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Attualità Mercoledì 09 Settembre 2026 ore 09:00
Quel viale intitolato a una regina

A Marciana Marina esiste Viale Regina Margherita. Un nome che torna attuale mentre Torino dedica una mostra alla prima regina d'Italia
MARCIANA MARINA — C'è un angolo di Marciana Marina che i suoi abitanti attraversano ogni giorno senza forse pensarci troppo: Viale Regina Margherita, la passeggiata a mare che porta fino alla cosiddetta Piazzetta degli Artisti, luogo di incontri culturali, letture, presentazioni di libri, serate d'estate. Un nome che non è casuale, ma parte di quella stagione - fine Ottocento, primi del Novecento - in cui l'Italia appena unita cercava simboli condivisi, e la prima regina del Regno diventava, quasi ovunque nella penisola, un nome da dare a strade, piazze, dolci, persino a fiori.
Margherita di Savoia nacque a Torino il 20 novembre 1851, figlia di Ferdinando di Savoia duca di Genova. Sposò nel 1868 il cugino Umberto, futuro re, e nel 1878, alla morte di Vittorio Emanuele II, divenne la prima regina d'Italia. Fu una sovrana che seppe costruirsi, con cura quasi moderna, un'immagine pubblica: viaggiò per il Paese insieme al marito proprio negli anni in cui l'unità nazionale era ancora un'idea fragile, da rendere visibile e riconoscibile. Amava le arti, la montagna, la scrittura; la sua popolarità fu tale che ancora oggi, a più di un secolo di distanza, il suo nome compare su targhe stradali, ville, persino su una pizza - la Margherita, appunto, nata secondo la tradizione proprio in suo onore.
Quella stessa ondata di dediche toccò anche l'Elba, e Marciana Marina non fa eccezione. Il viale a lei intitolato costeggia il porticciolo e conduce alla piazzetta che oggi porta il nome, meno formale ma più vivo, di "Piazzetta degli Artisti": qui, negli anni, si sono tenuti cicli di incontri come "LIBERAmenteARTE", dedicati proprio alla storia della pittura sull'isola, con la collaborazione della Soprintendenza di Pisa e Livorno e di Italia Nostra Arcipelago Toscano. Un luogo che, senza clamore, tiene insieme due epoche: quella della monarchia sabauda che unificò il Paese e quella, più intima, degli artisti che scelsero l'Elba come patria d'elezione
Oggi il cerchio si chiude, almeno idealmente, a Torino. Ai Musei Reali, nello Spazio Scoperte della Biblioteca Reale e nel Medagliere, è aperta fino al 6 gennaio 2027 una mostra che ripercorre la figura di Margherita di Savoia nel centenario della sua morte, attraverso documenti, oggetti personali, testimonianze della costruzione della sua immagine regale. È la città che l'ha vista nascere a raccontarla nel modo più istituzionale e completo; è un piccolo paese di mare, distante centinaia di chilometri, a custodirne il nome nella toponomastica quotidiana, tra un bar e una libreria, senza che quasi nessuno se ne accorga.
Non è un legame di eventi - Margherita di Savoia non risulta, per quanto documentato, aver mai soggiornato all'Elba, a differenza di altre località come Bordighera, Gressoney o Monza, dove trascorse periodi lunghi e importanti. È un legame più sottile e per questo, forse, più interessante: quello della memoria diffusa, del modo in cui un'epoca politica lascia tracce minime ma permanenti anche nei luoghi più periferici rispetto ai centri del potere. Ogni viale, ogni piazza intitolata a un sovrano di fine Ottocento racconta qualcosa del bisogno, allora fortissimo, di rendere tangibile e vicina un'istituzione - la monarchia, la nazione - ancora giovane e in cerca di radici popolari.
Vale la pena, oggi, fermarsi un momento in quella piazzetta a Marciana Marina e pensare che lo stesso nome, nello stesso periodo storico, veniva scolpito su una targa a Torino, su un'altra a Bordighera, su un'altra ancora a Gressoney-Saint-Jean, dove la regina fece costruire Castel Savoia, il suo rifugio di montagna. Nomi diversi per la stessa persona, luoghi lontanissimi tra loro, uniti da un filo che la mostra torinese oggi riporta alla luce - e che l'Elba, a modo suo, discreto e quotidiano, non ha mai smesso di custodire.
Letizia Cini
© Riproduzione riservata
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