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Cultura sabato 27 dicembre 2014 ore 19:25

Niente zecca e Zecchini (un po') gongola

Con una lettera dal tono ironico Michelangelo Zecchini rivendica la propria tesi di un Ipogeo a funzione tombale, idea confermata dalla Soprintendenza



MARCIANA — Un enorme e, pare, giustificato "Ve l'avevo detto". Questo il senso del commento di Michelangelo Zecchini ora che la Soprintendenza di Pisa avalla la sua teoria che l'ipogeo di Marciana altro non fosse che una monumentale tomba e non, come sostenuto a vicende alterne, una zecca degli Appiani o un cantiere navale.

"Dunque non è una zecca, né una neviera, né una cisterna, né una cantina, né un mistero. È semplicemente uno straordinario ipogeo etrusco ad uso funerario che farà riscrivere la storia dell’Elba preromana e delle sue relazioni con il mondo mediterraneo. 

Essere facili profeti non sempre è gratificante. Ora che con rigore critico e metodologico la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Artistici di Pisa e Livorno ha affondato le velleità di certuni dimostrando che lì, alla periferia di Marciana, il composito vano sotterraneo non era stato scavato per coniare monete, né per produrre ghiaccioli, né per conservare liquidi o solidi di qualsivoglia genere, in verità devo confessare che: 

- mi dispiace per la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Firenze (responsabile del procedimento: dott.ssa Lorella Alderighi), che ha avanzato come preferenziali le ipotesi di neviera e di cisterna, non meno fuorvianti dell’ ipotesi zecca, sùbito smontate da specialisti del settore; 

- sono affranto per i due consulenti del Comune di Marciana, architetti Silvestre Ferruzzi e Luciano Giannoni, i quali, sordi a ogni suggerimento, hanno perseverato nell’inutile tentativo di dimostrare che l’ipogeo fu scavato dagli Appiani nel XVI secolo per battervi moneta; 

- sono afflitto per il Consiglio comunale di Marciana, che si è schierato in blocco con i suddetti consulenti e ha perfino deliberato su materie archeologiche come se avesse le conoscenze di un dipartimento universitario di scienze dell’antichità; 

- sono dolente per l’elzevirista sopraffino che, con delicate argomentazioni del tipo ‘due coglioni’, ha portato un contributo di prim’ordine alla discussione; 

- sono sconsolato per il professore chiarissimo, il quale ha tifato pro ‘zecca’ mediante magniloquenti discettazioni: se non è stato appagato non disperi, certamente avrà più successo nella sua annunciata verifica sulla forma dell’obelisco; 

- infine sono triste per quegli archeologi che, pronti in altre occasioni a magnificare le loro ricerche isolane, in questo caso hanno preferito tenersi comodamente lontani dal dibattito, come se la cosa non li riguardasse e non riguardasse la storia dell’Elba".


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