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Attualità martedì 19 dicembre 2023 ore 15:05

​Meno rifiuti più recupero, nasce il gruppo tecnico

Nato dalla collaborazione tra Retiambiente, Zero Waste Italia ed Ersu, mira ad individuare soluzioni volte a ridurre i rifiuti urbani indifferenziati



MASSAROSA — Nasce il gruppo tecnico per diminuire i rifiuti indifferenziati e aumentare il recupero. Si chiama Gruppo tecnico di ricerca e sviluppo ed è nato dalla collaborazione tra l’associazione Zero Waste Italia, il gestore unico Retiambiente e la sua controllata società operativa locale Ersu, suscitata dai Comuni del territorio.

L'obiettivo, spiega Retiambiente  è quello di "Ricercare soluzioni tecniche innovative mirate a ridurre i rifiuti urbani indifferenziati, procurando, dal loro trattamento, il massimo recupero di materie da riciclare". 

Il primo incontro del Gruppo si è svolto al Comune di Massarosa nella serata del 18 Dicembre e ha visto riunirsi il gruppo degli esperti incaricati. Dopo un'attività di sei mesi, eventualmente prorogabili d’intesa tra le parti, il gruppo redigerà un report conclusivo che potrà illustrare le migliorie tecniche da introdurre nel ciclo produttivo dell’impianto Tmb di Massarosa.

Il Gruppo Tecnico di Ricerca e Sviluppo, al quale non spetteranno compensi per l’attività svolta, è composto da Paolo Ghezzi, coordinatore dei progetti industriali di Retiambiente SpA; Walter Bresciani Gatti, direttore generale di Ersu SpA; Raffaele Alessandri, direttore generale di Aamps SpA, Nadia Ramazzini, esperta di economia circolare della presidenza del Consiglio dei Ministri; Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italia; Enzo Favoino, coordinatore scientifico di Zero Waste Europe e il geologo Emanuele Anzilotti.

Nel rispetto degli obiettivi fissati dalle Direttive Comunitarie con specifico riguardo al contrasto del cambiamento climatico, della tutela delle risorse naturali e dell’ambiente, della gerarchia europea dei rifiuti di cui la raccolta differenziata ed il recupero di materia costituiscono un cardine irrinunciabile delle politiche di prevenzione, il gruppo tecnico formulerà proposte coerenti con tali indirizzi.

In esecuzione degli indirizzi da rispettare, la ricerca tenterà di individuare:

  • soluzioni tecniche innovative capaci di ridurre i residui indifferenziati;
  • massimizzazione del recupero di materie riciclabili e re-impiegabili da detti rifiuti, anche attraverso la modifica dei processi di trattamento meccanico e meccanico-biologico attualmente in uso presso il TMB di Massarosa;
  • tecniche, processi e protocolli innovativi e finalizzati all’obiettivo della massima riduzione dei rifiuti da trattare.

Il Gruppo Tecnico condurrà la propria attività in piena e totale autonomia e indipendenza, per un periodo di sei mesi dalla data del suo insediamento. Potrà avvalersi, ove richiesto, di supporti tecnici messi a disposizione da Retiambiente SpA, sia direttamente che indirettamente. Potrà inoltre confrontarsi, se richiesto, con soggetti terzi esperti e qualificati, anche individuati oltre il perimetro territoriale di riferimento.

Al termine dei sei mesi, eventualmente prorogabili d’intesa tra le parti, il Gruppo Tecnico redigerà un report conclusivo dei propri lavori, auspicabilmente indicando le migliorie tecniche da introdurre nel ciclo produttivo dell’impianto TMB di Massarosa e finalizzate agli obiettivi del presente accordo.

Hanno partecipato alla realizzazione dell’incontro avvenuto presso il Comune di Massarosa la sindaca Barsotti, il presidente del Consorzio Ambientale Versiliese Alberto Stefano Giovannetti, il Presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini, il coordinatore del comitato analogo di controllo di Retiambiente Marco Pinelli e il coordinatore di comitato ristretto di Ersu, Giulio Francesconi.

