Cronaca Venerdì 31 Luglio 2026 ore 18:51
Addio a don Mazzi, il suo segno anche all'Elba

Fondatore di Exodus ha salvato migliaia di giovani da tossicodipendenti e disagio sociale. Il suo legame con l'isola, dove è presente la Fondazione
MILANO — Si spento all'età di 96 anni don Antonio Mazzi, educatore e attivista, impegnato in attività per il recupero di tossicodipendenti e di giovani segnati da disagio sociale e fondatore della Fondazione Exodus.
A dare l'annuncio della sua scomparsa è stata la stessa Fondazione attraverso una nota. "La Fondazione Exodus annuncia con profondo dolore la scomparsa del suo fondatore e Presidente, don Antonio Mazzi, avvenuta venerdì 31 luglio 2026 alle ore 17:00 a Milano all'età di 96 anni. - si legge nella nota - Circondato fino all’ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori, Don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant'anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus. Trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità. Tutta la comunità di Exodus si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l'intera vita all'accoglienza e all'educazione".
"Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario. - dichiara Franco Taverna, Vicepresidente Fondazione Exodus Don Antonio Mazzi Ets. - Un “prete matto, borderline” come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi che ha incontrato nella sua vita. Don Antonio amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i ‘suoi ragazzi difficili' a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione con quella stessa passione, determinazione e quella sana follia che lui ci ha trasmesso fino all'ultimo giorno".
"Il suo approccio metodologico incentrato sull’educazione, unito a una straordinaria visione d'insieme, ha permesso di riscrivere le linee guida dell'intervento pedagogico in Italia” – continua Taverna - La Fondazione, nel confermare la piena continuità di tutte le attività operative e progettuali in corso, si impegna a preservare e valorizzare il suo vasto patrimonio scientifico, educativo e morale".
Ordinato sacerdote nel 1956, sin da subito si è avvicinato alle fragilità, prima nell'assistenza e nella formazione dei giovani, poi dagli anni Ottanta proprio con la Fondazione Exodus e la Comunità Exodus, pensate per il recupero di ragazzi tossicodipendenti.
Il suo legame con la Toscana è sempre stato molto forte e, soprattutto con l'Elba ha avuto un legame molto speciale tanto che a Portoferraio è presente la sede di Exodus "La Mammoletta", volta al recupero di giovani segnati da fragilità.
Nata da una prima esperienza a Lacona, la Fondazione Exodus Elba è attiva dagli anni Novanta a Portoferraio in un terreno ed un immobile messi a disposizione dal Comune. Le attività svolte hanno consentito l'apertura del progetto "Campus Giovani". Le attività sul mare con l'imbarcaziome "Bamboo" sono continuate in collaborazione con il Centro Giovani di Portoferraio: sono state effettuate crociere con gli studenti di una scuola di Torino, altrettante esperienze di navigazione con il progetto "Ragazzi insieme" della Regione Toscana e con una associazione di biologi marini "Idea Calypso" di Pisa.
Nel 2011 in collaborazione con il cantiere navale Esaom Cesa a Portoferraio è stato attivato un laboratorio di restauro di imbarcazioni di legno e con la Confindustria, sede di Piombino e Isola d'Elba, un corso per il conseguimento della patente nautica rivolto ai giovani della scuola.
Tanti i progetti portati avanti negli anni da Exodus Elba che hanno coinvolto anche gli studenti dell'isola.
La morte di don Mazzi ha destato cordoglio anche sull'isola.
"Il sindaco di Portoferraio, Tiziano Nocentini, a nome personale e di tutta l’Amministrazione Comunale, esprime profondo cordoglio per la scomparsa di don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, ricordando il suo forte legame con la comunità elbana e l'esempio di umanità donato ai giovani. - si legge in una nota diffusa dall'amministrazione comunale di Portoferraio - Il legame con l'isola d'Elba della comunità della Mammoletta, struttura locale di Portoferraio, voluta da don Mazzi per accogliere e formare le nuove generazioni, sono la dimostrazione di un impegno concreto attraverso il quale negli anni il sacerdote ha saputo lasciare un ricordo indelebile sul territorio, operando sempre in prima linea per il bene dei ragazzi".
"L'amministrazione comunale di Portoferraio si stringe attorno anche alla Fondazione Exodus che attraverso Marta e Stani ha raccolto l'eredità spirituale ed educativa di Don Antonio, con un pensiero speciale rivolto a tutti i collaboratori che continueranno a portare avanti la missione della comunità elbana", si conclude la nota.
Il funerale di don Mazzi si svolgerà nella Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, mentre la camera ardente sarà allestita e aperta a tutti nella storica sede di Exodus a Cascina Molino Torrette, nel Parco Lambro a Milano. "Non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo" hanno spiegato dalla Fondazione.
"Con la perdita di don Antonio Mazzi se ne va un punto di riferimento straordinario, un uomo di fede e di azione che ha dedicato l'intera vita agli ultimi, ai giovani fragili e a chi rischiava di rimanere ai margini della società - ha commentato Stefania Saccardi, presidente del Consiglio regionale della Toscana - è stato un prete di strada appassionato e controcorrente, capace di parlare al cuore dei ragazzi con un linguaggio schietto, autentico e privo di retorica. Con la nascita di Exodus ha trasformato l'approccio alla lotta alle dipendenze e al disagio giovanile, dimostrando nei fatti che nessun ragazzo è mai perduto se trova una mano tesa e una comunità disposta a credere in lui. A nome mio personale e dell'intero Consiglio regionale della Toscana rivolgo le più sentite condoglianze alla Fondazione Exodus, a tutti gli educatori, ai volontari e ai tanti ragazzi che in lui hanno trovato un padre e una guida".
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