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Cronaca giovedì 10 luglio 2014 ore 10:46

Parchi privi di Consiglio Direttivo, l'interrogazione di Ermete Realacci

Ermete Realacci

L'atto presentato il 24 giugno scorso



ROMA — Con un'interrogazione parlamentare con risposta scritta presentata alla Camera, l'onorevole Ermete Realacci torna sulla questione dei direttivi nei Parchi. Solo due enti parco in Italia in questo momento hanno il proprio consiglio direttivo, tutti gli altri  ne sono privi. Il problema era già stato segnalato più volte dal presidente di Federparchi e presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago toscano Giampiero Sammuri, solo ieri l'ultimo suo appello. Riportiamo integralmente l'atto parlamentare di Realacci del 24 giugno scorso.


"REALACCI. -Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:
come lamentano Federparchi e le più importanti associazione ambientaliste nazionali, i parchi nazionali del Paese, esempio migliore dell'Italia che tutela e valorizza l'ambiente, il territorio, il turismo e la green economy, rischiano la paralisi per il mancato rinnovo dei propri consigli direttivi negli enti di gestione e per tagli insostenibili ai loro bilanci;
i maggiori parchi sono quasi tutti privi dei propri consigli direttivi, in alcuni casi attesi da anni. Su 23 parchi nazionali esistenti in Italia, attualmente solo due (Dolomiti Bellunesi, Gran Paradiso) hanno un presidente ed un consiglio direttivo operativo. Ecco il quadro della situazione:
Parchi con presidenti in carica, ma privi di consigli direttivi:
Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: privo del consiglio direttivo dall'11 luglio 2012;
Parco nazionale dell'Alta Murgia: privo del consiglio direttivo dal 26 settembre 2010;
Parco nazionale dell'Appennino Lucano, Val d'Agri e Lagonegrese: consiglio direttivo mai nominato;
Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano: privo del consiglio direttivo dal 30 maggio 2012;
Parco nazionale dell'Arcipelago della Maddalena: privo del consiglio direttivo dal 27 dicembre 2012;
Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano: privo del consiglio direttivo dal 1o marzo 2012;
Parco nazionale dell'Asinara: privo del consiglio direttivo dal 17 dicembre 2008;
Parco nazionale Aspromonte: privo del consiglio direttivo dal 23 settembre 2012;
Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni: privo del consiglio direttivo dal 31 dicembre 2013;
Parco nazionale delle Cinque Terre: privo del consiglio direttivo dal 19 aprile 2010;
Parco nazionale del Circeo: privo del consiglio direttivo dal 7 agosto 2012;
Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna: privo del consiglio direttivo dal 31 dicembre 2013;
Parco nazionale del Gargano: privo del consiglio direttivo dal 27 giugno 2008;
Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: privo del consiglio direttivo dal 22 gennaio 2007;
Parco nazionale della Majella: privo del consiglio direttivo dal 20 settembre 2007;
Parco nazionale dei Monti Sibillini: privo del consiglio direttivo dal 27 dicembre 2012;
Parco nazionale del Pollino: privo del consiglio direttivo dal 31 dicembre 2013;
Parco nazionale dello Stelvio: privo del Consiglio direttivo dal 26 dicembre 2010;
Parco nazionale della Val Grande: consiglio direttivo in parte nominato nel 2012, ma non insediato;
Parco nazionale del Vesuvio: privo del consiglio direttivo dal 31 dicembre 2013.
accanto ai Parchi privi di «governo» si aggiunge la difficile situazione economica, nonostante qualche recente tentativo da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare di garantire finanziamenti adeguati al sistema nazionale delle aree naturali, da quest'anno si deve così registrare la ripresa dei tagli lineari che finiscono per rendere ancora più problematica la gestione dei parchi nazionali e la loro reale capacità di intervento sul territorio, rendendo de facto inefficace la loro esistenza;
dall'inizio del 2014 di almeno tre tagli ai finanziamenti previsti dallo Stato sia per le aree naturali protette a terra che per quelle a mare. A quanto risulta il capitolo di bilancio «gestione interventi Parchi nazionali» ha registrato un taglio di circa 865.000,00 euro, passando dagli originari 5.800.000 circa di inizio anno agli attuali 4.960.000,00 circa (un taglio del 15 per cento). Ancora peggio il capitolo di bilancio «gestione interventi Aree marine protette» che ha registrato un taglio di oltre 1.200.000,00 euro, passando dagli originari poco più di 5.000.000,00 di inizio anno agli attuali 3.790.000,00 euro circa (taglio di circa il 24 per cento) -:
quali iniziative urgenti intenda mettere in campo il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per sbloccare la governance dei parchi italiani nominando i soggetti di competenza e se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, non ritenga utile provvedere ad un nuovo riparto di fondi a favore dei parchi nazionali al fine di scongiurarne il dissesto finanziario;
se il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare non ritenga opportuno, in caso di eventuale riduzione dei fondi, garantire autonomia degli enti parco nella ripartizione della stessa".



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