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domenica 18 agosto 2019

Cultura sabato 26 aprile 2014 ore 15:30

La Storia dell'Isola d'Elba raccontata da Marcello Camici

Veduta di Portoferraio

Granducato di Toscana Asburgo Lorenza (1737-1801/1814-1860), L'assistenza sanitaria all'Elba



ISOLA D'ELBA — "A livello locale,”comunitativo”,per cominciare a capire come fosse la pubblica assistenza sanitaria 

organizzata nel Granducato di Toscana ,è necessario premettere che essa è a carico delle comunità locali: è
una “spesa comunitativa”.
Non è carico del “Regio Erario”cioè del “reale governo” dello stato granducale.
Ne ho parlato su questo giornale con un articolo dal titolo”Ospedali,assistenza,poveri:così funzionava l’Elba
200 anni fa”.
Per “Sanità” si deve intendere ciò che l’Ab. A. Ferrini riferisce e cioè un Dipartimento di Sanità presieduto
da due Governatori civili e militari residenti uno a Livorno e l’altro a Portoferraio,con funzione di Presidenti
di Sanità. Il Dipartimento ha 16 Uffizi di Sanità diffusi sul territorio del granducato ,di cui ben sette siti
sull’arcipelago toscano(Portoferraio,Longone,Marciana,Rio,Campo,Pianosa,isola del Giglio). Còmpito di
ogni Uffizio di Sanità è quello di provvedere “ a cautelare il territorio nostro dai malori che potrebbero
infestarlo,per l’imprudente avvicinamento di stranieri provenienti da luoghi infetti”.(1)
Si tratta di Uffizi di Sanità dove operano gli “Uffiziali di sanità” con funzione di controllo del traffico dei
bastimenti nazionali o stranieri ai quali dovevano richiedere o rilasciare la “patente di sanità”.
Nei casi sospetti scattava la contumacia da consumarsi in luoghi preposti chiamati “Lazzaretti”.
Questo còmpito era sostenuto con spesa da parte del Regio Erario.
L’assistenza sanitaria quale cura del malato in ospedale era eseguita in struttura chiamata “Spedale degli
Infermi”.
Ne esistevano due tipi : Regi e Comunitativi.
I Regi erano diretti da un Rettore a nomina granducale e vi erano svolte attività didattiche ed interventi
medico-chirurgici particolari: si trovavano a Firenze,Siena,Pisa,Pistoia,Livorno.
I Comunitativi , erano i comunali ,amministrati dalla Magistratura Comunitativa che provvedeva
alla nomina del “Direttore” ed erano ritenuti “Istituti di Beneficienza” pubblica legati alla “fraterna
carità”,beneficenza, al cui mantenimento contribuivano pure le comunità locali.
Quanto affermo è dimostrato proprio dal triste capitolo dei Gettatelli,”trovatelli”: bambini nati e
abbandonati ,”gettati”,lasciati esposti da qualche parte,spesso davanti alla porta di una chiesa,di un
convento e trovati (trovatelli).Venivano accolti e ricoverati nello “stabilimento chiamato Spedale dei
Gettatelli” il quale era chiamato Spedale, ma in esso si procedeva al mantenimento di questi neonati
abbandonati oltre che alla loro assistenza sanitaria.
Il Mellini si sofferma in dettaglio sull’assistenza sanitaria pubblica ai tempi di Napoleone Bonaparte
esiliato all’Elba e scrivendo sullo Spedale Civile di Portoferraio evidenzia proprio l’aspetto caritatevole
dell’assistenza sanitaria affermando che A) le rendite di questo erano amministrate da una
commissione,presieduta dal Maire, composta da cinque membri scelti dal Commissario generale fra i
cittadini più zelanti e caritatevoli B) che la commissione mensilmente adunatasi doveva discutere gli
interessi dello spedale ,C) che i medici e i chirurghi al servizio del comune erano obbligati a curare a vicenda
gli ammalati che si trovassero nello spedale,senza altra retribuzione ,D) che dodici madri di famiglia scelte
dal Commissario generale nella cittadinanza ,dovevano” volta a volta e giornalmente visitare gli ammalati e
storpiati esistenti nello spedale,vigilare che fossero trattati a dovere e procurar loro sollievi caritatevoli”(2).
Nel febbraio del 1818,Ferdinando III Asburgo-Lorena,promulga “Massime ed istruzioni da osservare
generalmente in tutti gli Spedali degli Infermi del Gran-Ducato di Toscana”.Si tratta di un regolamento per
la pubblica assistenza sanitaria granducale , che rappresenta una innovazione davvero importante perché
anticipa alcuni principi dei moderni servizi sanitari in quanto c’è il passaggio da principi assistenziali di tipo
