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Attualità lunedì 17 novembre 2014 ore 10:00

Legambiente contro il nuovo porto

L'associazione ambientalista si schiera dalla parte dei critici verso il progetto del porto realizzato dalla giunta Ciumei e in via di approvazione



MARCIANA MARINA — Legambiente contro il nuovo porto di Marciana Marina, definito "Ammazza paesaggio". Un progetto fortemente voluto dal sindaco Andrea Ciumei e che sta incontrando più di qualche resistenza da parte dei comitati cittadini.

"Queste sono le osservazioni - fanno sapere da Legambiente - che presentammo l'8 febbraio 2013. Sono ancora in gran parte valide dato che le modifiche apportate nel tempo al progetto che abbiamo visto sono state minime".

"Secondo quanto scritto dalla Direzione Generale delle Politiche Territoriali ed Ambientali della Regione Toscana "Il dimensionamento del nuovo assetto portuale è individuato, per quanto riguarda la capacità ricettiva massima, in 587 posti barca, comprensivi dei posti eventualmente previsti per la flotta peschereccia locale e quelli riservati alle imbarcazioni in transito e l'incremento previsto è di 81 posti barca rispetto ai 526 ormeggi attuali e di 275 posti barca rispetto ai 312 rilevati nel Piano conoscitivo del Mastrerplan" (2005).

In realtà già attualmente i posti barca in piena stagione turistica sono (o forse è meglio dire erano) molti di più e il Piano del Porto è ritenuto anche da Legambiente necessario per mettere fine ad un caos gestionale e normativo che ha caratterizzato il Porto di Marciana Marina. Però la soluzione proposta "sana" una situazione sfuggita da tempo politicamente di mano e che ha reso nei fatti obsoleta la previsione di un approdo turistico da 350 posti barca previsto dal vecchio Piano dei porti e degli approdi turistici della Regione Toscana.
Non aver affrontato per tempo questa situazione, caratterizzata, soprattutto negli ultimi anni da una diffusa opacità, ha portato alla presentazione di un progetto che tutto può essere definito meno che un porto "verde" e leggero, ma che si caratterizza per un'evidente congestione dell'area portuale e che fa temere uno snaturamento ed una privatizzazione di un bene comune della comunità locale. L'impressione che si trae da quanto proposto è quella di essere non davanti ad un "Porto al servizio del Paese" ma ad un "Paese al sevizio del Porto". L'intesa preliminare sull'accordo di Pianificazione per la Variante al Piano Strutturale per la riqualificazione del Porto Turistico del Comune di Marciana Marina si inserisce in un quadro urbanistico che è eufemistico definire confuso e il rischio di una "sanatoria" di procedimenti che appaiono in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti appare evidente.

Escavi e strutture portuali
L'ipotesi proposta aggraverà la veloce erosione in corso acuendo i macroscopici effetti "mulinello" e "sedimentazione/accumulo" presenti e sempre più visibili al Molo del Pesce ed al Molo a massi sciolti. E' abbastanza strano che i lavori di escavo previsti lungo Viale Regina Margherita non tengano conto di questa dinamica che ha avuto un pesante effetto "abrasivo" e di ricoprimento ed intorbidimento sulla flora e la fauna pre-esistenti, cosa tra l'altro fatta rilevare dalla documentazione prodotta dagli uffici Regionali che chiedono approfondimenti dei quali non c'è traccia. Inoltre gli escavi previsti per la profondità di circa un metro lungo viale Margherita non sembrano tener conto della presenza di un costante flusso di acqua dolce nell'area portuale, frutto della natura alluvionale della piana sulla quale sorge Marciana Marina, evidenziata dalla presenza di pozzi e falde di acqua dolce vicinissimi a viale Regina Margherita.

Balneabilità e spiagge.
Viene proposta la balneabilità di un tratto di spiaggia, completamente compresa nell'area portuale, che si troverebbe tra due moli dove sarà possibile il transito e l'attracco, a pochi metri dal nuovo distributore e di fronte al corridoio di transito delle imbarcazioni, violando così ogni normativa esistente ed ogni limite di distanza dalle aree portuali e dalle imbarcazioni ormeggiate ed in transito. Quello che l'Amministrazione comunale in effetti propone è una sanatoria di una incredibile situazione in atto da anni, più volte denunciata da Legambiente: una spiaggia in piena area portuale che si sviluppa punteggiata da due troppo-pieni fognari ed uno scarico di "acque bianche". Nell'area i tecnici di Goletta Verde (l'Arpat non effettua prelievi in quanto area portuale) hanno negli ultimi anni rilevato altissimi livelli di inquinamento batterico. Ora il Comune chiede praticamente alla Regione Toscana di approvare una sanatoria e di derogare alle leggi ed alle norme che regolano la balneazione. Anche qui si tenta di imporre una situazione di fatto dopo averla pre-costituita. Legambiente chiede di utilizzare invece lo specchio d'acqua tra il nuovo molo davanti a Via Murzi e il vecchio Molo del Pesce per alleggerire la pressione e la congestione sull'area portuale ed il suo ambiente con campi boe o altre strutture destinati alla piccola e media nautica che sostituiscano alcuni dei moli più impattanti e che potrebbero tranquillamente ospitare gran parte degli 81 posti barca in più previsti.

Impatto paesaggistico
Le costruzioni dei nuovi moli, il consolidamento del Molo a Massi e la realizzazione dei nuovi pontili avranno un evidente impatto paesaggistico. Il nuovo braccio del molo sopraflutto che modificherà completamente la prospettiva da Viale Regina Margherita, una delle passeggiate più amate dai turisti proprio per il suo paesaggio marino/costiero, ed le due strutture "Banchina uffici, Capitaneria, servizi" sulla testata del molo sopraflutto e la "Banchina, segreteria, carburante, servizi" sulla testata del molo sottoflutto interno snaturerebbero completamente il panorama, costituendo degli elementi del tutto incongrui con un lungomare bellissimo e con la presenza di una Torre Medicea. Crediamo che queste strutture siano facilmente collocabili in altri luoghi e soprattutto senza un così devastante impatto paesaggistico ma integrandole, in particolare gli uffici e la Capitaneria, nel contesto urbano già esistente invece di andare a realizzare artefatti ex nuovo che niente hanno a che vedere con la storia e la bellezza di Marciana Marina.

Ampliamento del lungomare
L'Amministrazione comunale sembra aver rinunciato al raddoppio della larghezza del Lungomare Regina Margherita inviso alla grandissima parte dei marinesi. Inoltre, anche in questo caso, l'allargamento del lungomare costituirebbe una sorta di sanatoria dell'imbonimento abusivo di massi realizzato accanto al Circolo della Vela e sul quale ci risulta ci sia stato un sequestro penale. Si invita quindi a trasformare questa rinuncia che si evince dalla documentazione in un preciso impegno in tutti gli atti che porteranno all'approvazione del Piano del Porto e in una precisa pronuncia del Consiglio Comunale prima dell'approvazione della Variante al Pano Strutturale".



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