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Cronaca venerdì 21 ottobre 2022 ore 17:10

Detenuto con un cellulare sotto il materasso

Isola di Gorgona

La denuncia del sindacato Sappe sottolinea la necessità di rivedere le regole e prendere provvedimenti urgenti sull'organizzazione della pena



ISOLA DI GORGONA — Nuovo rinvenimento di telefoni cellulari all’interno del Reparto detentivo della Sezione distaccata di Livorno Gorgona isola. 

Come spiega il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, per voce del segretario regionale per la Toscana Francesco Oliviero, “un detenuto di origine albanese, con l'intento di eludere l'agente di Polizia Penitenziaria in servizio nella Sezione mentre stava facendo un giro di controllo, ha occultato un telefono cellulare nel materasso della propria cella. L’agente ha visto il movimento ed ha invitato il detenuto ad uscire e successivamente ha avvisato tempestivamente il sottufficiale di turno. Alla presenza della sorveglianza generale si è effettuata la perquisizione della cella che ha dato esito positivo rinvenendo il telefono cellulare che è stato sequestrato. Un grande plauso va alla polizia penitenziaria che nonostante la grave carenza di personale continua imperterrita nei propri compiti istituzionali. La segreteria regionale Sappe della Toscana denuncia ancora una volta i gravissimi rinvenimenti di telefoni cellulari che avvengono ogni giorno in tutti gli istituti penitenziari italiani. Nella sezione distaccata di Livorno gorgona isola non sono nuovi episodi del genere”.

Oliviero ricorda gli allarmi lanciati dal SAPPE da diversi mesi: “Anche tramite i pacchi postali destinati ai detenuti in periodo di COVID 19 si è tentato di fare entrare nelle carceri di tutto. La Polizia Penitenziaria è impegnata nel contrasto di questo nuovo fronte di illegalità, che sta iniziando a creare grosse ed evidenti difficoltà al sistema”.

Netta la denuncia di Donato generale SAPPE Donato Capece: “Non sappiamo più in quale lingua del mondo dire che le carceri devono essere tutte schermate all’uso di telefoni cellulari e qualsiasi altro apparato tecnologico che possa produrre comunicazioni. Le donne e gli uomini del Corpo sono quotidianamente impegnati nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari ed alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. E nonostante la recente previsione di reato nel Codice penale per l'ingresso e detenzione illecita di telefonini nelle carceri, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, il fenomeno non sembra ancora attenuarsi. Vanno adottate soluzioni drastiche, come la schermatura delle Sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone”.

Per Capece, “a questo hanno portato questi anni di ipergarantismo nelle carceri, dove ai detenuti è stato praticamente permesso di auto gestirsi con provvedimenti scellerati ‘a pioggia’ come la vigilanza dinamica e il regime aperto, con detenuti fuori dalle celle pressoché tutto il giorno a non fare nulla nei corridoi delle Sezioni. E queste sono anche le conseguenze di una politica penitenziaria che invece di punire, sia sotto il profilo disciplinare che penale, i detenuti violenti, non assumono severi provvedimenti.”

E si rivolge direttamente a Giorgia Meloni, leader di Fratelli di Italia e Premier "in pectore”: “Al nuovo Ministro della Giustizia che verrà chiedo di avere quel coraggio che non hanno avuto i suoi predecessori nel modificare l’insostenibile e pericolosa situazione delle carceri italiane, per adulti e minori. Non si può continuare così: la tensione che si vive nelle carceri è costante e lo sanno bene gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che ogni giorno, nelle galere d’Italia, sono le vittime di aggressioni, umiliazioni, improperi, ferimenti, risse e colluttazioni da parte della frangia violenta dei detenuti. Servono con urgenza provvedimenti. E la via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere”.


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