agenti e detenuti alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’uso del defibrillatore. Un tassello del più ampio piano nazionale “Cardio Security”, nato per diffondere nella popolazione competenze decisive nei primi minuti di un arresto cardiaco.
I dati spiegano l’urgenza: in Italia si registrano circa 60mila morti l’anno per arresto cardiaco extraospedaliero, con una sopravvivenza ferma intorno al 6%. Intervenire entro cinque minuti può però cambiare radicalmente l’esito, aumentando le probabilità di sopravvivenza senza danni neurologici. Da qui la scelta di portare la formazione anche in contesti complessi come il carcere, dove i tempi di intervento sanitario possono essere più lunghi.
A guidare il progetto è il cardiologo massese Fabio Costantino, presidente di Cardiosecurity Italia, affiancato dalla direttrice del penitenziario Martina Carducci. L’iniziativa, promossa sotto l’egida del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia, non comporta costi per le casse pubbliche.
La formazione, offerta gratuitamente, si avvale del supporto operativo delle Misericordie di Portoferraio e Massa. Fondamentale anche il contributo di Panathlon Italia, che ha donato due defibrillatori, mentre altri due arriveranno grazie a Banca dell’Elba.
I primi a partecipare sono stati i venti detenuti della sezione Sembolello, impegnati nella colonia agricola di Pianosa in regime di semilibertà lavorativa. Un aspetto rilevante in un contesto insulare dove, soprattutto nei mesi invernali, l’assistenza sanitaria strutturata è limitata.
Formazione prioritaria anche per gli agenti del Servizio Navale, già dotati di defibrillatore a bordo della motovedetta. L’obiettivo è estendere progressivamente il progetto a tutto il personale e alla popolazione detenuta, con l’ambizione di replicare il modello in altri istituti italiani, tra cui San Vittore e Rebibbia.
Nel pomeriggio la presentazione ufficiale alle istituzioni e alle forze dell’ordine, con la partecipazione, tra gli altri, del presidente di Panathlon Italia Giorgio Costa e della presidente SIAARTI Elena Giovanna Bignami.
“Carceri Cardiosicure” punta così a trasformare anche gli ambienti più chiusi in luoghi di prevenzione attiva, dove la formazione può fare la differenza tra la vita e la morte.
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