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Attualità martedì 29 dicembre 2015 ore 09:27

Porto, non c'era corruzione per il sindaco

Rese note le motivazioni della sentenza che ha prosciolto dall'accusa di corruzione il sindaco Ciumei, resta l'abuso d'ufficio e la turbativa d'asta



MARCIANA MARINA — Nessuna corruzione ma l'affitto di un appartamento. E' questo il punto centrale che ha scagionato il sindaco Andrea Ciumei e i coimputati nell'inchiesta sul porto di Marciana Marina dall'accusa più grave: quella di corruzione.

Nei giorni scorsi sono state rese note le motivazioni della sentenza del giudice dell’udienza preliminare Antonio Pirato, emessa lo scorso marzo, che ha alleviato e di molto il carico di accuse pendenti sul sindaco Andrea Ciumei, gli avvocati Luciano Gallo e Pasquale Cristiano (questi ultimi prosciolti anche per i reati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio) e l’ex assessore alla portualità, Guido Citti. 

L'inchiesta, condotta dall’allora sostituto procuratore del Tribunale di Livorno Luca Masini sull'affidamento di alcuni incarichi relativi alla gestione del porto di Marciana Marina, risale al 2010 quando, fu indetta una gara per la gestione del porto marinese, vinta poi dall'Ati composta da Circolo della Vela, Società gestione eventi e dalla Portofino srl. Fu solo nel 2012 che, dopo la rescissione del contratto, si attivò la procura della repubblica che arrivò a formulare le imputazioni per otto soggetti, tra cui il nome eccellente del primo cittadino.

L’imputazione più grave, era quella di concorso nel reato di corruzione per quattro degli imputati, gli amministratori Ciumei e Citti con gli avvocati Gallo e Cristiano. L'impianto accusatorio verteva sulla consegna al sindaco da parte di Citti di alcune somme di denaro ricevute dai due legali, in cambio dell’affidamento al loro studio di incarichi di consulenza che poi dovevano essere retribuiti dal Comune.

Tale ipotesi è stata quindi smontata con la sentenza di non luogo a procedere emessa dal Gup, motivando il passaggio di denaro come parte del saldo delle spese di affitto di un immobile situato nel comune di Marciana Marina e di proprietà di Citti. L’appartamento era stato regolarmente affittato dall’assessore ai due professionisti. Quindi, Citti si era limitato a percepire quanto di sua spettanza per i canoni di locazione dovuti dagli avvocati. 

Il sindaco, secondo il Gup, si è limitato ad affidare gli incarichi agli avvocati in ragione delle loro esperienze professionali. Per quanto riguarda invece l’avvocato Gallo, "Il contributo tecnico offerto dall’avvocato Gallo – si legge nella sentenza del Gup – si è limitato nel redigere il bando di gara sulla base delle direttive impartite dall’amministrazione comunale".

L’avvocato Cristiano, invece, "risulta aver partecipato solo alla commissione di prequalifica incaricata di verificare l’ammissibilità formale delle domande di partecipazione al bando di gara". Da qui il non luogo a procedere e anche l’esclusione di un qualsiasi accordo con Giulio Schenone in rappresentanza dall’associazione temporanea di imprese che si era aggiudicata il bando. 

Rimangono tuttavia pendenti, e saranno al centro della prossima udienza del 18 maggio prossimo, le accuse di abuso d’ufficio e turbativa d’asta, per i quali è stato disposto invece il rinvio a giudizio per il sindaco Andrea Ciumei, il vice presidente e consigliere del Circolo della Vela, Stefano Ciumei, Giulio Schenone e Gianfranco Linari della Portofino Srl, e l’architetto Bruno Grasso.



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