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Lavoro giovedì 11 aprile 2024 ore 16:25

Educatori in sciopero, ecco le motivazioni

Foto di repertorio

In una lettera aperta i collaboratori delle cooperative sociali spiegano quali sono le criticità a lavorare con gli enti pubblici



ISOLA D'ELBA — "Oggi, 10 aprile 2024 (ieri, ndr) per molte persone è un giorno come gli altri, ma non per noi! Siamo lavoratrici e lavoratori delle categorie di assistenza specialistica educativa ed educativa scolastica in vari servizi gestiti in appalto pubblico sul territorio dell’Isola d’Elba. Difatti oggi, molti e molte di noi non hanno presenziato il posto di lavoro.Per la giornata odierna è stato indetto uno sciopero nazionale a cui il presente gruppo ha scelto di aderire. Ma perché? Le condizioni contrattuali, di flessibilità e di mobilità imposte dagli Enti pubblici e locali non rispettano i diritti che dovremmo avere garantiti: nel caso del servizio dell’educativa scolastica e dei servizi educativi domiciliari, se l’utente è assente l’educatrice o l’educatore non ricevono compenso".

A spiegare le motivi dello sciopero di ieri è un gruppo di educatori.

"Le competenze professionali non sono retribuite in modo consono ed equo: nonostante i titoli (diplomi, lauree e abilitazioni) che possediamo, la paga oraria netta è contenuta in un range tra i 9 e i 10,50 euro secondo il CCNL delle cooperative sociali, e contestualizzando al periodo storico che stiamo vivendo, è facilmente comprensibile come lo stipendio non risulti adeguato al caro vita incalzante. - proseguono la nota - Quando i servizi pubblici si interrompono (per motivi di varia natura indipendenti da noi, come scioperi, chiusura per le festività, mancata proroga tecnica da parte delle amministrazioni pubbliche), il personale è costretto a compensare le ore di lavoro non svolto con il monte ore rimasto in flessibilità o con le ferie, se disponibili".

"Il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori si riflette direttamente sulla qualità dei servizi, e diventa ancora più importante se si pensa che è lavoro a diretto contatto con quelle persone della società che riportano le maggiori fragilità. A queste condizioni, la professione educativa spesso viene vissuta come un momento di transizione, per approdare poi ad attività analoghe meglio retribuite (ad esempio insegnanti di sostegno o specialisti/e della cura che scelgono la libera professione), con l’evidente danno di una mancata continuità, sia per il/la lavoratore/trice sia per l’utenza ed i servizi stessi.Questo sciopero è un inizio. Sappiamo che la strada sarà lunga ed in salita ma insieme possiamo percorrerla", concludono.

La nota è a firma delle educatrici e degli educatori della Cooperativa Arca Elisa Appolloni, Caterina Bessi, Flavia Bizzarri, Ilaria Cintoi, Claudia Colosio, Giulia Corda, Elsa D’Alessio, Linda De Luca, Sonia Di Santo, Flavia Falco, Alice Iannello, Claudia Lanzoni, Giulia Lupi, Dafne Rosa Maione, Alice Mancini, Adelaide Mereu, Sara Palomba, Michela Sagliano, Ermes Sassaroli, Margherita Solari, Veronica Uglietta, Andrea Vaccari, Rossella Pagano, Teresa Rossi, Gianluca Zuppardi.


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