«Inauguriamo una collaborazione con l’associazione Zero Waste Italia, con cui ci confrontiamo permanentemente – ha dichiarato il presidente di Retiambiente, Daniele Fortini – In questo momento abbiamo ulteriormente ritenuto opportuno metterci a lavorare, ciascuno con le proprie competenze e sensibilità, per capire quanto sia possibile spingere avanti per il recupero di materia dai rifiuti indifferenziati. Il mantra della nostra organizzazione, su indicazione dei Sindaci e dei Comuni, è quello di spingere sulla raccolta differenziata, spesso col metodo del porta a porta, per poi avviare al riciclo quanti più rifiuti possibili. Abbiamo risultati eccellenti, grazie anche alla collaborazione dei cittadini, ma restano rifiuti indifferenziati da trattare. Questi vanno in impianti di trattamento meccanico biologici, cosiddetti “impianti a freddo”, che possono essere migliorati. Assieme all’associazione Zero Waste vogliamo verificare quali tecniche, quali processi, quali protocolli possono essere introdotti al fine di migliorare la capacità di togliere da quei rifiuti matrici ancora riciclabili. Il gruppo tecnico lavorerà in modo indipendente, con pieno supporto di Retiambiente e assieme proveremo a trovare soluzioni che possano facilitare la riduzione dei rifiuti da smaltire».

«Questa collaborazione rappresenta un fatto positivamente nuovo – ha sottolineato l’esponente di Zero Waste, Rossano Ercolini – La sfida è giocarla a favore di tutto l’Ato Costa, ma non solo. L’abbiamo costruita attraverso vari incontri e puntando a portare l’economia circolare anche all’interno del sacco grigio, con l’obiettivo di recuperare materiali. Dal rifiuto urbano residuo (RUR) si possono estrarre ancora risorse primarie. Un’impiantistica aggiornata e ammodernata in tal senso è in grado di porre all’avanguardia l’Ato Costa e la stessa Regione Toscana, alla quale chiediamo attenzione. La Regione attualmente col nuovo piano prevede che gli impianti di trattamento meccanico biologico vengano ridotti e ciò sarebbe in controtendenza allo sforzo che stiamo facendo. Tale sforzo è al servizio di tutti e servirà a verificare sulla base di numeri e non di ideologie, se la sfida può essere vinta, puntando a zero rifiuti».

Il gruppo di lavoro non ha mancato di ringraziare il Comune di Massarosa, così come i vertici di Ersu, presenti all’incontro, ampliando il progetto a tutti i Comuni dell’area versiliese.

«Un percorso che nasce nel 2014 – dichiara il vicesindaco e assessore alle società partecipate Damasco Rosi – quando, dopo un confronto tra Consorzio Ambiente Versilia e associazioni ambientaliste del territorio, presentammo osservazioni al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e Bonifica dei Siti Inquinati adottato, per richiedere l’inserimento della trasformazione dell’impianto di Pioppogatto in “Fabbrica dei Materiali” con lo scopo di recuperare matrici da destinare al recupero e ridurre così l’impatto sull’ambiente dei rifiuti indifferenziati. Il combinato disposto tra l’affidamento del servizio, nel 2021, al gestore unico Retiambiente, l’inserimento di tale trasformazione tra gli obiettivi del piano industriale della società e oggi l’istituzione di un tavolo di lavoro congiunto con Zero Waste Italia potrà dare concretezza alle nostre speranze e alle nostre previsioni».

«Sono contenta – dichiara la sindaca Simona Barsotti – che questa iniziativa muova i primi passi proprio dal nostro comune, territorio dove ha sede l’impianto di Pioppogatto, per il valore non soltanto simbolico della stessa ma anche perché la possibilità di una riconversione dello stabilimento porta sicuramente vantaggi diffusi e la nostra amministrazione, come già in passato, vuole essere promotrice e protagonista di questo cambiamento».

«Finalmente si concretizza un percorso che potrà costituire un'opportunità per Massarosa e per i suoi cittadini - commenta l'assessore all'ambiente Mario Navari - un ulteriore strumento di sviluppo e tutela ambientale. Si tratta di cambiamenti importanti che riguardano l'intera società e su cui siamo coinvolti in prima linea come territorio premiato anche dal risultato importante della raccolta differenziata che ci vede primi in Versilia».


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