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Attualità Venerdì 31 Luglio 2026 ore 11:31

Fornacelle, "progetto pilota per la costa riese"

Spiaggia dei Topinetti, Rio

Legambiente Arcipelago Toscano commenta la proposta dell'assessore regionale Boni di aprire un tavolo per la viabilità della spiaggia e rilancia



RIO — "E’ certamente positiva la notizia che l'assessore regionale alle infrastrutture e ai trasporti, Filippo Boni, abbia inviato una lettera ufficiale al sindaco di Reio, Marco Corsini, per attivare un tavolo di confronto tecnico e istituzionale per la viabilità di accesso alla spiaggia delle Fornacelle che speriamo davvero coinvolga tutti gli enti interessati, a cominciare dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano".

Si apre così una nota di Legambiente Arcipelago Toscano dopo la proposta dell'assessore regionale Filippo Boni di aprire un tavolo di confronto istituzionale per trovare una soluzione alla strada delle Fornacelle, interrotta nel tratto finale e inaccessibile ai mezzi.

"Ma questo tavolo rischia di nascere zoppo perché non affronterebbe, come chiedevano Legambiente e Italia Nostra e alcune forze politiche, la situazione generale della costa riese che vede inaccessibile a da terra una spiaggia come quella del Direttore, poco lontana dalle Fornacelle; - prosegue Legambiente - problemi di dissesto idrogeologico lungo la fascia costiera e sotto la strada provinciale ai Topinetti e l’erosione delle spiagge del Cavo, con fenomeni che stanno assumendo particolare gravità al Frugoso, dove Regione Toscana e Comune di Rio sembrano rimpallarsi le responsabilità".

"Dopo i devastanti eventi atmosferici del 2025, la situazione si è aggravata anche nelle spiagge di Nisporto e Nisportino e in quella di Bagnaia al confine con il comune di Portoferraio. - continua Legambiente - La situazione della spiaggia del Frugoso ci pare emblematica ed è stata oggetto di ripetute segnalazioni sia da parte di Legambiente che di privati che hanno ricevuto solo evasive risposte burocratiche. A maggio di quest’anno si è proceduto nuovamente allo spianamento della spiaggia con mezzi meccanici sia nel 70% di spiaggia libera, sia nell’area occupata da uno stabilimento balneare. Si è così perseverato nella ripetizione di interventi sbagliati, spostando e ammucchiando Posidonia oceanica spiaggiata mista a materiale grossolano verso il lato ovest della spiaggia, abbassando così ulteriormente il livello della spiaggia ed aggravando il problema dell’erosione".

"Eppure, - prosegue Legambiente - il terreno a monte è classificato nel Regolamento Urbanistico di Rio come in "Grave dissesto idrogeologico” e mostra da tempo segni di cedimento, così come i muri di contenimento sulla spiaggia che , costruiti nei primi anni '60 (che fino a 4 – 5 anni fa erano stabili) e che ora mostrano segnali di ulteriore cedimento, nonostante il recente intervento di privati per ricostruire un tratto di muro e scalini di accesso, anche perché il piede del declivio si è abbassato di circa 40 cm.
In estate si cerca di ovviare al problema arretrando la linea degli ombrelloni nello stabilimento balneare per mantenere la distanza dalla battigia e spostando materiale verso il mare; in inverno, con le mareggiate il mare batte direttamente contro i muri e a volte li supera erodendo il terreno sovrastante e la spiaggia.
Le situazioni del Frugoso, delle Fornacelle, del Direttore, dei Topinetti di Nisporto, Nisportino e Bagnaia evidenziano uno stato di crisi ambientale e climatica, gestionale ed idrogeologica che è comune anche ad altre spiagge del Riese".

"Chiediamo quindi che quel tavolo inter-istituzionale proposto dalla Regione Toscana non si limiti all’accessibilità della spiaggia delle Fornacelle ma che riguardi l’intera costa riese, il diritto ad accedere e fare il bagno in sicurezza a spiagge chiuse da privati e dimenticate dagli Enti Pubblici e il ripristino ambientale di zone comprese spesso nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Va anche rilevato che purtroppo situazioni di questo tipo non si limitano alle spiagge del versante nordorientale ma sono diffuse lungo le coste di tutta l'isola. Chiediamo quindi che il tavolo interistituzionale diventi un’esperienza pilota da estendere anche agli altri Comuni e che divenga lo strumento permanente in grado di predisporre un protocollo di intervento coordinato fra Regione e Enti locali tale da garantire risposte celeri e efficienti a situazioni di crisi quali quelle che lo scorso anno si sono manifestate in tutto il territorio elbano senza per ora trovare soluzioni adeguate.
Un tavolo istituzionale che sia finalmente capace di interloquire con cittadini, associazioni e forze politiche e sociali che vogliono che le spiagge siano pubbliche e gestite secondo natura", conclude Legambiente.       


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