caritativo a forme solidaristiche di notevole sensibilità sociale.
L’ingresso per il ricovero nello “Spedale degli Infermi “era stabilito con precise norme in base a tre tipi
di certificati chiamati “attestati”: di miserabilità(i miserabili godevano di letti gratuiti),di povertà(i poveri
pagavano metà retta), “di solvibilità o sia di potenza a pagare” cioè i paganti.
Questi ultimi venivano ammessi se ricorrevano quattro condizioni: la presenza di malattia curabile,una
giusta causa (impossibilità ad essere assistiti nel proprio ambito familiare),l’urgenza e la solvibilità.
Questi “attestati”erano richiesti obbligatoriamente per l’ingresso e obbligatoriamente dovevano portare le
firme del Gonfaloniere,del medico,del sacerdote della comunità.
Le spese per il mantenimento degli Spedali sia degli infermi che dei trovatelli (personale , malati
gratuitamente ricoverati,neonati accolti,forniture di biancheria,coperte ecc) erano sostenute direttamente
da ogni comunità locale che se ne faceva carico ponendo ogni anno questa voce tra quelle del bilancio
consuntivo e preventivo: era cioè una “spesa comunitativa” come sopra ho accennato.
In sintesi,nella comunità di Portoferraio,durante il governo del Granducato di Toscana, la spesa sanitaria
pubblica era costituita dal mantenimento dei medici e dei chirurghi (allora si faceva distinzione tra medico
e chirurgo) che dovevano essere abilitati” all’esercizio dell’arte salutare” ed erano remunerati in qualità di
“impieghi comunitativi” ,dal mantenimento dell’ospedale dei Gettatelli (brefotrofio) e dello Spedale degli
Infermi, adibito alla cura per i civili.
Alle spese di mantenimento di questi due ospedali concorrevano anche le altre magistrature comunitative
dell ‘Elba: Longone,Marcina,Rio.
C’era poi a Portoferraio anche l’ospedale militare ,adibito alla cura per i militari,le cui spese di
mantenimento erano a carico del Commissariato di Guerra,cioè del Regio Erario.
Le vicende di questo ospedale, solo per militari, si intrecciano poi con quello civile,degli infermi.
Di Barberi Giovan Battista,farmacista, ritenuto abilitato “all’esercizio dell’arte salutare”durante il governo
napoleonico (2), non si trova traccia nei documenti d’archivio riguardanti il restaurato governo granducale
in Portoferraio ,per cui non si può definire bene come avvenisse la spesa per i farmaci.
Dopo che Napoleone fuggì dall’Elba il restaurato governo granducale ,dietro le indicazioni del commissario
straordinario per l’Elba e Piombino,conte Fantoni, si addivenne ad una riorganizzazione dell’assistenza
sanitaria.
Per quanto riguarda i medici e i chirurghi comunitativi di Portoferraio,la Magistratura di questa comunità
trattò nella prima adunanza generale il 2 gennaio 1816: di ciò ho parlato in precedente scritto.
Per quanto riguarda invece l’Ospedale dei Gettatelli a Portoferraio si procedette ad un riordino
generale,riordino che si basò su un progetto interamente elaborato dalla Magistratura Comunitativa
Ferraiese nell’aprile del 1816.
Il progetto, costituito da nove articoli,sottoposto al Regio Governo fu da questo approvato: di questo
progetto ho parlato nel passato.
Ma la situazione degli Spedali dei Gettatelli in tutto il territorio del Granducato non era soddisfacente per
cui nel 1818 il Granducato di Toscana emana “Massime ed Istruzioni da osservarsi generalmente in tutti li
Spedali dei Gettatelli del Gran-Ducato di Toscana approvate con Dispaccio di S.A.I. e R. de 17 febbraio 1818”
(Circolari e Ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818.C 64.Carta 118.ASCP)
Infine,per quanto riguarda ,lo “Spedale Civile” di Portoferraio venne soppresso con motu proprio per
“determinazione” di Sua Altezza Imperiale e Reale, datato 18 gennaio 1816.
Marcello Camici
1) “Descrizione geografica della Toscana compilata dall’Ab. A. Ferrini secondo gli ultimi riordinamenti
politici,governativi e giudiciarj” Firenze .Tipografia all’Insegna di Clio. 1838
2) “L’isola d’Elba durante il governo di Napoloene I” Vincenzo Mellini. Firenze. Stab.Tip. del “Nuovo
Giornale”.1914
ASCP: Archivio storico comune Portoferraio"



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