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Cultura mercoledì 10 febbraio 2021 ore 13:00

Mauro Corona vince il premio "La Tore" 2021

Mauro Corona

Al "poeta del legno", scultore, scalatore e scrittore va il premio giunto alla sua 17esima edizione. Premiato per la sua arte e la sua creatività



MARCIANA MARINA — Nel solco della sua ormai consolidata fama di premio ‘sui generis’, che mira alla valorizzazione delle figure pubbliche che hanno maggiormente inciso nel panorama culturale e sociale italiano e che attraverso la propria attività hanno dimostrato ‘ingegno ed eccellenza’, sempre con eclettismo e poliedricità, il Comitato promotore e quello d’Onore del Premio Letterario la Tore Isola d’Elba nominano Mauro Corona vincitore della edizione 2021 del riconoscimento. 

La serata della premiazione sarà in Piazza della Chiesa, a Marciana Marina e sarà condotta da Lucia Soppelsa. Non mancherà il consueto omaggio del dottor Marcello Bruschetti, presidente di Enoglam Evo.

I  curatori del Premio ripercorrono la vita di Mauro Corona da bambino cresce a Piné, poi cresciuto ad Erto, loro paese d'origine, in piena Valle del Vajont dove Mauro apprende da nonno Felice l'arte di intagliare il legno, crescendo completamente immerso nella natura. E' suo padre a trasmettergli l'amore per la montagna e poi per l'alpinismo, portandolo con sé nelle battute di caccia ai camosci sulle alte vette che circondano Erto. Nel 1963, all'età di tredici anni, il futuro alpinista compie già la sua prima impresa, scalando il Monte Duranno. Cinque anni dopo, nel 1968,diciottenne, apre il primo tragitto sulla cosiddetta Palazza. 

Come spiegano dal Comitato del Premio, il mosaico riguardante la personalità del giovane Mauro Corona non è ancora completo. Mancano le letture, i libri, la scrittura. Questa eredità la deve alla madre la quale, abbandonata la famiglia dopo la nascita del terzo figlio, lascia in casa un'ottima collezione di libri, da Tolstoj a Cervantes. Il futuro scrittore colma il vuoto lasciato dalla madre con la letteratura. Intanto però, dopo aver frequentato la scuola elementare di Erto e le medie a Longarone, il 9 ottobre del 1963 la diga del Vajont crolla e la cittadina di Corona, come molte altre, scompare letteralmente.

Il giovane Mauro, scampato alla valanga, si trasferisce al Collegio Don Bosco di Pordenone e poi per due anni frequenta l'Istituto per Geometri Marinoni di Udine. Nel frattempo, nel 1968 perde il fratello. Per il giovane Mauro è un duro colpo e, dopo essersi ritirato dalla scuola, trova un lavoro nella cava di marmo del monte Buscada, come spaccapietre.

Successivamente, con l'automatizzarsi del lavoro, Corona lascia la cava e si trova a fare lo scalpellino riquadratore, nel suo studio di Erto, vicino alla casa dei genitori. Nel 1975  Renato Gaiotti, uomo d'affari di Sacile, intravede dalla finestra alcune delle opere dello scultore e le compra tutte. Con i soldi ricavati dalla vendita poi, acquista l'attrezzatura idonea per lavorare meglio e per fare dell'intaglio ligneo il suo vero lavoro. 

Segue, anche se a fasi alterne e per circa dieci anni, il maestro Augusto Murer, grande artista, pittore oltre che scultore, con cui stringe anche un sincero rapporto di amicizia. E, sempre in quell'importantissimo 1975, a Longarone, Mauro Corona organizza la sua prima mostra. Gli anni '70 segnano l'esplosione di tutte le sue passioni. Nel 1977 infatti, lo scultore diventa anche scalatore. Attrezza le falesie del Vajont, che si affacciano sulla zona disastrata, e comincia la sua carriera nell'arrampicata. Nel Friuli, ogni andito di montagna, porta la sua firma. Si avventura anche in Europa, sino in Groenlandia, per arrivare poi in California, sulle leggendarie pareti della Yosemite Valley. Intanto, un amico giornalista comincia a pubblicare sul ‘Gazzettino’ alcuni suoi racconti. 

Per tutti gli anni '80 alterna l'alpinismo alla sua vita di scultore, continuando sempre a scrivere storie. Sceglie personalmente il legno da scolpire trovandolo nei boschi della sua terra e la natura, il rapporto con essa, è sempre al centro delle sue opere, sia scultoree che letterarie. 

Come arrampicatore, Mauro Corona apre nel corso della sua carriera qualcosa come trecento nuovi itinerari di roccia sulle Dolomiti d'Oltre-Piave, oltre a molti altri sparsi per l'Europa. Nel corso della sua lunga carriera scrive ben dieci raccolte di racconti, dieci romanzi uno dei quali vincerà nel 2011 il Premio Bancarella, quattro fiabe per l’infanzia, sette manuali di vario tipo dedicati per lo più alla montagna e una raccolta di poesie.

Il Premio La Tore  2021 è stato commissionato dal Comitato promotore al pittore elbano di adozione Luciano Regoli che sta realizzando un quadro dedicato allo scrittore e scultore friulano.

Il Premio è promosso da Franco e Lucia Semeraro e dall’Hotel Gabbiano Azzurro, nonché patrocinato dal Comune di Marciana Marina con la partecipazione della Pro-Loco marinese e vede anche quest’anno la sponsorizzazione di Acqua dell’Elba che acquisterà il quadro-premio di Regoli. 

In fondo all'articolo due video di Mauro Corona.

Vajont, il racconto dello scrittore Mauro Corona RAINEWS24 6 10 13 PART2
I luoghi del Parco Dolomiti Friulane raccontati da Mauro Corona.
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