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martedì 18 settembre 2018

Attualità venerdì 15 giugno 2018 ore 13:34

Nuove accuse per il viceprefetto Daveti

Il carcere livornese delle Sughere

Notificata in carcere una nuova ordinanza di custodia cautelare, coinvolte altre tre persone. Si parla di un ingentissimo contrabbando di sigarette



LIVORNO — Nella mattinata odierna, militari della Guardia di Finanza di Livorno e Portoferraio hanno dato esecuzione, su ordine del Procuratore Capo della Repubblica di Livorno, dottor Ettore Squillace Greco, ad un’ordinanza - emessa dal G.I.P. del locale Tribunale, Dott. Marco Sacquegna - di applicazione della misura cautelare personale della custodia in carcere nei confronti di quattro persone.

L’attività odierna deriva da sviluppi investigativi rientranti nell’operazione denominata “Vicerè”, resa nota agli organi di informazione lo scorso 31 maggio in concomitanza con l’esecuzione di 9 provvedimenti cautelari personali, diretti, tra l’altro nei confronti dei capi, gli organizzatori ed i coordinatori di un pericoloso gruppo criminale, costituitosi a Livorno al fine di commettere frodi fiscali:

  • - l’ex-Viceprefetto Giovanni Daveti, 66 anni, sospeso cautelarmente dal servizio a seguito di provvedimento assunto, in concomitanza con l’arresto, dal Prefetto di Livorno e, allo stato, cessato dal servizio per raggiunti limiti d’età,
  • - B.G., 61 anni, soggetto già coinvolto in molteplici indagini delle Forze di polizia, più volte arrestato anche per associazione a delinquere di stampo mafioso (ex art. 416 bis c.p.), affiliato ad una delle più note cosche di ‘ndrangheta operanti nel territorio piemontese e fratello del mandante dell’omicidio del Procuratore di Torino Bruno Caccia.
  • Proprio nei giorni immediatamente antecedenti all’esecuzione degli arresti, gli investigatori della Compagnia di Portoferraio e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Livorno avevano, infatti, accertato il diretto coinvolgimento degli indagati nel traffico di un ingentissimo carico di tabacchi lavorati esteri, pari a 9 tonnellate di sigarette, per valore complessivo di 1,5 milioni di euro, che si accingevano a far entrare di contrabbando nascosto all’interno di un container diretto in Italia giunto, via mare, nel porto di Livorno.

Il contenitore – proveniente dal porto africano di Bissau (Guinea Bissau), con scalo a Tangeri (Marocco) eche figurava trasportare tavoli e sedie di legno – era stato, dunque, intercettato dai militari della Guardia di Finanza.

Le risultanze investigative acquisite contestualmente al sequestro del carico di sigarette, hanno aggravato la posizione di quattro dei soggetti ora indagati anche per il delitto di cui agli artt. 291 bis, 291 ter e 293 del D.P.R. 43/1973.

Gli elementi di prova raccolti dai Finanzieri, debitamente prospettati al Procuratore Capo di Livorno, hanno originato una nuova richiesta di emissione di provvedimenti cautelari personali in ragione delle ulteriori gravi responsabilità penali contestate a n. 4 dei soggetti coinvolti nel contrabbando di T.L.E.

Accogliendo tale proposta, il GIP del Tribunale di Livorno ha, quindi, emesso una nuova ordinanza di custodia cautelare, disponendo la restrizione in carcere nei confronti di 4 soggetti, di cui due già in stato di detenzione in carcere, a Livorno e a Torino (i già citati D.G. e B.G.) e altre due, sinora ristretti agli arresti domiciliari, ora sottoposti a custodia presso la Case Circondariali di Livorno e di Ravenna (F.G., 41 anni residente in Livorno e A.D., 53 anni di Faenza).

Anche i nuovi sviluppi dell’operazione di servizio testimoniano l’incisività dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza nell’intero territorio livornese tesa a reprimere, in maniera trasversale, i contesti criminali di maggiore gravità, d’intesa con il Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Livorno e in aderenza alle direttive del Comando Regionale Toscana della Guardia di Finanza. 



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