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giovedì 23 maggio 2019

Attualità lunedì 04 maggio 2015 ore 11:31

La commovente lettera del preside Fazio

Il preside Enzo Giorgio Fazio pubblica una lettera aperta per ringraziare tutta la comunità campese per i mesi di felice collaborazione nella scuola



CAMPO NELL'ELBA — "I – “Il calamaio ritrovato”

Il primo giorno di Scuola a Campo un sorriso incerto, ma aperto, dietro il banco, nell’androne della Scuola, in attesa di capire lo “straniero”; i visi grondanti di sudore delle Signore a fare la spola tra il primo e il secondo piano, smontando e rimontando la Scuola; le prime pratiche, subito una caducazione pilotata, introdotta dalla cortesia veneta, mentre - da “altezze vertiginose” - l’altra parte dell’Italia ondeggiava nell’allegria contagiosa di una signora bionda: è stato un bellissimo settembre, la Scuola si avviava.

II – “Il ritorno”
A San Piero ci sedemmo sulle piccole sedie dei bambini; il cortile della Primaria nel sole, agitato dal brulichio vispo dei colori, gli occhi in attesa dei bambini: fu un ritorno al mio primo giorno di Scuola: straordinario!
Non ho potuto, e non ho voluto resistere, alla richiesta dei tutti quei sguardi in attesa; la Scuola si aprì, crebbe l’emozione delle idee, il senso di una visione condivisa.

III - “Un foglio grande come il mare”
Un agitarsi di vita, quella dei bambini, dei ragazzi, degli adulti e delle loro storie annodate, complesse. Il volto di Sergio Galli, il suo attaccamento appassionatamente commovente all’Isola, una visione anticipatrice di una realtà lavorativa intrecciata al mito della tradizione, vite che hanno sfiorato, in tempi lontani, le miei origini, poi fece ingresso nel giardino della Scuola Luca Polesi.

IV - “La bottega dei giocattoli”
I cambiamenti normativi degli ultimi vent’anni, a tamburo battente, talvolta contraddittori, della Scuola; il ritmo del tempo sempre ad inseguire; la realtà asincrona e diseguale dei nostri ragazzi: “conservare il passato per costruire il futuro”, “progettare per sopravvivere”, se non intercettiamo il cambiamento ne saremo travolti. C’è bisogno di una scuola laboratoriale, di contesti educativi che motivino l’assunzione di responsabilità dei nostri alunni, di una didattica sempre meno frontale, di ambienti di apprendimento diversificati, di decostruire lo spazio Scuola e ricostruirlo, di fare entrare la realtà nelle classi, forse ripensare il senso stesso di classe, c'è bisogno di emozioni. È il tempo della didattica capovolta: ebbene si, vorrei costruire una “bottega dei giocattoli”.

V - “Il vestito di Pertini e la Rossa”
La Scuola si costruisce intorno ad un entusiasmo condiviso, ad un intento sinergico nell’ottica di un servizio ai ragazzi che le vengono affidati, alla sua Comunità. Non sarebbero stati gli otto mesi che sono stati senza il Comitato Genitori, senza la forza delle "mamme" che hanno passato ore e ore a Scuola, facendosi carico di un lavoro enorme. Senza la loro dedizione, la “bottega dei giocattoli” non avrebbe frullato.

VI - “Νοέιν: percepire con la mente”
Nell’errare per errori, certo, spesso si inciampa; nessuno ha mai osato pensare di aspirare alla perfezione, ma ad avvicinarsi a un servizio che potesse essere efficace per i ragazzi, efficiente e trasparente. Chi vuol costruire affronta le criticità, le incomprensioni, i messaggi mancati, l’informazione insufficiente, o non chiara, con domande e richieste di dialogo; la polemica fine a se stessa è spesso sintomo di un disagio che mira solo a puntare l’indice senza cercare una sintesi costruttiva. Nutro una profonda gratitudine per la comunità di Campo, per le Signore del Comitato Genitori in particolare, che mi hanno sostenuto, stando vicino alla Scuola in questo, ormai quasi, “anno” scolastico.

VII - "Il Viaggio"
Considero i mesi nella Scuola a Campo un privilegio, uno straordinario regalo della vita. Di questo sono riconoscente alle "Signore della porta accanto", a tutto personale del Comprensivo "G. Giusti", nessuno escluso, a tutti coloro che hanno issato le vele insieme a me in questo breve "andare per mare"! Buon Maggio".



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